POLITICA

Annullata l'elezione di Pirondini, si complica lo scenario

Caso M5s, il tribunale di Genova dà ragione a Marika Cassimatis

lunedì 10 aprile 2017
Caso M5s, il tribunale di Genova dà ragione a Marika Cassimatis

GENOVA - Clamorosa decisione del tribunale di Genova che ha dato ragione a Marika Cassimatis, la candidata vincitrice delle Comunarie online del M5s esclusa da Beppe Grillo e poi sospesa dal Movimento 5 Stelle. Il giudice Braccialini ha accolto le richieste dell'avvocato Borrè: annullate sia l'esclusione di Marika Cassimatis dalle prime Comunarie sia la seconda votazione con cui è stato scelto Luca Pirondini come candidato sindaco.

"Siamo contentissimi - ha detto a Primocanale Marika Cassimatis appena ricevuta la notizia - Abbiamo tanti sostenitori, una battaglia da tutta Italia per la giustizia e per la legalità. Con determinazione e convinzione delle proprie idee si riesce ad aver ragione. Siamo in uno stato di diritto, il 'fidatevi di me' non è uno strumento adatto a risolvere le controversie".

"A questo punto risulto la candidata sindaco del Movimento 5 Stelle per le amministrative di Genova, essendo state accolte le istanze che avevamo presentato - ha aggiunto - Siamo molto contenti per questa vittoria e spero che ci sia un incontro di chiarimento con lo staff e con Beppe Grillo" ha poi aggiunto.

LO SCENARIO

La decisione del tribunale civile di Genova complica la situazione in casa Cinque Stelle perché di fatto annulla tutto: l'esclusione della professoressa e la possibilità che a rappresentare il M5S sia Luca Pirondini, lo sconfitto da Cassimatis, ma vincitore delle Comunarie bis indette da Grillo con voto on line in tutta Italia svolte dopo l'annullamento delle Comunarie del 14 marzo vinte da Cassimatis. A questo punto il rischio è che il Movimento non abbia candidati alle elezioni a Genova. Entro 15 giorni sarà possibile presentare un secondo ricorso.

La Cassimatis e la sua lista erano stati bocciati da Grillo per alcuni like a commenti di fuoriusciti dal Movimento come il sindaco di Parma Pizzarotti e il consigliere comunale di Genova Putti, "quando erano ancora nel Movimento" si è difesa la professoressa. Cassimatis nei giorni scorsi è stata sospesa dal Movimento.

"Un candidato c'è ed è Marika Cassimatis. Il Movimento, se non la candidasse, dovrebbe boicottare una decisione del giudice". È quanto sostiene l'avvocato Lorenzo Borrè che assiste la professoressa 'scomunicata' da Beppe Grillo. "Ho comunicato questa mattina a Cassimatis la decisione del giudice - ha detto Borrè - e mi ha risposto dicendomi "Evviva", era a lezione. Il presidente ha comunque accolto tutte le nostre richieste facendo proprie le nostre argomentazioni".

Formalmente Cassimatis è in corsa per le comunali a Genova, ma Grillo potrebbe impedirle di usare il simbolo M5s, perché la titolarità è di un movimento diverso dal MoVimento che ha espulso la professoressa: il simbolo è di una associazione registrata da Grillo nel 2012, dal commercialista Andrea Nadasi e dal nipote di Grillo, l'avvocato Enrico Grillo. Grillo però guida entrambi.

LE MOTIVAZIONI

Beppe Grillo, in quanto capo politico del Movimento 5 Stelle, non ha potere di veto sulle votazioni online, ma deve lui stesso sottoporsi alla volontà dell'assemblea. È questo il principio cardine sancito dall'ordinanza. Il giudice Braccialini ritiene legittima la figura del garante, riconosciuta dal codice etico, ma evidenzia che lo statuto e le sue integrazioni non attribuiscono al leader del Movimento l'ultima parola sulle candidature. Giudicata irrilevante l'e-mail con le regole per le Comunarie genovesi: secondo il tribunale valgono solo le norme statutarie.

Nelle motivazioni dell'ordinanza, il giudice afferma che la decisione di escludere Marika Cassimatis "presta il fianco a fondati dubbi di legittimità statutaria perché si risolve nell’annullamento della consultazione locale genovese che aveva riconosciuto il primato (con un leggero vantaggio)" alla sua lista, "di contro all’obbligo del capo politico di conformarsi ai deliberati degli organismi assembleari".

Secondo Braccialini è stato quindi "leso" il diritto della candidata a poter "concorrere alla competizione elettorale interna all’organizzazione politica, in base alle previsioni dell’art. 7 del Non Statuto e 1 lett. c) del Regolamento, in quanto regole attuative del diritto costituzionale di elettorato passivo sancito dall’art. 48" della Costituzione.

Invalidata l'elezione di Luca Pirondini per diversi motivi. Anzitutto perché l'annuncio del voto era stato dato il giorno stesso (17 marzo) senza il termine minimo delle 24 ore di preavviso previste dallo statuto. Ulteriore prova, secondo il giudice, il fatto che Beppe Grillo nel giorno dell'udienza abbia deciso di annullare le Comunarie del 14 marzo per lo stesso motivo (atto dichiarato illegittimo da Braccialini perché l'autoannullamento avrebbe dovuto arrivare dall'assemblea votante e non da Grillo).

La difesa del M5s ha richiamato la possibilità prevista dal regolamento di convalidare l'elezione locale attraverso una votazione online aperta a tutti gli iscritti. Per il giudice, però, il concetto di convalida non consente "trasformazioni del quesito già presentato all’assemblea locale, ma deve sottoporre alla base allargata degli iscritti certificati il medesimo quesito che si proponeva in precedenza all’assemblea locale". Il ballottaggio, invece, era tra Luca Pirondini e la decisione di non presentare alcuna lista M5s. In tal modo, scrive il giudice, "è stato escluso un deliberato nazionale sulla lista prima classificata nelle comunarie genovesi", quella appunto di Marika Cassimatis.

Il giudice non ha tenuto conto della recente sospensione della Cassimatis dal Movimento e dell'atto che annulla le Comunarie del 14 marzo, che secondo la difesa del M5s erano sufficienti a vanificare i motivi del ricorso. Poiché nessuno li ha impugnati, l'ordinanza non si pronuncia su questi due provvedimenti. Secondo l'avvocato Borrè, comunque, la sospensione non impedirebbe a Cassimatis di essere candidata perché il regolamento non limita la possibilità ai soli iscritti.

I LEGALI DI GRILLO-  La decisione del giudice Roberto Braccialini, con la quale viene "riabilitata" Marika Cassimatis ed escluso il candidato Luca Pirondini, può essere impugnata dai legali del Movimento 5 Stelle. Gli avvocati possono proporre un reclamo contro l'ordinanza per vedere ribaltata la decisione.

TOTI - "Siamo al terzo atto di una farsa diventata piuttosto avvincente". Lo ha detto il governatore della Liguria Giovanni Toti commentando la riammissione della candidatura di Marika Cassimatis. "Il primo atto è stato il voto alle comunarie dei grillini genovesi che hanno scelto la Cassimatis. Il secondo atto del teatro surreale è stata la sconfessione di Grillo della stessa candidato per scegliere un altro, facendo lo votare a tutti i grillini d'Italia, che dovevano impicciarsi dei fatti di Genova. Poi c'è stato ulteriore atto del tribunale che ha dato ragione alla Cassimatis". "Ora non sappiamo più quale sarà il candidato", ha osservato Toti, che dice non voler azzardare previsioni.




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