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Addio al traguardo (storico) di via XX Settembre
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Pareva soltanto una provocazione, invece lo strappo tra l’Unione Sportiva Pontedecimo e il Comune di Genova si è consumato e difficilmente troverà una quadratura negli ultimi quarantacinque giorni pre gara.

“Siamo in una fase di transizione. Lottiamo perché l’Appennino possa sopravvivere in attesa di un rilancio. Dobbiamo mettere insieme almeno novantamila euro e a Tursi non c’è volontà di investimento sul ciclismo. Dunque, le conseguenze sono dolorose ma scontate” dice il presidente granata Ivano Carrozzino.

Tradotto in termini più schietti: partenza confermata dalle aree commerciali di Serravalle, arrivo fuori dalla città capoluogo che sarà deciso in extremis tra le varie candidature con la possibilità di mettere sul piatto trentamila euro. E Chiavari pare ormai in prima fila.

“La Regione ha mostrato vicinanza alla corsa, non così il Comune di Genova che solo a fine febbraio ha stanziato 8350 euro di contributo per il 2015 a fronte degli oltre centomila messi in campo ogni anno dal piccolo Comune di Laigueglia per la propria corsa” dichiara il numero uno dell’Unione Sportiva Pontedecimo.

Insomma, unica certezza quella della data: 17 aprile. Poi, in base alla decisione finale anche l’ascesa della Bocchetta potrebbe essere cancellata: “Mica puoi metterla a inizio percorso. Ovviamente, però, faremo ogni tentativo per mantenerla in quanto simbolo della corsa. Oggi, però, la priorità resta il salvataggio di una gara professionistica che si chiama Giro dell’Appennino, Gran Premio Città di Genova. Ma della Lanterna, ormai, conserva proprio poco”.