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POLITICA

Il nuovo stile ruvido della politica genovese

sabato 02 giugno 2012
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Genova - Piaccia o non piaccia questo è lo stile di Marco Doria. Noi giornalisti ce ne dovremo fare una ragione. D'altronde se il nostro lavoro è cercare di fare domande fastidiose è da mettere in conto che alcune risposte possano essere altrettanto fastidiose. Ma a noi questo al momento interessa relativamente. Meglio, forse, un sindaco ruvido che ruffiano con l'informazione. Almeno non avremo mai l'imbarazzo di essere antipatici e ci servirà per non dare alcun alibi a questa giunta che si picca di essere così nuova ma così nuova che di più non si può.

Nuova perché è a maggioranza femminile. Bene: le ragazze sono statisticamente più sveglie dei maschietti e le donne più toste e motivate perché abituate a lottare per emergere. Ma, francamente, a me che ci siano più donne che uomini in giunta interessa abbastanza poco. Anzi se proprio devo dirlo, non mi interessa niente. Mi interessa che le assessore (dovremo chiamarle così?) siano competenti, efficienti, pratiche, ricche più di buon senso che di posizioni ideologicamente preconcette. E questo lo verificheremo nei prossimi mesi. Personalmente non mi piace dare voti anticipati, tanto meno se questi sono basati sul sesso.

Mi ha lasciato perplesso che sia stato lasciato fuori un personaggio del calibro di Carlo Repetti. Esperienza sicura di ottimo organizzatore, di spessa cultura, di comprovata rettitudine, buon mediatore, conoscitore della macchina del maggiore partito della coalizione senza essere mai stato imbrigliato da giochetti correntizi di questo.

Perché? Con quali motivazioni? Solo per il principio, che rischierebbe di diventare un vezzo aristocratico, di ribadire il leitmotiv "faccio tutto io" magari battendo più volte i piedi sul pavimento di palazzo Tursi?

Infine, e lo ripeto anche se so di essere contro la corrente ampiamente maggioritaria, non mi sento particolarmente tranquillizzato dalle dimissioni da presidente di Datasiel annunciate in diretta a Primocanale dal neo assessore allo Sviluppo Economico, Francesco Oddone. Non vedo pesanti conflitti se non quello della mobilità: doversi spostare dal Matitone a De Ferrari per seguire due organismi.

Il principio della competenza corre il rischio di andare a ramengo sull'altare di una demagogia popolaresca. E allora che cosa ne facciamo dei possessori di così ampi glutei da sedersi su più e più consigli di amministrazione di banche, assicurazioni, enti, società, fondazioni, associazioni, comunità eccetera e eccetera?

Oddone lo voglio vedere all'opera nell'ufficio gestito per anni da Mario Margini. Vedere che cosa farà, come agirà, come deciderà?

Infine una questione di buon senso. E' corretto che un sindaco che ha vinto debba scegliere liberamente gli assessori che vuole senza farsi condizionare dai partiti. Ma è corretto alla stessa maniera che, finché c'è una democrazia che utilizza i partiti, con questi ci si debba confrontare: esistono le coalizioni di maggioranza e gli elettori, ancorché scarsi, hanno diritto di sapere che il loro voto serve anche a equilibrare pesi e misure del governo cittadino. A meno che un sindaco non sia espressione di un movimento, lista o partito che ha conquistato la maggioranza assoluta. E non mi pare, osservando i numeri, che sia il caso di Genova.

Autore: Mario Paternostro
Notizia a cura della Redazione di Primocanale
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Commenti
SODA CAUSTICA il 04/06/2012 alle ore 08.17
Polemiche sempre polemiche, desiderio di emergere, come è basso l'animo umano. Ricordatevi la vignetta dei due asini che legati tra loro essendo in competizione per la biada l'unico modo che trovano per poter mangiare è quello di collaborare. Siate almeno come gli asini. collaborazione non fazioni per principio preso.
Kiroz73 il 04/06/2012 alle ore 07.30
Le dimissioni di Oddone sono state un omaggio al populismo dei nostri tempi e un modo per dare un contentito a Italia dei valori esclusa dalla giunta. Quanto allo stile del sindaco ve bene la ruvidezza, però a certe domande bisogna rispondere senza fare gli offesi. Doria prende tutto troppo sul personale e non capisce che fare domande fa parte del lavoro dei giornalisti
Genova Laica il 03/06/2012 alle ore 18.19
Sebbene la legge dia carta bianca al sindaco uscito dalle urne, tuttavia per amor di democrazia e per rispetto della volontà degli elettori, piacerebbe vedere come assessori persone che si sono candidate e hanno raccolto il più alto numero di preferenze dal voto dei cittadini. Altrimenti che cosa andiamo a votare a fare ?
Silvio Montobbio il 02/06/2012 alle ore 20.54
Come si diceva ai tempi di Stalin, "non disturbate il Manovratore". Pensandoci bene, è il sistema migliore per mettere alla prova il nuovo Sindaco e la sua Giunta. Se falliranno e continueranno a comportarsi in quel modo, dureranno poco.
erredivù il 02/06/2012 alle ore 20.23
Secondo la mia modesta opinione, un sindaco dovrebbe andare, più che in televisione, tra i cittadini, nelle (poche) fabbriche rimaste, negli uffici, sulle calate, nelle periferie, (magari col bus), nelle scuole. Direte: E le scartoffie burocratiche? Le lasci al vicesindaco.
anonimillo il 02/06/2012 alle ore 19.55
oddone è vittima del tiro incrociato da parte di: 1) una stampa cialtrona che si presta a fare da fanfara a faide intestine con articoli maligni e imprecisi; 2) un partito rimasto fuori dai giochi che cerca nuovi sbocchi
Federico il 02/06/2012 alle ore 19.44
ma il problema sostanziale resta la trasparenza delle decisioni e la capacità di comunicarle all'esterno in modo chiaro a tutti, in questo grave momento specialmente
Enrico Salemi il 02/06/2012 alle ore 17.08
Gentile direttore, il modo di Doria pare non piaccia al suo saccente e talvolta maleducato giornalista Nur. O forse non ha letto la lamentela che ha pubblicato qui sopra? Infine, lei dice che preferisce un sindaco ruvido piuttosto che ruffiano. Bene, ma mi scusi: ha già cambiato idea? Ha già scaricato la sua amica e ruffiana Vincenzi con cui ci regalava genuflesse interviste? Non chiedo di ricevere risposta ma mi aspetto di vedere pubblicato il mio commento. Grazie
Genova