IL COMMENTO


Che cosa avrei voluto chiedere a Biasotti

di Mario Paternostro

domenica 09 giugno 2019
Che cosa avrei voluto chiedere a Biasotti

Dopo una tornata elettorale , anche se “europea” ma con un peso politico nazionale cosi’ importante è normale, anzi è logico che un giornalista chieda ai segretari regionali dei vari partiti e agli esponenti locali di maggior prestigio una analisi sul voto.

Quello che stiamo cercando di fare a Primocanale, rivolgendo domande ai politici, e ascoltando le loro riposte. Un servizio al pubblico, cioe’ ai cittadini-elettori. Cittadini che, votando, hanno il diritto di sapere che cosa rispondono quelli che hanno o non hanno votato.

Diritto dei cittadini cui corrisponde un dovere dei politici che ricoprono incarichi direttivi in un partito. In sede locale, dunque, segretari e coordinatori liguri.

Una settimana fa ho chiesto una intervista sui risultati delle Europee e la ricaduta locale, anche al coordinatore regionale di Forza Italia, il senatore Sandro Biasotti, indicando, nella richiesta anche gli argomenti dell’intervista.

L’onorevole Biasotti mi ha cortesemente risposto di no. Nessuna intervista. Soprattutto (ed è uno dei temi che ritenevo oggi piu’ interessante) sul “caso Toti” cioè sul partito o movimento che il governatore ligure varerà nell’assemblea costituente della destra moderata liberale e cattolica in programma a Roma, al teatro Brancaccio, il prossimo 6 luglio.

Sembra, dicono i bene informati, che Berlusconi abbia tappato la bocca ai coordinatori regionali proprio su questo argomento che, evidentemente, comincia a diventare per Arcore molto molto rischioso. Tanto da centralizzare le risposte, solo nelle mani della Somma Dirigenza Nazionale.

Colossale errore strategico, segnale evidente di panico, altro che oblio totiano! La maniera piu semplice per aumentare il peso nazionale delle mosse di Giovanni Toti.

Biasotti era a mio avviso il piu’ titolato a rispondere.

Invece no.

Ecco, allora, che cosa avrei voluto chiedergli.

Intanto una valutazione sul grande flop di Forza Italia in Liguria e a Genova, con percentuali di poco piu del 7 in Liguria e a Genova, addirittura del 6 rispetto a quell’8 e rotti nazionali.

Percheè Forza Italia va così male in Liguria? E malissimo a Genova? Forse perchè quelli di destra, conservatori e moderati e liberali stanno tutti con il governatore?

Avrei voluto chiedere a Biasotti se non ritiene, in tutta onestà di avere delle responsabilità proprio per il ruolo di coordinatore regionale che ricopre da molto tempo.

Avrei voluto sollecitare Biasotti a rispondere alle durissime accuse di Toti verso la dirigenza locale del partito berlusconiano. Tutti “rottamati dalle Europee” tutti “aggrappati alle poltrone”.

E anche che cosa ne pensa del fiasco di Albaro dove vincono Pd e Lega.

E che analisi offre sugli ultimi sondaggi che danno Forza Italia tallonata con il distacco di un punto da Fratelli d’Italia.

Domande importune? Francamente non mi pare. Domande banali che vengono generalmente rivolte a chi perde e deve spiegare ai cittadini che lo hanno votato il perchè di questa Waterloo.

Silenzio assoluto.

Peccato. Considerando che le interviste sono, in ogni caso, un assist fatto a colui che viene intervistato.

A meno che costui non sappia proprio che cavolo rispondere.

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