IL COMMENTO

Dal Waterfront agli Erzelli, troppi sogni?

Genova 2021, Odissea nel futuro: supertreni, spiagge, metṛ, funivie

di Franco Manzitti

venerd́ 03 novembre 2017
Genova 2021, Odissea nel futuro: supertreni, spiagge, metṛ, funivie

Mi sembra di sognare e cerco di darmi qualche pizzicotto per capire se è vero che, invece, sono perfettamente sveglio e vigile. Ad ascoltare i progetti e le date della loro realizzazione durante questo autunno molto prolongé climaticamente in una specie di eterna estate, Genova sta per agguantare un futuro mirabolante.

L'ultimo 'colpo' è il cosidetto Waterfront di Levante, meglio definibile come Waterfront 4.0, dopo l'Affresco 1, il Waterfront-Blue Print 2 e la Torre Piloti 3, tutta farina del nobile sacco di Renzo Piano.

L'ultimo cadeau dell'architetto alla civica amministrazione, con il disegno della linea di costa tra il Porto Antico, Porta Siberia e Punta Vagno è spendibile in due anni con 25,5 milioni di euro già in cassa e una muta di sponsor pronti a azzannare il business di rifare il Palasport, di demolire i vecchi Padiglioni della Fiera e scavare darsene e canali e, sopratutto, costruire la nuova mitica Promenade di Genova, la corso Italia 2.0, dai caruggi a Boccadasse. E questo ben di Dio lo avremmo entro il 2020...

Se aggiungiamo a questa rivoluzione, paragonabile sicuramente a quella del 1992 nel Porto Antico per gli effetti di ricaduta sulla città, l'arrivo del Terzo Valico, concluso nelle sue opere nel 2021 e operativo nell'anno seguente, per collegare Genova all'OltreAppennino con un treno siluro in una galleria di 35 più 7 chilometri, possiamo concludere che la città sta svoltando.

E non finisce qui: per far diventare Genova veramente “meravigliosa”, come sostiene il sindaco Marco Bucci nel fatidico 2021 si dovrebbero concludere i lavori, in ritardo di 6 anni, del nodo ferroviario genovese, che miglioreranno tutti i collegamenti dentro e fuori la città, spianando anche i binari alla metropolitana di superficie che è nei progetti da tempo.

E che dire della famigerata copertura del Bisagno, che sconvolge la Foce e dintorni, e ora Brignole, da una dozzina di anni? Nel fatidico 2021 sarà finita, come anche prima si concluderanno le opere che sfregiano corsa Italia per lo scolmatore del Fereggiano.

Vuol dire che ci approprieremo di un pezzo di città terremotato da decenni e il sogno delle aiuole guarnite di fiori per accompagnarci verso la superspiaggia di palme e eucaliptus del fu Piazzale Kennedy, oggi considerato la piazza della Vergogna, e domani la zona forse più appetibile della città, appunto in piena Promenade, diventerà una realtà. Altro che guardare quelle aiuole anni Sessanta sui post di Facebook.

Volete continuare a sognare, senza pizzicotti? Immaginate che per quell'anno fatidico sia riempito l'orrendo buco davanti all'ospedale San Martino, che Bucci spera di “sanare” con l'atteso posteggio nell'arco di tre anni e ci siamo. Tombola: è sempre il 2021!

Certo: si potrebbe continuare anche in altre parti della città, che aspettano da tempo svolte decisive o almeno che siano chiusi i più orrendi buchi neri. E se ce la facessero a sostituire il mezzo rudere dell'ex Facoltà di Economia in via Bertani con una super residenza per studenti, dopo averla finalmente venduta? E se il gruppo Biasotti perfezionasse, con l'arrivo della Esselunga in corso Francia, il relativo maxiposteggio e un'altra costruzione, la riqualificazione di quella fetta di san Benigno, incominciata con il grande salone di concessionarie auto? Ci vuole qualche tempo di più ma se - udite, udite - ci garantiscono che la Esselunga arriva a Genova veramente, possiamo prolungare un po' il sogno...

Quanti pizzicotti ci vogliono per destarsi da questo incanto, proiettato nel 2021-22-23, per scendere dal treno veloce Genova-Milano, passeggiare specchiandosi nel canale verso quella spiaggia di palme e salire su un metrò al volo per raggiungere San Martino e magari saltare pure da una funivia-seggiovia-ovovia sul piazzale fantasmagorico degli Erzelli, anche quello oramai un parco di prati e alberi con sullo sfondo l'ingresso dell'ospedale del futuro. che non ti sembra neppure un ospedale?

Forse troppi pizzicotti e un sogno troppo lungo. In fondo a noi basterebbe che incominciassero a demolire il palazzo della Nira e a scavare il canale tra le Riparazioni navali per addormentarci di nuovo, sicuri che qualcosa sta succedendo. Forse.

Commenti



I NOSTRI BLOG