CRONACA

Cozzi incontra gli avvocati inviati da Salvini

Gli avvocati della Lega Nord a Genova: ecco le strategie per sbloccare i conti

martedý 19 settembre 2017

Garanzie in cambio dello sblocco dei conti. Il procuratore capo di Genova, Francesco Cozzi, ha incontrato il pool di professionisti mandati da Salvini a presentare il ricorso dopo il maxi sequestro ai danni della Lega Nord nell'ambito del processo Bossi-Belsito. Dunque una prima mano tesa dalla magistrtura. "Nessun risvolto politico, Ŕ tutto sul piano tecnico", ha riferito Cozzi.


GENOVA - Garanzie in cambio dello sblocco dei conti. Il procuratore capo di Genova, Francesco Cozzi, ha incontrato il pool di professionisti mandati da Salvini a presentare il ricorso dopo il maxi sequestro ai danni della Lega Nord nell'ambito del processo Bossi-Belsito. Dunque una prima mano tesa dalla magistrtura. "Nessun risvolto politico, è tutto sul piano tecnico", ha riferito Cozzi.

Due le strategie degli avvocati. Anzitutto verrà chiesto il riesame del provvedimento per avere accesso ai conti federali e regionali. Al momento, infatti, tutti i beni della Lega Nord sono bloccati. Impossibile prelevare e anche versare somme di denaro: ogni donazione viene automaticamente dirottata su un conto romano ed entra nelle disponibilità dello Stato.

Il patrimonio del partito, però, appare ben distante dai 48,9 milioni di cui è stata disposta la confisca. Al momento risulta che siano stati prelevati 1,8 milioni, ed è probabile che la Guardia di finanza non proceda oltre. Nei prossimi giorni l'iter verrà concluso e la procura presenterà una relazione al tribunale in cui chiederà anche se quanto sequestrato è sufficiente o se bisogna proseguire con eventuali somme che il partito otterrà in futuro. L'orientamento, secondo quanto trapela, è di fermarsi a quanto congelato finora.

La seconda strada, meno complessa della prima, vedrà invece i difensori impegnati per ottenere una deroga in custodia, in modo che le singole sezioni possano pagare gli stipendi e coprire le necessità finanziarie più immediate. Ecco il punto su cui Salvini e il suo staff fanno leva: oggi sui conti del Carroccio non ci sono somme da finanziamenti pubblici - quelle oggetto della truffa contestata dall'accusa - ma solo donazioni private. Entro una decina di giorni dovrebbe arrivare una risposta da palazzo di giustizia. 

"Abbiamo esaminato gli aspetti di questo provvedimento. Adesso valuteranno loro cosa fare, se il ricorso al riesame o chiedere altre cose - ha detto il procuratore capo di Genova Francesco Cozzi dopo aver incontrato i legali della Lega Nord - La strada maestra è quella della eventuale prestazione di garanzie: per esempio una fideiussione o con un immobile e così potrebbero ottenere lo svincolo delle somme".

"Questo dimostra la nostra piena consapevolezza della funzione essenziale che svolge un partito politico che si muove nell'ambito costituzionale e che deve poter svolgere la propria attività", ha aggiunto Cozzi. Un incontro durato circa mezz'ora anche con i pm del pool reati contro la pubblica amministrazione. "È cancellato ogni risvolto politico - ha concluso il capo dei pm genovesi - l'incontro è andato tutto quanto sul piano estremamente tecnico".

Della vicenda si è interessato anche l'avvocato genovese Stefano Cavanna, dello studio legale Archè, che ha già monitorato l'intero processo per truffa allo Stato finito con le condanne in primo grado per l'ex segretario Umberto Bossi e l'ex tesoriere Francesco Belsito. Ma le pratiche giudiziarie vengono seguite soprattutto dal quartiere generale di Milano col massimo riserbo. La confisca è stata richiesta dalla Procura e confermata dal tribunale giovedì scorso. Salvini ha accusato i giudici di aver preparato un "attacco politico" ai danni dei militanti e ha annunciato fin da subito la battaglia giudiziaria per far annullare il contestato provvedimento. 

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