SALUTE E MEDICINA

Colpiscono l'8% della popolazione

Ecco le malattie renali che colpiscono le donne

di Giorgio Garibotto*

mercoledý 14 marzo 2018
Ecco le malattie renali che colpiscono le donne

GENOVA - Lo scorso 8 marzo è stata la giornata mondiale del rene. Da anni, la giornata è dedicata alla prevenzione delle malattie renali. Perché la prevenzione è importante? Le malattie renali colpiscono l’8% della popolazione, quindi sono frequenti. Inoltre spesso decorrono in modo asintomatico. L’attenzione nei loro confronti è dettata dall’esigenza di prevenire l’insufficienza renale cronica e di ridurre il rischio cardiovascolare, che aumenta sensibilmente già in presenza di un’insufficienza renale lieve e per impedire la progressione di malattia.

Le persone a rischio per la comparsa di malattia renale cronica sono gli anziani (oltre i 60 anni), le persone che soffrono di ipertensione, i diabetici, chi fa uso ripetuto di antinfammatori non steroidei, le persone obese o con livelli di colesterolo elevati, chi ha calcolosi renale, chi ha ipertrofia della prostata o anche chi ha malattie renali in famiglia.

Quest’anno la giornata mondiale del rene era dedicata alla donna. Perché la donna? Da un lato le donne sono meno soggette alle malattie del rene. Nei reparti di dialisi, la maggior parte è spesso costituita da uomini. Tuttavia le donne sono piu spesso degli uomini colpite da alcune malattie. Tra queste, le malattie autoimmuni come il lupus eritematoso o la sclerodermia. Inoltre da sempre la gravidanza è una condizione a rischio per il rene, per la possibile comparsa di proteinuria, ipertensione e insufficienza renale acuta (preeclampsia) nel terzo trimestre. Se in queste situazioni le donne sono a rischio di complicanze renali, esse spesso offrono la loro grande generosità per donare il proprio rene ad un figlio o al marito. Nei trapianti renali da vivente, molto comuni all’estero ma ancora troppo poco in Italia, le donne sono piu spesso donatrici rispetto all’uomo.

Visto che le malattie renali si presentano con pochi segni e sintomi, è necessario prenderne coscienza ad attuare piani di prevenzione.

Che cosa possiamo fare per prevenire le malattie renali croniche? Bisogna prevenire, e poi curare, l’ ipertensione ad il diabete, che stanno aumentando progressivamente. Bisogna mangiare meno sale: in Liguria l’apporto di sale è circa il doppio di quello che indica l’Organizzazione Mondiale della Sanità (4 g al giorno). Bisogna prevenire la comparsa di obesità . Il tipo di alimentazione ricco di calorie e sale , l’uso di bevande zuccherine o con aggiunta di fruttosio, la scarsa attività fisica stanno portando ad un aumento ai grassi corporei.

La media dell’indice di massa corporea (espressione dei grassi del nostro corpo) è aumentato a livello mondiale da 21, 7 a 24, 2 nell’ arco degli ultimi 30 anni. A livello mondiale, abbiamo maggiore disponibilità di cibo, viviamo tutti piu a lungo, ma corriamo il rischio delle complicanze di una alimentazione sbagliata e di una attività fisica sempre minore. Un altro importante fattore di rischio per il rene è il fumo. Il fumo è un terribile nemico per la nostra salute: cancro ed insufficienza respiratoria sono le complicanze che vengono piu spesso in mente. Tuttavia il fumo colpisce anche, e drammaticamente, le arterie nel nostro corpo, che diventano rigide, calcifiche e progressivamente non portano più sangue ai nostri organi. Ed il rene è fatto di arterie che filtrano costantemente il nostro sangue.

Ci sono altri nemici per il nostro rene. I cibi inscatola, ricchi di sale e di fosfato. Inoltre è’ sempre bene bere acqua con una certa abbondanza: un litro e mezzo o due al giorno sono una dose sicura.

E' anche necessario regolarmente la pressione arteriosa, sapendo che si ritiene ottimale una pressione eguale o inferiore a 130 su 80 mm di mercurio, e che valori superiori a 140/90 sono definiti come patologici, a qualunque età (anche se nei diabetici si suggerisce di mantenere la pressione a valori inferiori a 130/80). Tra i farmaci per controllare l’ipertensione è anche importante sapere che alcuni di questi farmaci, come gli ACE inibitori e i cosiddetti antagonisti recettoriali dell’angiotensina, oltre all’effetto anti ipertensivo, possiedono anche un’azione specifica renoprotettiva.

Parlando di farmaci bisogna sapere che gli antiinfiammatori (cosiddetti FANS e COX-2 inibitori) sono tossici sul rene e possono portare ad insufficienza renale acuta o cronica, specie nelle persone con danno renale preesistente (anziani, diabetici, persone con malattie vascolari). Anche nelle persone sane è utile evitare un uso prolungato di farmaci potenzialmente nefrotossici, come analgesici o antinfiammatori, specie se assunti senza controllo medico; questo non significa che chi ne ha bisogno debba rinunciarvi, ma è opportuno, se li si usa di frequente, ricordarsi di controllare periodicamente la situazione renale.

Che segnali abbiamo di una malattia del rene? Eseguire, anche se ci si sente bene, un semplice esame delle urine in occasione di altri controlli di laboratorio, o comunque con scadenza biennale, e non trascurare eventuali anomalie minori rivelate dall’esame delle urine, come sangue o proteine in quantità molto modeste. Per contro, non si deve dimenticare che in alcune situazioni, come ad esempio in presenza di un danno renale dovuto all’ipertensione arteriosa o all’arteriosclerosi, l’esame delle urine è spesso a lungo normale. Purtroppo anche i medici sembrano avere dimenticato l’esame delle urine, semplice e poco costoso.

Nelle persone che sono in condizioni di rischio renale è necessario eseguire il controllo della funzionalità renale con la determinazione della creatininemia, ripetendolo eventualmente ad intervalli regolari, ad esempio annuali, o semestrali se il rischio è elevato. La creatinina è un prodotto delle masse muscolari che viene eliminato dal rene e si accumula nel sangue quando la funzione renale si riduce. Valori ematici superiori a 1,1 mg/dl nella donna e a 1,3 mg/dl nell’uomo possono indicare un danno funzionale renale e meritano un approfondimento.

Utilizzando semplici formule matematiche e calcolatori di uso corrente è facile dedurre dalla creatininemia il valore della filtrazione renale. Questo controllo, che ha soppiantato quello tradizionale dell’azotemia, può costituire un primo campanello di allarme, particolarmente importante quando l’esame delle urine è normale, per una nefropatia evolutiva.

Tutti questi argomenti sono portati alla luce nella Giornata Mondiale del Rene, durante la quale nelle piazze italiane sono effettuate visite gratuite di screening delle malattie renali.

Giacomo Garibotto* Professore di Nefrologia, Università di Genova e Ospedale Policlinico San Martino.


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