AMBIENTE


Come Greta, anche i genovesi scendono in piazza per il climate strike il 15 marzo

di Silvia Isola

giovedý 14 marzo 2019
Come Greta, anche i genovesi scendono in piazza per il climate strike il 15 marzo

GENOVA -  Anche a Genova gli studenti hanno accolto la proposta di Greta Thunberg e con lei scenderanno in corteo venerdì 15 marzo i giovani di tutto il mondo, dalla Svezia all'Australia. Una mobilitazione, “climate strike,”per chiedere ai governanti provvedimenti seri contro il riscaldamento climatico, per correre ai ripari prima che sia davvero troppo tardi. Anche la scelta della data non è casuale, dato che ogni venerdì a partire dalla scorsa estate Greta protesta di fronte al Parlamento svedese. I suoi discorsi al vertice sul clima delle Nazioni Unite in Polonia e al forum di Davos hanno fatto migliaia di visualizzazioni sui social e da lì i ragazzi hanno voluto seguire il suo esempio. E adesso è candidata al Premio Nobel per la Pace.

L’iniziativa è stata accolta con entusiasmo negli ambienti universitari, che hanno anche poi coinvolto il Collettivo degli Studenti genovesi delle scuole superiori. “Riteniamo sia giusto partecipare perché l’uomo da tempo sta distruggendo l’ambiente che ci circonda con le sue attività illecite nella terra dei fuochi, con lo smaltimento illegale di rifiuti, con l’inquinamento dei mari”, spiega Ernesto Melchiorri, attivista del Collettivo e studente del liceo Cassini. “Così facendo stanno commettendo un atto di violenza contro di noi che in questo ambiente ci viviamo”. C’è preoccupazione per il futuro, perché il tema del riscaldamento climatico spesso passa in secondo piano. “A scuola tutto quello che non è in programma viene affrontato nei ritagli di tempo e a volte manca proprio l’interesse a parlarne”, spiega Ernesto.

L’appuntamento è alle 9.30 in Piazza De Ferrari e non si hanno ancora previsioni sul numero dei partecipanti, ma in Italia ci saranno altre 139 piazze piene di giovani con la speranza di fare un piccolo passo verso il cambiamento. “Il nostro scopo è quello di creare consapevolezza e spingere i ragazzi, ma non solo, a prendere posizione”.

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