CRONACA

"Ma serve accoglienza adeguata"

Cinque Terre invasa di turisti, i sindaci dicono no al numero chiuso

sabato 04 maggio 2019



RIOMAGGIORE -  "Il 70 per cento dei turisti passano 5 ore nel Parco delle Cinque Terre. Il Parco deve diventare non un luogo da visitare ma una destinazione turistica". Lo ha detto il vicepresidente Vincenzo Resasco, sindaco di Vernazza, al tavolo con il presidente Toti.

L'incontro è propedeutico alla riunione di mercoledì in Regione dove si ragionerà su numeri, dati e piani di protezione civile per iniziare a programmare i flussi turistici evitando la ressa che ha creato allarme e polemiche negli scorsi giorni. "Non parliamo di numero chiuso - ha ribadito Resasco - vogliamo offrire un'accoglienza di qualità degna del brand Cinque Terre nel mondo". Resasco non esclude la possibilità di ricorrere a differenziare il costo della 5 Terre Card, che dà accesso a sentieri e treno, a seconda dei periodi di affluenza. Si è dimostrato d'accordo il sindaco di Monterosso Emanuele Moggia.

"Non è solo una questione di numeri - ha sottolineato la sindaca di Riomaggiore Fabrizia Pecunia - ma siamo di fronte al rischio di mettere in pericolo le bellezze di un territorio fragile oltre, in alcuni casi, l'incolumità delle persone. Pensiamo a tavoli con il ministero e a investimenti su infrastrutture come le stazioni non per portare più persone, ma per accogliere in maniera adeguata. Puntiamo a un turismo non solo che non sia low cost, ma anche lento, che comprenda di trovarsi in un parco nazionale". Il consigliere delegato dal ministero, Federico Barli, ha puntato l'attenzione sull'agricoltura.

"Occorre non solo un tavolo sui flussi turistici, ma anche sull'agricoltura eroica che caratterizza questo territorio e che rischia di andare perduta. Occorrono strumenti, anche a livello economico, per legare i posti letto al 'coltivo', favorendo agriturismi, unendo la parte forte con quella debole della proposta territoriale". A Toti è stato chiesto di riprendere in considerazione lo studio di fattibilità che prevede il prolungamento della pista ciclopedonale Framura-Levanto sino alla Cinque Terre, utilizzando le gallerie ferroviarie dismesse.

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