CRONACA

Già domani potrebbe arrivare l'ok della Procura

Frana di Arenzano, dopo sei mesi riapre l'Aurelia

martedì 06 settembre 2016
Frana di Arenzano, dopo sei mesi riapre l'Aurelia

ARENZANO - Manca solo il nulla osta della procura, che potrebbe arrivare già domani, per poter riaprire una corsia della statale Aurelia che da circa 6 mesi divide in due la riviera del Ponente Genovese.

Il 19 marzo una frana si staccò dalla collina, travolse un'auto e fece due feriti, isolando Arenzano, raggiungibile da allora solo con l'autostrada.

L'annuncio della riapertura è avvenuto durante un sopralluogo del governatore Giovanni Toti e del presidente di Anas Gianni Vittorio Armani. "Abbiamo completato le attività volute dalla procura, collaborando con la Regione. Aspettiamo il dissequestro dell'area. Abbiamo fatto quello che si poteva fare evitando di discutere su di chi fosse la responsabilità", ha detto Armani.

"Questo è stato un problema serissimo che poteva durare ancora di più. Per quanto riguarda Regione e Anas, il cantiere per la messa in sicurezza della frana è sostanzialmente terminato. Entro fine anno apriremo anche la seconda corsia, come programmato", ha detto Toti.

L'isolamento ha creato numerosi problemi ai cittadini e danni economici a commercianti e balneari che hanno denunciato di aver visto dimezzati gli incassi della loro stagione estiva. per protestare contro l'isolamento cittadini e commercianti avevano anche tenuto varie manifestazioni di protesta.

Il cantiere era stato aperto ai primi di luglio dopo gli accertamenti compiuti dalla procura e dopo aver espletato le gare per l'aggiudicazione dei lavori. L'intervento era stato autorizzato dal prefetto "in danno", perché i privati proprietari dell'area non erano in grado di ripristinare la sicurezza della collina.

Per mercoledì mattina è prevista una riunione del pm con il suo consulente, il geologo Alfonso Bellini e la polizia giudiziaria. Secondo quanto si è appreso l'Anas dovrebbe integrare la sua relazione con gli ultimi lavori eseguiti oggi per la messa in sicurezza della corsia che prenderà il via a senso unico alternato. Tra i lavori effettuati per la messa in sicurezza, è stata approntata una protezione provvisoria per l'intero tratto e un sistema automatizzato presidiato 24 ore su 24 in grado di bloccare la circolazione in caso di pericolo. Nell'inchiesta sono indagate due persone: la proprietaria di parte dei terreni franati e il responsabile dei lavori effettuati prima della frana. Le ipotesi di reato sono lesioni gravi colpose e frana.


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