CRONACA

Il Genoa avrebbe ricevuto 15 milioni

Doping finanziario nel calcio, anche Preziosi tra gli indagati

martedì 13 ottobre 2015

Avere “abbellito” il bilancio del Genoa per superare l’esame della Commissione di vigilanza sui conti delle società professionistiche: questa l’accusa nei confronti del presidente del Genoa, Enrico Preziosi, secondo quanto riportato dal Corriere della Sera.


GENOVA - Avere “abbellito” il bilancio del Genoa per superare l’esame della Commissione di vigilanza sui conti delle società professionistiche: questa l’accusa nei confronti del presidente del Genoa, Enrico Preziosi, secondo quanto riportato dal Corriere della Sera. A formulare l’ipotesi di reato sono i magistrati di Milano, che nel mirino hanno messo anche il presidente del Bari, Gianluca Paparesta. Secondo gli inquirenti il doping finanziario avrebbe evitato il rischio di non poter iscrivere le due squadre ai campionati di Serie A e Serie B. Nel caso del Genoa si parla di un’iniezione di liquidità di 15 milioni di euro avvenuta in tre rate, mentre la società pugliese avrebbe ricevuto 500mila euro.

Tra gli indagati c’è anche il presidente della Lazio, nonché componente del Consiglio federale della Figc, Claudio Lotito, che avrebbe ostacolato l’attività di vigilanza della Commissione. I fondi per le due squadre sarebbero arrivati attraverso società svizzere riconducibili a Infronte e Tax and Finance, il cui dirigente è stato arrestato venerdì scorso con l’accusa di riciclaggio. Tra gli indagati anche il co-fondatore di Milan Channel Riccardo Silva, assegnatario da parte della Lega Calcio dei diritti tv all’estero. “Il Genoa è una delle squadre perquisite, ma siamo tranquillissimi – ha commentato Preziosi - i soldi che servivano al nostro bilancio li ha messi l’azionista di riferimento, cioè io”.

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