cronaca

Fermi in 45 mila, al San Martino scoppia il caso: "Lavoratori intimiditi"
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Il fine maggio bollente dei lavoratori liguri prosegue con lo sciopero del pubblico impiego. Si prepara un giovedì di fuoco per tutta la Liguria, con 45 mila addetti complessivi a incrociare le braccia contro il mancato rinnovo dei contratti collettivi, fermi da sette anni. La mobilitazione, organizzata Fp-Cgil, Cisl-Fp, Uil-Fpl, Uil-Pa, approda in Liguria dopo avere toccato altre regioni italiane e sarà articolata in modalità diverse in ciascuna delle quattro province.

La concentrazione più importante si avrà a Genova. Appuntamento alle 9.30 in piazza del Principe, nei pressi della stazione. Da qui partirà il corteo che prevede fermate davanti al Comune in via Garibaldi, la Regione in piazza De Ferrari e infine la Prefettura in piazza Corvetto, dove le rappresentanze sindacali proveranno a chiedere un incontro col prefetto Fiamma Spena. Altre manifestazioni di piazza prenderanno vita a Savona, Imperia e La Spezia.

Si profilano all'orizzonte disagi su tutti i fronti. Al traffico, perché il corteo terrà bloccato il centro del capoluogo per buona parte della mattinata. E ai servizi, perché la mobilitazione investe molti settori, sia pubblici sia 'privati': Regione e autonomie locali, sanità, ministeri, enti pubblici non economici, agenzie fiscali, vigili del fuoco, sanità privata e socio sanitario assistenziale educativo privato. Sono esclusi i lavoratori dell’area della dirigenza medica, veterinaria, sanitaria, professionale, tecnica e amministrativa. Garantiti solo i servizi essenziali, per il resto si dovrà aspettare il giorno dopo, perché l'astensione riguarderà l'intera giornata.

Intanto, al San Martino di Genova, c'è alta tensione tra sindacati e direzione. Girano voci di "intimidazioni" all'indirizzo dei lavoratori che hanno deciso di aderire alla protesta. "La direzione dell'ospedale ha evidentemente sottovalutato l'adesione allo sciopero e non ha messo in atto tutte le procedure previste dalle legge per far fronte all'astensione, così a un giorno dallo sciopero per garantire lo svolgimento del servizio si è arrivati a intimidire i lavoratori", spiega Vladimiro Furini, segretario generale Funzione pubblica Cgil.

"A partire da 5 giorni prima dell'astensione - spiega il sindacalista - si affigge una lista di lavoratori chiamati in servizio, i lavoratori a loro volta hanno 24 ore di tempo per dire se aderiranno allo sciopero. Nel caso il servizio non sia coperto si procede con la precettazione, che è compito però del prefetto, non certo della direzione dell'ospedale".

Questo al San Martino non sarebbe avvenuto: "Ne abbiamo avuto conferma nell'incontro che abbiamo avuto con la direzione, ora abbiamo suggerito di coinvolgere il prefetto perché qui c'è da un lato un comportamento antisindacale, ma dall'altro siamo i primi a voler garantire la sicurezza dell'ospedale e dei pazienti che anche domani avranno bisogno di cure". La situazione dovrebbe appianarsi con l'intervento del prefetto che procederà alla precettazione.

"Stiamo facendo tutto il possibile per coprire i servizi essenziali, l'ospedale San Martino-Ist rispetta il sacrosanto diritto di sciopero dei lavoratori ma anche il diritto alla salute dei cittadini", replica la direzione dell'ospedale. "In queste ore stiamo verificando gli organici reparto per reparto per garantire i contingenti minimi nei servizi essenziali. Abbiamo rispettato le procedure previste dalla legge, ma solo in serata o domani mattina sapremo con precisione se sarà necessario fare ricorso alle precettazioni e in quale misura con l'intervento del prefetto".

GLI AVVOCATI -
In contemporanea c'è anche la due giorni di sciopero degli avvocati penalisti. L'astensione è stata proclamata dall’Unione Camere Penali per protestare contro quella che gli avvocati definiscono "una riforma asistematica del processo".