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La pentastellata sul regolamento: "Nessuna svolta garantista"
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"Raffaella Paita si legga il nostro codice di comportamento. Potrebbe scoprire, ad esempio, che lei stessa, alle regionali 2015, per il Movimento 5 Stelle era assolutamente incandidabile, a causa del procedimento penale che la vedeva coinvolta anche a livello politico ed etico". Alice Salvatore risponde così alle reazioni sul nuovo codice etico del Movimento Cinque Stelle che hanno visto critiche anche da parte della capogruppo Pd in Regione. 

"Il nuovo codice etico? Tanto rumore per nulla - continua Salvatore - I vecchi partiti criticano il Movimento 5 Stelle per ciò che loro non hanno il coraggio di fare: darsi delle regole chiare, trasparenti, nel rispetto dei propri principi e dei propri elettori. Non c’è nessuna svolta garantista, nessun colpo di spugna. Il nuovo codice etico non è altro che una sintesi, messa nero su bianco, di norme che il M5s, a differenza di tutti gli altri, applica e rispetta da anni. Se applicassimo il codice etico del M5s ai partiti che oggi ci criticano probabilmente resterebbero solo le sedie". 

Poi continua l'attacco all'ex candidata dem per le regionali: "Paita, nonostante fosse già a conoscenza della disastrosa alluvione caduta su Genova, era rimasta in quelle ore lontana, nel Ponente Ligure, a far campagna elettorale anziché precipitarsi nel capoluogo ligure per gestire l’emergenza e manifestare immediatamente la sua presenza e solidarietà alla popolazione colpita. Al di là della condanna per omicidio colposo e disastro colposo, che poi non è arrivata, l'assessora doveva dimettersi subito per senso di responsabilità, se non altro. E senza dubbio non doveva candidarsi affatto alla carica di Presidente di Regione".