CRONACA

Bloccati dopo l'embargo Onu per la Guerra del Golfo

Fermi da 26 anni al porto della Spezia, i marinai iracheni possono tornare a casa

venerd́ 19 maggio 2017
Fermi da 26 anni al porto della Spezia, i marinai iracheni possono tornare a casa

LA SPEZIA -  Finisce, dopo oltre 26 anni, l'odissea dei marinai iracheni che hanno fatto la 'guardia' alle due navi da guerra bloccate alla Spezia in seguito all'embargo decretato dall'Onu. Lunedì prossimo comincerà il ritorno verso casa. Sono iniziate giovedì infatti - riferisce lo Stato maggiore della Marina - le attività che porteranno all'inizio del trasferimento dalla Spezia verso il porto di Umm Qasr, in Iraq, delle due corvette Mussa Ben Nassair e Tariq Ibn Ziad, già battenti bandiera irachena ma rimaste in Italia dal 1990 per le conseguenze della risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell'Onu (Unscr 661-1990) con cui veniva vietata la vendita di armi o altro equipaggiamento militare all'Iraq in seguito all'invasione del Kuwait e allo scoppio della prima Guerra del Golfo.

 La Marina militare quindi spiega che "a seguito dell'annullamento dell'embargo da parte delle Nazioni Unite (risoluzioni Unscr 1483-2003 e Unscr 1546-2004) le corvette, che sono ormeggiate presso l'Arsenale della Marina della Spezia, potranno essere trasportate in Iraq". Il trasferimento avverrà attraverso la nave bacino norvegese 'Eide Trader'."Con il trasferimento delle unità in questione - sottolinea lo Stato maggiore - rientrerà in patria anche il personale iracheno che per oltre 26 anni si è occupato della sorveglianza delle due navi”.

Alcuni mesi fa, i marinai avevano dato il cambio a un'altra squadra della marina irachena, sulla base del programma di avvicendamento degli equipaggi proseguito negli anni sulle banchine del porto ligure. All'inizio della crisi, nei primi anni Novanta, a bordo di ciascuna unità c'erano 50 marinai, ma col tempo gli equipaggi sono stati progressivamente ridotti. I militari rimasti a sorvegliare le due corvette, occupandosi soprattutto della loro manutenzione, non hanno mai avuto particolari restrizioni e sono stati sempre muniti di permessi di soggiorno come immigrati extracomunitari.

Comandati da un ammiraglio e da un ufficiale, hanno vissuto quasi sempre a bordo, recandosi a fare la spesa all'esterno della base navale della Marina Italiana della Spezia, uscendo e rientrando anche per la libera uscita senza che siano mai sorti problemi. Una delle due unità, piuttosto malridotte per la lunga sosta, fu anche portata in bacino di carenaggio per controlli e interventi di manutenzione. In occasione della guerra del Golfo, nel 1991, le due corvette, sempre con a bordo gli equipaggi iracheni, furono spostate dal cantiere del Muggiano all'arsenale militare, per ragioni di sicurezza.

Dopo l'11 settembre le misure di sicurezza furono rese più rigide anche nell'arsenale, dove, per un periodo, non furono ammesse le visite del pubblico. Nei primi anni Duemila, a seguito delle guerre in cui era impegnato l'Iraq, i marinai non se la passarono tanto bene e usufruirono spesso a pranzo nella mensa dell'arsenale. In passato alcuni di essi erano stati raggiunti anche dalle famiglie, che avevano preso in affitto alcuni alloggi. Da ieri, nessuno alza più la bandiera irachena a bordo delle corvette.

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