IL COMMENTO

A San Giorgio primo grande evento dell'autorità di sistema

Il ruolo internazionale di Genova e le sfide di Signorini

di Andrea Scuderi

luned́ 02 ottobre 2017
Il ruolo internazionale di Genova e le sfide di Signorini

Il convegno di Palazzo San Giorgio dedicato alla logistica, ai corridoi europei su cui viaggiano le merci e alle possibilità di sviluppo legate all’operatività dei porti è stato il primo grande evento internazionale organizzato dall’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale. Ed è stato l’antipasto più ghiotto che il presidente Signorini potesse servire in questo momento cruciale per Genova e per il suo scalo. Certo non si può dire che siano finiti i tempi delle liti fra le banchine, ma questo incontro – per prima cosa – ha messo in evidenza le ambizioni del porto di Genova, le sue potenzialità e le capacità di partire dalle relazioni per arrivare ai risultati.

Gli obiettivi sono chiari e alla portata del capoluogo ligure, per questioni geografiche ed economiche: il presidente Signorini ha indicato la meta: “Genova può diventare un porto da 5 milioni di Teu”. Per farlo deve riprendersi i contenitori che oggi fuggono verso altre rotte, Nord Europa in testa. E solo con le infrastrutture si possono conquistare anche i mercati della Svizzera e della Baviera. Il presidente del porto ha però posto l’accento anche su altri temi, legati alla politica, mandando un messaggio chiaro sulla riforma (apprezzata) ma non ancora sufficiente per combattere gli ostacoli provocati dalla burocrazia al sistema portuale e soprattutto alla gestione di un porto.

Ma è ben chiaro dalle parole di Signorini a Palazzo San Giorgio quali siano le sfide del Porto di Genova: terzo valico, diga, gronda, collegamento con l’aeroporto. “Si tratta di quattro cose chiare, se faremo questi passi saremo su un livello competitivo più vicino a quello dei porti del Nord Europa”. Il presidente è stato chiaro, ha parlato ad una platea internazionale, ma anche a Genova e ai suoi cittadini che devono sapere quali sono gli obiettivi di chi gestisce lo scalo, perché il futuro della città dipende anche e soprattutto dai risultati che il porto raggiungerà.

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