POLITICA

La svolta del '92 cruciale per la città

Colombo ha dato un futuro a Genova: ecco perché lo dobbiamo difendere

di Sen. Maurizio Rossi

venerdì 01 settembre 2017
Colombo ha dato un futuro a Genova: ecco perché lo dobbiamo difendere

GENOVA - È con grande dispiacere che leggo le polemiche americane su Cristoforo Colombo, l'abolizione del Colombus Day a Los Angeles, il taglio della testa nella statua di Yonkers, l'ipotesi di abolizione anche a New York. Vogliamo ricordare chi è per noi genovesi Cristoforo Colombo e cosa rappresenta nella storia recente per il rilancio di Genova?

Il cinquecentenario del '92 è stato l'evento storico che ha sancito l'inizio della città turistica grazie all'Expo specializzato "La nave e il Mare". La Mostra non fu certo un successo, ma grazie alla straordinaria visione di Renzo Piano non vennero buttati soldi come alla Cartuca di Siviglia che aveva l'esposizione universale (mentre la nostra era specializzata, ma sempre con il marchio ufficiale).

Infatti la città spagnola spese 10-20 volte tanto per un Expo di cartone che appena finito andò in totale abbandono. Piano invece regalò a Genova l'apertura al mare, l'Acquario, i Magazzini del cotone restaurati e più di tutto tolse le barriere che separavano porto e città consentendo a tutti i genovesi e turisti di viverlo anche senza andare a prendere un traghetto o una nave da crociera.

Noi dobbiamo tutto il nostro sviluppo turistico, che oggi sembra una possibile salvezza per la nostra economia, a Colombo, a Renzo Piano e a quei visionari politici come Rinaldo Magnani, Gustavo Gamalero, Alberto Bemporad, e ovviamente al senatore Taviani che tenne sempre alta culturalmente la storia e la difesa del Colombo genovese.

Da parte mia, nel mio ruolo di imprenditore televisivo, quel '92 ha rappresentato, con altri due eventi internazionali come il G8 del 2001 e Genova Capitale della Cultura nel 2004, il salto di qualità, poché nei tre casi Primocanale era diventata la tv ufficiale degli eventi producendo tutte le inaugurazioni, che Rai snobbava, non si sa per quali motivi, mancando sempre il suo ruolo di servizio pubblico.

Ma il '92 per me è stato anche l'anno dell'apertura della Terrazza Colombo, che ormai era stata chiusa dalla Martini e Rossi. Sul grattacielo fu messa proprio l'insegna del '92, da lì veniva presentato a tutte le ambasciate straniere il plastico che era posizionato all'interno e uscendo sul terrazzo veniva fatta vedere l'area del porto dove sarebbe sorta l'esposizione.

Costituimmo anche una società dedicata all'Expo con Lorenzo Minoli, fratello di Giovanni, che si chiamava Caravel Artistic, andammo più volte negli Stati Uniti per accordi con tv private a Baltimora, Los Angeles, Boston, New York e San Francisco, e addirittura, grazie a Minoli, con Rai Corporation con l'allora grande presidente Pachetti. D'altronde Rai Italia non gli forniva nulla mentre noi inviavamo ogni mese per 12 mesi un rotocalco in italiano e inglese dal titolo "Verso il 92" che veniva trasmesso in mezzo alle partite di calcio italiano.

L'allora consolato americano genovese ci diede grande sostegno negli incotrni tramite l'Usis. Avrei ancora molto da dire sull'importanza di quegli anni straordinari e pieni di entusiasmo, per la mia personale crescita imprenditoriale e per il netto cambio di mission che veniva dato alla città.

Noi più di tutti dobbiamo difendere Colombo, che non può essere considerato il colpevole dei genocidi fatti in anni successivi dagli Yankee.

La scoperta dell'America è un fatto storico di importanza epocale e più di tutti noi genovesi dobbiamo ancora dire grazie a Colombo per averci dato l'opportunità, grazie al Cinquecentenario, di cambiare la nostra storia da città solo industriale e portuale a città turistica e culturale. Grazie, Cristoforo. Noi tutti genovesi dobbiamo ricordarti per quanto hai fatto e stai ancora facendo per noi.

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