IL COMMENTO

Le strategie culturali della cittą

Due "cannoni" al Ducale, Paganini e Piano. E uno allo Stabile, il pubblico

di Mario Paternostro

domenica 08 ottobre 2017
Due

L'idea di esporre al pubblico il mitico violino di Paganini e quella di organizzare a Palazzo Ducale una grande mostra su Renzo Piano, proposte lanciare alcuni giorni fa dal nuovo presidente del Palazzo, Luca Bizzarri, sono curiose e interessanti.

Tutte e due esaltano due "Cannoni" della nostra città.

Il primo, il violino chiamato proprio Cannone, costruito a metà del Settecento dal liutaio Guarneri oggi è conservato a Palazzo Tursi e nessuno riesce a vederlo.

Dunque perché non esporlo? E perché non esporlo nella più prestigiosa casa della cultura di Genova? Il violino deve essere tutelato, ma credo che le attuali tecnologie di conservazione degli antichi strumenti musicali permettano questa operazione. A Cremona gli antichi e meravigliosi violini della tradizione liutaia locale sono alla vista di un numeroso pubblico. Il Guarneri del Gesù al Ducale sarebbe una concreta restituzione alla città di uno dei suoi valori. E fuori ci sarebbe la coda dei visitatori.

E sarebbe stupendo, dato che il violino va "scaldato" per essere tenuto in vita, che almeno una volta al mese un violinista magari dell'orchestra del Carlo Felice lo suonasse in pubblico.

Secondo cannone, l'architetto Renzo Piano. Una grande mostra al Ducale sulla sua opera diventerebbe il visibile ringraziamento a un protagonista assoluto della scena mondiale dell'architettura del Novecento. Un figlio di Genova che ha deciso di restarci anche girando il mondo, di non tagliare mai le sue radici. Come Paganini ha portato in giro per l'Europa il nome e l'arte della sua città, così Piano ha sempre portato il nome di Genova nei luoghi dove ha lasciato il segno tangibile della sua intelligenza.

Due belle idee che, spero, si realizzeranno.

Aggiungo a completamento di queste strategie culturali il successo delle lezioni sull'Europa che la domenica mattina riempiono il teatro della Corte. Una iniziativa che, in silenzio, Raffaella Rocca ha curato con passione. Segno che i genovesi non sono freddi calcolatori, ma appassionati cittadini del mondo. E che stanno ritrovando il loro orgoglio e un entusiasmante senso di appartenenza.

Lo Stabile inventato da Ivo Chiesa, continuato da Carlo Repetti e oggi guidato con sapienza da Angelo Pastore ancora una volta si dimostra un altro grande valore della nostra città. E il pubblico glie ne sta dando merito e atto.

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