CRONACA

Ufficiale, Bellanova: "Convocazione dopo il 16 novembre"

Ilva, confermato il tavolo su Genova: a Cornigliano fine dell'occupazione

giovedý 09 novembre 2017
Ilva, confermato il tavolo su Genova: a Cornigliano fine dell'occupazione

GENOVA - Il tavolo sull'accordo di programma per l'Ilva di Genova ci sarà e verrà convocato dopo il 16 novembre. A comunicarlo ufficialmente è stata Teresa Bellanova, vice ministro allo sviluppo economico, durante l'incontro a Roma con sindacati, commissari e ArcelorMittal in cui è stato presentato il piano industriale.

A Cornigliano fine dello sciopero e dell'occupazione in fabbrica: i lavoratori convocati in assemblea dalla Fiom hanno accolto la notizia con applausi e hanno deciso che torneranno a lavorare da domani. 

"Il risultato lo abbiamo ottenuto, anche se il Governo non voleva risponderci. Non abbiamo ancora una data, ma li abbiamo costretti a confermare davanti a Mittal che quel tavolo ci sarà. È evidente che sono in difficoltà", ha commentato il segretario della Fiom genovese, Bruno Manganaro, per la prima volta a Roma da quando si è riaperta la trattativa con la cordata Am Investco Italy.

"Un punticino segnato a nostro favore, adesso incassiamo questo - ha detto al megafono davanti ai lavoratori l'ex segretario della Fiom Franco Grondona, che fu tra i firmatari dell'accordo di programma del 2005 - perché solo Alice nel paese delle meraviglie poteva pensare di andare a Roma e contrattare già oggi la situazione di Genova".

Il 16 novembre, come ha confermato Bellanova, saranno convocati i Comuni e le Regioni dove ci sono gli stabilimenti Ilva. Dopodiché saranno fissate le date per i singoli casi, tra cui quello di Genova dove vige un accordo di programma unico in Italia che tutela i livelli occupazionali. 

Sui piani industriali non sono emerse novità positive. ArcelorMIttal ha confermato un piano di investimenti da 5,3 miliardi spalmati su 7 anni. Di questa cifra solo 60 milioni sarebbero destinati a Genova, tra cui 15 per la linea della banda stagnata, che però, secondo i sindacati, ne richiede 150 per funzionare a pieno regime. "Di fatto è un addio", chiosa Manganaro. La produzione si dovrebbe attestare a 8 milioni di tonnellate nel 2024, un dato che ha provocato diffuso scetticismo perché considerato inattendibile alla luce degli investimenti promessi.

A viziare l'intera trattativa, però, ci sono due fattori esterni. Da un lato l'intervento della Commissione europea che ha aperto un'indagine sull'acquisizione di Ilva da parte di Mittal che potrebbe creare un aumento eccessivo dei prezzi e un rischio per la concorrenza. Dall'altro l'Antitrust, che si esprimerà a marzo, e cioè a trattativa ampiamente in corso, rischiando così di vanificare ogni discussione. 

"Una scelta di ragionevolezza e di dialogo che consentirà di entrare al più presto nel merito della vertenza Ilva. È evidente che l'incontro di ieri tra le istituzioni liguri e il ministro dello Sviluppo Economico Calenda ha dato i primi frutti in vista della convocazione dei due tavoli paralleli con le istituzioni da una parte e con i sindacati dall'altra". Così il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti commenta la decisione assunta oggi dall'assemblea dei lavoratori dell'Ilva di Cornigliano di sospendere lo sciopero a oltranza e l'occupazione della fabbrica.

"Durante la riunione di ieri, il governo - ha ricordato Toti - ha manifestato la massima disponibilità a affrontare nel merito la questione dell'Accordo di programma, riconosciuto come vigente e elemento essenziale della vertenza. Credo che ci siano tutte le condizioni per far valere le nostre ragioni come Liguria e come città di Genova. Sarà una trattativa lunga: ci sarà tempo per le rivendicazioni di ciascuno, qualora ci fossero elementi di disaccordo nel merito".

"Anche questa volta ci hanno presentato delle slide, non abbiamo nulla in mano e quindi non si può fare una vera valutazione". Così il segretario generale della Fiom, Francesca Re David, uscendo dal ministero. "Sono molte le perplessità sul piano, per produrre dieci tonnellate di acciaio l'anno si dovrebbero assumere operai e non licenziare", ha continuato Re David aggiungendo di aver chiesto all'azienda i documenti: "Forse li avremo domani, non sappiamo".

Sull'indagine avviata invece a livello europeo "l'Antitrust Ue ha tempo fino a marzo per esprimersi e questo può cambiare le cose. Finché questa cosa non si conclude, non possiamo dire di fare trattative serie", ha continuato Re David, "l'azienda ci ha dato rassicurazioni che non ho motivo di mettere in dubbio ma non bastano".

"Nessuno ha mai messo in discussione l'accordo di programma, come abbiamo sostenuto anche oggi, è altrettanto vero però che il piano industriale illustratoci da Mittal contiene forti lacune che necessariamente andranno approfondite successivamente all'incontro relativo sull'ambiente". Lo afferma Antonio Apa, segretario generale Uilm Genova a proposito delle vertenza Ilva sottolineando che "è persino ovvio che sia troppo presto per dare un giudizio complessivo sul piano".

"Ci sono più ombre che luci, il piano non soddisfa ma emergono tutta una serie di contraddizioni di natura tecnica e non politica". A dirlo è Rocco Palombella, segretario generale Uilm, uscendo dal Mise e aggiungendo "abbiamo chiesto tanti chiarimenti e si sono impegnati a farlo, non ci hanno consegnato nulla quindi aspettiamo i documenti per approfondire le incongruenze e poi fissare un nuovo incontro".

"Siamo ancora alle grandi linee dei 2,4 miliardi di euro suddivisi in investimenti industriali e ambientali. Mancano ancora numerose informazioni utili a comprendere quella che sarà l'occupazione, lo sviluppo dei prodotti nei diversi siti e soprattutto le prospettive per le varie attività su cui ancora le incognite sono grandi". Così Marco Bentivogli, segretario generale Fim-Cisl, al termine dell'incontro tenutosi oggi al Mise.

Intanto la procura di Genova ha aperto un fascicolo, per atti relativi, dopo l'esposto dell'Ilva per l'occupazione dello stabilimento, da parte della Rsu Fiom. I pm daranno seguito a una serie di accertamenti per valutare se vi siano elementi penalmente rilevanti. Secondo l'azienda, l'occupazione avrebbe causato danni alla stessa Ilva e ai lavoratori perché chi non ha aderito alla protesta è stato allontanato dai reparti e ciò ha determinato lo stop di tutta la produzione.

L'esposto era stato presentato due giorni fa ai carabinieri che ieri lo hanno inoltrato in procura. Nella denuncia era scritto che "gli scioperanti hanno fatto irruzione nell'area dove erano ricoverati tutti i mezzi operativi" e che "nonostante i ripetuti richiami della Security aziendale i manifestanti hanno spostato una pala gommata e un carrellone, per posizionarli davanti alla recinzione nei pressi della portineria. Per raggiungere il loro scopo, hanno spinto e rimosso un autobus che era stato posto a protezione della stessa recinzione dalla Security". Sempre secondo l'azienda, "la manifestazione ha creato gravi disagi anche ai lavoratori del secondo turno ai quali è stato impedito l'accesso al sito".

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