PORTI E LOGISTICA

L'analisi dopo la decisione dell'autorità di sistema

Concessioni, governo in ritardo sul regolamento: vincono i terminalisti

di Andrea Scuderi

marted́ 09 maggio 2017
Concessioni, governo in ritardo sul regolamento: vincono i terminalisti

GENOVA - La decisione dell'Autorità di Palazzo San Giorgio sulle concessioni è molto importante e approfitta delle gravi lentezze del Governo sulla emanazione del Regolamento di attuazione della legge 84/94 che si è perso nei meandri del Ministero. Si chiude una partita a Genova che non poteva però restare aperta all'infinito.

E sarà felice anche Luigi Merlo che, come presisente del Porto, tenne una posizione cauta e rigida sino a dare le dimissioni pur di non farsi tirare ancora per la giacca dagli operatori, ma oggi nel suo nuovo ruolo di responsabile dei rapporti istituzionali in Italia del gruppo di Aponte incassa il suo primo concreto successo ottenendo la "dovuta" concessione del Bettolo.

Ora che proroghe e concessioni sono state assegnate o prorogate si aprono molti possibili ipotesi tra i vari terminalisti, giochi di accordi e di mercato che decideranno ormai tra loro i terminalisti e c'è da sperare che portino benefici a porto e città. Bettolo di Aponte va avanti, ma le navi quando potranno davvero iniziare ad attraccare considerati i problemi infrastrutturali legati allo spazio stretto di passaggio nel canale?

Cosa vorranno fare i fondi che hanno acquistato il Sech e sono contestualmente soci con Aponte su Bettolo? Riusciranno a rispettare quei piani di impresa e movimentazione scritti e firmati da Negri nella domanda di proroga e toppati negli ultimi tempi? L'occupazione avrà riflessi positivi o negativi da questo vecchio/nuovo sistema concessorio?

Come procederà l'operazione della piattaforma di Vado Ligure che non sembra avere tempi certi e viene fortemente osteggiata da diversi operatori genovesi? C'è molto lavoro da portare avanti per ridare una strategia al porto di Genova, ed è giusto dare la fiducia all'allenatore, il Presidente Signorini, persona molto preparata e pragmatica, non politica e con conoscenza profonda dei meccanismi burocratici del porto cosi come del Ministero da dove proviene. È quindi la persona giusta al posto giusto e va sostenuta da tutta la città anche se magari qualche passaggio può non essere condiviso.

Ma in questo momento bisogna essere sul ponte di comando per scegliere il minore dei mali e pensare di portare avanti la visione che si ha in mente. E sul ponte di comando c'è il Presidente con un comitato che potrebbe modificarsi a seconda del risultato elettorale dell'11 giugno: visto che il Comune ha come rappresentante Doria che nominò se stesso. Dopo il voto resta o lascia?

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