CRONACA

Terzo Valico, raddoppio, nodo ferroviario e nuove stazioni: a che punto siamo?

Ferrovie in Liguria, il punto sul futuro: incontro con Gentile in Terrazza Colombo

mercoledý 16 maggio 2018
Ferrovie in Liguria, il punto sul futuro: incontro con Gentile in Terrazza Colombo

GENOVA - Il Terzo Valico subirà nuovi ritardi, come paventato dal commissario Iolanda Romano che ha parlato di entrata a regime nel 2023? Arriveranno in tempo i binari sulle banchine del porto, in modo da non vanificare tutta l'opera? E il raddoppio della Tortona-Milano, fondamentale per superare il collo di bottiglia? Quanto dovrà aspettare il Ponente per vedere completato il raddoppio? A che punto è il nodo ferroviario di Genova e perché non sono ancora iniziati i lavori della nuova stazione Aeroporto-Erzelli?

Domande alle quali risponde oggi a Genova l'amministratore delegato di Rfi, Maurizio Gentile, in Terrazza Colombo per un incontro trasmesso in diretta streaming su Primocanale.it, in onda poi su Primocanale (canale 10 del digitale terrestre) alle 13 e in prima serata, alle 21, al posto di Viaggio in Liguria. 

Con Maurizio Rossi, i giornalisti di Primocanale e alcuni rappresentanti delle istituzioni, cerchiamo di fare luce sul futuro dei collegamenti ferroviari in Liguria, fondamentali per togliere la regione dall'isolamento. 

"Non dimentichiamo i passeggeri, abbiamo bisogno del quadruplicamento dei binari tra Voltri e Principe - ricorda il sindaco Marco Bucci - E poi il Terzo Valico deve arrivare fino a Milano. Ho visto progetti che indicavano date come 2028-2030. Se così fosse sarebbe terribile. Sento parlare di ritardi burocratici, non va bene, anzi dobbiamo anticipare, come gli svizzeri. Ci sono riuscite tante città, non vedo perché noi non dovremmo riuscirci. Investire a Genova non è solo per l'Italia, ma anche per la Svizzera e la Germania. Dobbiamo pensare in grande all'area che beneficerà di tutti gli investimenti che faremo a Genova in futuro".

"La mia sensazione - commenta il presidente della Regione Giovanni Toti - è che le opere programmate siano più di quello che sembra. Quando Bucci ieri in ascensore a Mattarella ha detto: 'Ce la stiamo mettendo tutta per far diventare Genova una gran bella città', lui ha detto: 'È già una gran bella città'. Questo rende l'idea delle due visioni opposte. Certo, scontiamo ritardi, abbiamo una burocrazia feroce, ma c'è in tutta Italia. Finalmente siamo tornati a crescere: se abbiamo i camion nelle strade è perché i terminal lavorano a pieno ritmo, dobbiamo essere onesti e dire che se saremo la prima piattaforma logistica del Mediterraneo non avremo un giardino di Kyoto. I rimorchi ci sono, ci saranno e non saranno un fastidio, ma una ricchezza. Mentre Gioia Tauro, me ne dispiaccio, si sta sfasciando, Genova sta crescendo a due cifre". 

IL TERZO VALICO

Nuovo colpo di scena sul terzo valico. Gentile annuncia: "Sarà in attività nel 2021, al massimo beu primi mesi 2022 al netto di alcuni nodi che verranno poi sciolti. Si sta riprogrammando la tempistica dividendo la realizzazione in due parti". Pochi giorni fa il commissario del terzo valico Iolanda Romano all’assemblea di Spediporto aveva detto: "Operativo nel 2023 in attesa di una certificazione della Corte dei Conti"

I BINARI IN PORTO

"Qui a Terrazza Colombo, per la prima volta, dico che serve un tavolo di lavoro con gli operatori di settore e l’Autorità di sistema portuale per realizzare un accordo quadro che armonizzi i nostri interventi con le necessità delle varie parti", dichiara Gentile. 

"L'obiettivo - spiega Paolo Signorini, presidente dell'autorità di sistema portuale di Genova-Savona - è portare fuori dal porto il 30% di merci per ferrovia, oggi siamo fermi al 15%, l'85% viaggia su gomma. Per fare questo siamo partiti da Voltri. Per Sampierdarena però bisogna definire prima l'assetto delle concessioni, necessario per giustificare gli investimenti ferroviari: quanti container, quanti traghetti arriveranno? Con le due convenzioni che assegnano l'attività di progettazione a Rfi con risorse dell'Adsp, il problema principale è già aggredito. Sarà una svolta per tutta la città". 

"Sampierdarena - ricorda il terminalista Aldo Spinelli - è l'unico porto che non ha un piano ferroviario adeguato ai traffici. È impossibile che il porto di Genova possa crescere coi servizi di 40-50 anni fa. Oggi siamo penalizzati in modo tale che più di questo non possiamo fare. Siamo tutti saturi, non solo di contenitori ma di traghetti. Io sono pronto a disdire il contratto con Tirrenia perché non so dove metterli. È indecente poi fare un treno che serve tutti i terminal. Fino al Campasso siete bravi, ma dal Campasso al porto è un disastro".

"Gli interventi che serviranno a separare i flussi sul nodo di Genova sono tutti finanziati - risponde Maurizio Gentile -. Noi siamo pronti a firmare il protocollo con cui Rfi si impegna a realizzare le due opere: il collegamento ferroviario in galleria tra Calata Bettolo, Sampierdarena e Campasso in galleria e il nuovo scalo merci fuori muro". Per quanto riguarda il primo, "è un intervento che richiederà 8 mesi di progettazione, costerà circa 10 milioni, di cui 300mila per la progettazione. Appena sottoscritto il protocollo partiremo. Se saremo rapidi nelle approvazioni, lo saremo nella realizzazione. In un anno e mezzo o due possiamo portarlo a compimento. In 2-3 anni dovremmo avere questo collegamento pronto in coincidenza col nuovo nodo". Lo scalo merci invece "è più complesso, costerà 25 milioni, la progettazione durerà 14 mesi e complessivamente serviranno 4 mesi, dovremmo finire tra il 2022 e la prima parte del 2023"

IL COLLEGAMENTO CON L'AEROPORTO

L'area su cui sorgerà la nuova stazione di Aeroporto-Erzelli, che tramite un impianto speciale servirà sia il Colombo sia il parco tecnologico, è ancora occupata da container ed è di proprietà demaniale. "I 70 milioni di euro saranno presto disponibili - spiega Gentile -. Tutto è stato approvato dal Cipe

ma lo strumento non è ancora operativo perché manca il passaggio nelle Commissioni di Camera e Senato. L'attivazione di queste opere risente di incertezze indipendenti da Rfi, tanto che il cronoprogramma non è definito. Diamo una forchetta: le stazioni saranno pronte a fasi tra il 2020 e il 2025. Per liberare quelle aree ci diamo un anno di tempo a partire da ottobre"

Quindi tra fine 2019 e inizio 2020 si potrebbe partire, container permettendo. Nel frattempo però GHT chiede di accelerare i tempi per la progettazione. "Quella preliminare è già in corso - risponde l'ad di Rfi - ma per ottenere tutte le autorizzazioni dobbiamo disporre del progetto definitivo, e siccome ha un costo ci vogliono i finanziamenti. Comunque non richiederà tanto tempo, il concept è ben noto, non stiamo partendo da zero". 

"L'elemento su cui faremo leva per crescere è la vicinanza alla città - ricorda il direttore generale dell'Aeroporto Colombo, Piero Righi - ed è per questo che cerchiamo di qualificarci sempre più come city airport. Crediamo fortemente nel progetto della nuova stazione e della cabinovia". 

"La nuova stazione di Erzelli deve essere costruita sul quadruplicamento - osserva il sindaco Bucci - che va realizzato prima. Sottolineo che i due collegamenti sono indipendenti, i percorsi Aeroporto-stazione e stazione-Erzelli sono cose diverse. Il quadruplicamento ci consente di avere un servizio come si deve tra Voltri e Principe, ogni 10 minuti. Pensate a quante auto si potrebbero eliminare. A quel punto andare a Genova dall'aeroporto diventa facile". 

A rispondere al sindaco è ancora Gentile: "Le opere vanno in parallelo, non è necessario attendere una per avere l'altra. La stazione si realizzerà lo stesso, con le dimensioni adatte. L'attivazione del quadruplicamento è prevista per il 2021. È un lavoro importante, da 642 milioni di euro. Essendo stato aggiudicato a una delle maggiori imprese di costruzioni italiane, mi viene da affermare che arriverà comunque prima della stazione". 

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