CRONACA

A Macaia la prima parte dell'intervista all'ex sindaco

Il 'testimone' Beppe Pericu ricorda: "Il mio G8, l'orgoglio e le violenze"

di Franco Manzitti

luned́ 03 aprile 2017



GENOVA - Un altro “testimone” scende in campo a Macaia per ricordare i 35 anni di Primocanale, raccontando il suo ruolo nelle vicende chiave che hanno segnato un pezzo così importante della nostra storia recente. Il sindaco Beppe Pericu racconta non solo un evento che ha segnato profondamente la Genova del Dopoguerra, ma che è anche uno dei fatti che hanno fatto la storia di Primocanale.

Le nostre telecamere hanno mostrato al mondo intero in esclusiva quei giorni del luglio 2001 nei quali Genova è stata al centro di un vertice mondiale di grande importanza, in piena globalizzazione, ma anche di manifestazioni “epocali”, di violenze e di fatti tragici come le devastazioni del black block e la morte del ragazzo Carlo Giuliani, caduto durante una di quelle manifestazioni.

Così la testimonianza di Pericu, che incomincia a andare in scena questa sera, è particolarmente importante perchè illustrata da quelle immagini custodite negli archivi di Primocanale, che tennero tutti con il fiato sospeso, non solo perchè viene da uno dei protagonisti di quei giorni.

Nella lunga intervista il sindaco incomincia a spiegare come è nato quel G8, secondo un suo ragionamento che aveva sollecitato il governo italiano a “spingere “ a Genova un grande incontro internazionale che consentisse alla città di acquistare un rilievo importante in quella lunga fase della sua trasformazione, che seguiva una potente crisi postindustriale e la scommessa del 1992 con la celebrazione del Cinquecentenario di Colombo.

Fu poi Massimo D'Alema, allora presidente del Consiglio, a scegliere Genova per il G8 del 2001, quando ancora si respirava in Italia il sucesso dello stesso vertice, tenuto a Napoli nel 1994.

Pericu ricostruisce la preparazione dell'Evento e, ovviamente, la crescita della tensione che trasformò rapidamente l'appuntamento da importante incontro per i Grandi della Terra in un passaggio-chiave della globalizzazione, con i popoli che volevano strappare a quei Grandi, allora personaggi del calibro di George Bush, Jacques Chirac e Tony Blair, oltre al “padrone di casa” Silvio Berlusconi, il monopolio delle decisioni esclusive sui destini del mondo.

“A un certo punto, proprio alla vigilia di quelle giornate - ha raccontato a Macaia Pericu - mi sono accorto che non venivo più informato sui preparativi sempre più allarmati del vertice”.

Erano i giorni in cui Genova veniva blindata, il centro storico chiuso nelle cancellate, la città divisa in “Zona rossa” in “Zona gialla” e, in generale, blindata, mentre una larga parte della popolazione cercava di allontanarsi.

Nella testimonianza ci sono le ricostruzioni dettagliate di quei giorni e in particolare del fatidico venerdì della morte di Giuliani, quando il sindaco Pericu, in maniche di camicia, megafono in mano, “ferma” il corteo dei no global che volevano penetrare nella “Zona rossa”.

Poi c'è il momento in cui la notizia della tragedia di Piazza Alimonda arriva ai Grandi e Pericu incontra il presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi e ne misura la grande preoccupazione.

Nel documento di questa testimonianza, anche inedita nella sua completezza, a 16 anni dai fatti, il sindaco ricostruisce anche la dignità e la forza con la quale la città riuscì a venire fuori dalle violenze e dalle devastazioni, con l 'Amiu, che in poche ore riuscì a rendere presentabili anche le zone più devastate.

Le puntate che racchiudono il racconto di Pericu saranno cinque. Questa sera va in onda la prima nella parte finale di Macaia.

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