PORTI E LOGISTICA

Convegno organizzato dall'AutoritÓ di sistema portuale di Genova e Savona

Collegamenti Italia-Svizzera, a Lugano summit su infrastrutture e Terzo Valico

mercoledý 14 marzo 2018

'Un mare di Svizzera'. E' questo il titolo del summit organizzato dall'AutoritÓ portuale di sistema del Mar ligure Occidentale a Lugano per focalizzare l'attenzione sull'importanza della realizzazione di opere infrastrutturali ritenute strategiche sull'asse del trasporto merci sud-nord Europa.


GENOVA - Un altro tunnel da Lugano a Chiasso. E poi, col Terzo Valico ultimato, da Genova alla Svizzera le merci ci metteranno poco più di un'ora. È una delle novità annunciate in 'Un mare di Svizzera', il summit organizzato dall'Autorità portuale di sistema del Mar ligure Occidentale a Lugano per focalizzare l'attenzione sull'importanza della realizzazione di opere infrastrutturali ritenutre strategiche sull'asse del trasporto merci sud-nord Europa.

Terzo Valico e collegamento Alptransit tra Italia e Svizzera al centro del convegno. Grazie all'apertura di questo nuovo tunnel, nei prossimi anni sarà possibile per le merci viaggiare da Genova a Lugano come se fossero in pianura

A spiegarlo è Luca Clavarino, coordinatore del progetto LuMiMed: “Ho visto Signorini come un raggio di sole dopo che da 40 anni in Italia si parla del Terzo valico, impiegando il doppio di quando ci ha messo la Svizzera per il tunnel del monte Ceneri che andrà in operatività il 13 dicembre del 2020. Qui si parla di date precise: se l’Italia facesse così sarebbe un gran passo, se desse date e le mantenesse. Il sistema svizzero pianifica autostrade e ferrovie in modo distinto ma questo non va benissimo, servirebbe integrazione. Io chiamo il corrridoio Genova-Rotterdam perché così si articolerà. Anzi Genova-Strasburgo-Rotterdam perché è l’accesso al mare anche sia Strasburgo, a metà tra porti del nord e del sud e a Strasburgo c’è Tajani, c’è parlamento europeo. C'era una richiesta di 120 mila tir alla settimana con l’incidente di Ranstad"

"Gli svizzeri, pur non essendo nell'Unione Europea hanno creduto nel corridoio Reno-Alpi più di ogni altro Paese europeo - spiega il presidente dell'autorità portuale Signorini - Nel 2022 gli svizzeri inaugureranno anche il Monte Ceneri, l'ultimo tunnel, insieme al Terzo Valico, che consentirà di andare da Genova al centro europa in treno senza superare i 500 metri". 

Ma il Terzo Valico da solo non basta. "C'è un problema di intermodalità tra treno e gomma, di digitalizzazione delle dogane, e rapporti coi grandi operatori del trasporto ferroviario e della logistica. Ma la sfida di Genova oggi è più nei binari in porto che nel Terzo Valico. È più quello che mi preoccupa - spiega Signorini - ma la parte fondamentale la faranno i privati: devono crederci". Le dichiarazioni M5s? "Non sono un politico, si deciderà in democrazia". 

"Il Terzo Valico è alla vigilia di un'esplosione di cantieri - spiega il commissario di governo, Iolanda Romano - e passeremo da 950 a 2.500 persone occupate nell'arco di quest'anno. Siamo al 22% dell'opera, nei prossimi mesi invece ci sarà una forte accelerazione e dal 23 dicembre l'opera è interamente finanziata. A Cravasco è stata appena aggiudicato il cantiere per la galleria di valico". Il commissario ha ricordato il lavoro di costante verifica sul rischio amianto nei cantieri. 

"Di certo non è un'opera che si può fermare - ribadisce il presidente ligure Giovanni Toti - salvo che si vogliano buttare centinaia di milioni di euro dei cittadini italiani già spesi e anni di lavoro. È un'opera che farà della Liguria il sistema portuale più competitivo del Mediterraneo. Abbiamo bisogno di spingere perché le nostre infrastrutture non garantiscono alla nostra logistica la stessa efficienza per gli scali del Nord Europa. Non solo binari e gallerie, serve anche una legislazione speciale per la Liguria, ma credo che siamo nella direzione giusta". 

"Abbiamo una sola possibilità di rilancio della nostra economia. Non è vero che senza Terzo Valico Genova muore. Questo è lo strumento per far rinascere Genova. Che non dico sia morta, ma da tempo è in stato comatoso - spiega Gian Enzo Duci, presidente di Federagenti - o ci adeguiamo o perdiamo tutti i mercati. È indispensabile, non si può discutere. Spero sia uno strascico elettorale. Quando ci si trova a dover governare a volte le opinioni cambiano". E ancora: "Noi non abbiamo da Genova un treno che arriva fuori dall'Italia, in Svizzera o in Germania. Oltre i 400 chilometri il treno è l'unico mezzo di trasporto che consente di stare sui mercati. Il Terzo Valico in realtà è il primo, abbiamo dei passi con salite e discese. Invece per la prima volta potremo far arrivare le merci in pianura".

"Saranno 500 mila i contenitori che arriveranno a Genova dal Nord Europa - dice Gilberto Danesi, presidente dei terminalisti - la comunità portuale tutta deve crederci". Terzo Valico a rischio? "Penso che Di Maio possa rivedere la sua posizione".

"L'appello che ha fatto Signorini ai privati è largamente condiviso - spiega Stefano Messina - non credo che dobbiamo schiarirci le idee su quello che c'è da fare. Lui sta portando avanti con le istituzioni e, spero, il prossimo governo, un lavoro difficile". 

"Il mare ci separa, ma adesso ci sta unendo - ha detto Marco Borradori, sindaco di Lugano, citando De Andrè nel suo intervento iniziale - Lugano è una città aperta e abbiamo chiuso un patto di collaborazione con Genova su economia trasporti e cultura, ratificato da Roma. Genova sarà porto della Svizzera quando le opere infrastrutturali saranno compiute, anche creando una road map".

"Vogliamo una città che si apra al mondo, che si colleghi con la Svizzera e il Nord Europa grazie alle infrastrutture. Lugano e Genova sono vicine ma lontane per il traffico che si trova sulla A7. Per la Svizzera il posto più vicino per avere lo sbocco al mare è Genova e le due amministrazioni devono dare il segnale di aprirsi verso il mondo e andare al di là dei confini. Potremmo essere la prima città del Mediterraneo", ha dichiarato il sindaco di Genova Marco Bucci.

"Questo convegno segna una svolta perché viene dall'Autorità portuale di Genova - ha detto Giancarlo Kessler, ambasciatore svizzero in Italia - ma c’è anche il porto della Spezia quindi è importante che da parte dei porti e degli operatori italiani ci sia la consapevolezza di essere i porti della Svizzera. E poi la svolta è che ci sono molti operatori privati che dovranno dire in che senso si deve andare. Nel 2019 vogliamo tenere a Genova il prossimo incontro Svizzera-Italia. 

GLI INTERVENTI

Paolo Emilio Signorini, presidente dell'autorità portuale di Genova-Savona

"La differenza rispetto agli anni passati è che la partita abbiamo iniziato a giocarla tutti. Genova ha caratteristiche buone, come posizione, ma Genova è sulla principale rotta commerciale del mondo dal Far East e dal Nord Europa ,e parliamo di contenitori. Il 90% di merci mondiali gira via mare. La rotta artica cinese potrebbe essere competitiva, ma è sempre mare. Il West Med italiano fa 6.6 milioni di teu. Il porto di Genova va bene a livello congiunturale, più del 20% a gennaio rispetto anno scorso Genova è il quinto porto gateway del Mediterraneo, non un porto transhipment, ma facciamo uscire l'86% della merce. La seconda cosa importante è che la rotta del Far East incide per oltre il 30% del traffico di Genova. Quella rotta è decisiva. Abbiamo alcuni operatori, terminalisti, che garantiscono performance come in altri porti del mondo. La sfida è che i competitori sono molto più avanti di noi. Ci sono molte sfumature che mi sfuggono, la sfida è prendere una quota modesta dei traffici che dal Far East vanno in Nord Europa. Per vincere la sfida bisogna che sia conveniente ospitare navi e movimentare le merci. I terminalisti genovesi stanno investendo. Ringrazio ad esempio i Messina. Alcuni si alleano, alcuni investono. Insieme agli investimenti privati devono esserci investimenti pubblici. Entro fine anno direneremo con Invitalia la progettazione della nuova diga a Genova. Sui treni chiedo un salto di qualità agli operatori. Dobbiamo iniziare a ragionare in termini di tariffe. Dobbiamo vedere che cosa succede quando opere realizzate. Sarà più competitiva Genova di porti del Nord Europa"

Christian Colaneri, Direttore Commerciale ed Esercizio Rete RFI

Si vuole spostare il 30% delle merci via treno dalla gomma entro il 2030 e il 50% entro il 2050. Serve integrazione e non lotta con la gomma. Si sta sviluppando a livello prestazionale il servizio: ecco perché il Terzo Valico, che supera il problema delle sagome. Si devono sviluppare i moduli a 750 metri e per fare treni più lunghi e rendere le tariffe concorrenziali e agire sui pesi assiali ma anche dell’intero convoglio. Svilupperemo le prestazioni per 2000 tonnellate per ogni treno (oggi siamo a 1600). Altra linea di azione è quella del penultimo-ultimo miglio inteso come area per asset rete ferroviaria in porti terrestri e interni. Stiamo lavorando su questo ma ci confrontiamo con gli operatori per vedere se sono soddisfatti. Metteremo a sistema il bisogno degli operatori. Ad aprile li incontreremo a Roma. Rfi deve integrare i pezzi della catena. Il problema è che lavoriamo in esercizio e non fuori esercizio.

Anna Barbara Remund, Vice Direttrice dell’Ufficio Federale Elvetico dei Trasporti

La Svizzera investe nelle infrastrutture. Con Iil tunnel del San Gottardo la Svizzera ha collegato Mare del Nord e Mar Mediterraneo. Con il tunnel di Monte Ceneri, che aprirà il 13 dicembre del 2020, sarà una svolta ulteriore. Le Alpi hanno chiesto si avere meno traffico su gomma e così ha fatto con le ferrovie”

Pawel Wojciechowski, Coordinatore del Corridoio Reno Alpi

Il trasporto ferroviario è solo 1% dal Far East all'Europa e il 70% è via mare. Il costo dei container a Genova è il 20 per cento in più rispetto ad Anversa e Rotterdam e con Terzo Valico si risparmia anche il 25 per cento. Bisogna rafforzare il collegamento con le zone interne e dimostrare che bisogna lavorare su tutta la lunghezza del corridoio.

Giovanni Toti, presidente della Regione Liguria

"Se guardi Genova dal mare vedi Hennebique che è simbolo si quello che vogliamo cambiare e stiamo lavorando per far passi avanti. Complimenti sostanziali a chi ha organizzato la giornata, complimenti a Signorini per le tante cose fatte, dalle concessioni alla gara sui bacini. Dopo anni di immobilismo la via è quella della ripresa. Anche oggi ci sono tanti imprenditori della logistica, segno di spirito cambiato, voglia di uscire dai confini e dall’isolamento. Viene benissimo il convegno nei giorno in cui in Italia risuonano parole inquietanti, poco convincenti e poco convinte, che derubrico a marketing elettorale. Su quei binari corre il futuro, corre un pezzo del possibile sviluppo del nostro Paese. Il Nord Ovest è la locomotiva che traina tutto il resto, e sul corridoio passa anche lo sviluppo dell’Unione europea. Il Terzo valico non deve crescere e deserto e anche le altre opere. Ci sono le condizioni perché tutto vada a buon fine. Su questo corre il futuro. Si deve fare un salto culturale in più, visto che il Terzo valico è tutto finanziato e che gli accordi prevedono anche la velocizzazione del nodo di Tortona e di Genova (diamoci una regolata sul ricorsi al Tar). Sulla grande diga, speriamo in buone notizie, le Regioni stanno collaborando. Intorno a questo costruiamo un sistema di fiducia che spesso non abbiamo, perché non abbiamo consapevolezza di noi stessi. I porti liguri sono i principali di accesso all’Europa dal Mediterraneo. Siamo pedine fondamentali del bacino del Mediterraneo. Serve una legge speciale sui porto per ruolo e volumi. Serve una unica autorità portuale con regole comuni e forza anche nei confronti dei porto del Nord. Domani a Genova parte il Frecciarossa da Genova a Milano e viceversa”

IL PROGRAMMA

Nella sede Lac di Lugano oggi mercoledì 14 marzo si alternano prestigiose voci ed esperti del settore, dal presidente dell'Autorità portuale del Mar ligure Occidentale Paolo Emilio Signorini al presidente della regione Liguria Giovanni Toti, passando per il sindaco di Genova Marco Bucci e il primo cittadino di Lugano Marco Borradori. A convegno interverranno anche Giovanna Masoni Brenni, co-presidente del Comitato Pro-Gottardo, Francesco Balocco, assessore ai Trasporti e infrastrutture della Regione Piemonte e Roberto Maroni, ex presidente di Regione Lombardia

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