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L'ex difensore: "Tornare qui ad allenare? Sarebbe il massimo..."

Genoa, l'ex Antonini a Primocanale: "Per la salvezza serve un Grifone coraggioso"

venerdě 05 maggio 2017

In visita al Torneo Ravano per seguire la partita della figlia che gioca con la squadra dello Champagnat, l'ex giocatore del Genoa in esclusiva a Primocanale parla di questa corsa salvezza del Grifone: "Sono rimasto molto legato al Genoa e continuo a fare il tifo: il momento non č semplice ma sono convinto che la squadra sia in grado di uscire da questo periodo e riesca a salvarsi. Il segreto? In campo serve coraggio e sono certo che i tifosi rossoblů saranno un aiuto fondamentale per la squadra"


GENOVA - "Cosa serve al Genoa per salvarsi? Occorre essere cinici e cattivi: il Genoa in casa deve essere un fortino e nessuno deve prendere punti. Sicuramente ci si può salvare: mancano ancora quattro partie e siamo davanti alla terzultima di qualche punto”. Luca Antonini parla in prima persona plurale: un lapsus che arriva dal cuore. Giocatore rossoblù dal 2013 al 2015 vive ancora a Genova e segue i giovani del Prato.

"Bisogna restare tranquilli - prosegue - la scelta di andare in ritiro è stata giusta. Mi dispiace molto, dopo il buon inizio nessuno avrebbe pensato a un finale di campionato così travagliato. Bisogna riboccarsi le maniche e conquistare i punti necessari per la salvezza. Per risalire ci vuole tanta voglia e tanto coraggio. Domenica dopo un buon primo tempo col Chievo, è mancato il coraggio per conquistare la vittoria".

Da parte di chi ha vissuto lo spogliatoio anche in momenti difficili il consiglio è quello di stare uniti: "Bisogna guardarsi in faccia e se ci sono attriti vanno messi da parte, bisogna lavorare solo per quella maglia, che ha un'importanza troppo alta. Lo fanno capire ogni volta i tifosi rossoblù. Questi ragazzi devono capire cosa significa". E ai tifosi dice:  "Continuate a tifare e aiutate i ragazzi, io che l'ho provato in campo mi sono reso conto che i tifosi sono davvero il dodicesimo uomo".

I ricordi più belli? "Di certo l'esordio con gol nel derby e poi quello al 94esimo contro la Juventus". E aggiunge: "La Gradinata Nord, che mi ha preso il cuore, mi ha conquistato. Me la tengo stretta nel cuore". Lui, che nel 2014 è andato a spalare il fango dopo la devastante alluvione pensando già da "cittadino genovese", vede rossoblù anche nel proprio futuro: "Sono innamorato della mia città. Allenare il Genoa? Sarebbe il massimo, anche perché non ho potuto salutare i miei tifosi... Ma ci sarà occasione di ritrovarci".

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