CRONACA

Attesa per il piano di evacuazione durante l'uso dell'esplosivo sulle pile 10 e 11

Cantiere ponte Morandi, completato il montaggio delle torri per le barriere antipolvere

di Andrea Popolano

sabato 08 giugno 2019
Cantiere ponte Morandi, completato il montaggio delle torri per le barriere antipolvere

GENOVA - Vanno avanti i lavori di demolizione nel cantiere di ponte Morandi. In queste ore è stato completato il lavoro di montaggio delle torri in tubi innocenti lungo le facciate delle palazzine di via Porro: le torri  servono per il sostegno delle barriere antipolvere. Sempre sul lato di levante del cantiere è inoltre in corso la cernita dei materiali del civico 10 di via Porro demolito nelle scose ore.

Nel frattempo proseguono le attività di strip-out (svuoltamento) e la bonifica all'interno dei civici ancora da demolire. Tra gli altri lavori in corso di esecuzione da parte dei tecnici delle ditte demolitrici anche la dismissione di una cabina elettrica. La demolizione delle palazzine di via Porro sono una delle operazioni fondamentali in vista dell'utilizzo dell'esplosivo con le micro-cariche nelle pile 10 e 11, quelle strallate che si trovano proprio sopra le abitazioni degli ormai ex sfollati.

Ieri la pinza idraulica che da lunedì ha iniziato a buttare giù l'edificio del civico 10 è rimasta a riposo con i tecnici delle ditte chiamate a svolgere i lavori di demolizione che hanno provveduto a predisporre il terzo cannon fog (il macchinario che spara acqua con il fine di limitare la diffusione delle polveri) e il montaggio di barriere protettive ad hoc che hanno anche loro lo scopo di mitigare la diffusione della polvere al momento della demolizione delle palazzine. Questa operazione, spiegano dalla struttura commissariale, comporta infatti un maggiore diffusione della polvere rispetto all'abbattimento delle parti del ponte. Nei giorni scorsi è infatti arrivata la richiesta da parte dei residenti che vivono vicino al maxi cantiere del viadotto autostradale crollato lo scorso 14 agosto che causato la morte di 43 persone, una maggiore mitigazione delle polveri. Richiesta dunque soddisfatta dalla struttura commissariale.

Nel frattempo sul lato Ovest prosegue lo smontaggio della pila 7. Una volta terminato il calo a terra della parte superiore della pila grazie all'utilizzo delle speciali maxi gru arrivate appositamente dall'Olanda è iniziato lo smontaggio delle gambe della pila stessa. Operazione che va avanti anche nella giornata di oggi sabato 8 giugno.

- IL PIANO DI EVACUAZIONE DURANTE L'USO DELL'ESPLOSIVO:

E si avvicina sempre più la data segnata in rosso nel calendario dal sindaco-commissario Marco Bucci. Il 24 giugno, giorno della festa di san Giovanni Battista è infatti il giorno al momento indicato per l'utilizzo dell'esplosivo sulle pile 10 e 11. E' la 'best option' continua a ripetere Bucci. Se per quel giorno ci fossero problemi l'alternativa è quella di compiere l'operazione sei giorni dopo, domenica 30 giugno. Manca l'ufficialità, così come manca ancora il piano di evacuazione. Al momento si ragione su un'area off limits per tutti nel raggio di 270 metri con circa 2,5mila persona allontanate da casa per almeno dodici ore. Ma non è escluso che per ragioni di sicurezza l'area non venga ampliata a un raggio di 350 metri. In questo caso a dover lasciare la propria abitazione sarebbe un numero ben superiore di residenti: si parla di almeno 4mila persone. L'esplosione durerà pochi secondi. Allo studio misure idonee per consentire ai residenti di passare in luoghi accoglienti le ore in cui saranno obbligati a lasciare casa. Per lunedì è previsto un nuovo incontro tra il commissario Bucci e i comitati per cercare di fare chiarezza sugli ultimi punti legati alle procedure di sicurezza che verranno adottate in questa fase e durante tutto il tempo in cui resterà attivo il cantiere. 

- I TEST E LA RICHIESTA DELLA PROCURA:

Nella ex cava dei Camaldoli, sulle alture di san Fruttuoso, negli scorsi giorni sono stati effettuati i test per la mitigazione delle polveri al momento dell'esplosione. La misura è allo studio per definire in maniera ufficiale la modalità migliore. Nel primo test è stato provato l'utilizzo di vasche d'acqua, nel secondo la presenza di una barriera muraria da predisporre ai piedi dei piloni. Un terzo test è in programma lunedì 10 gugno. Intanto su richiesta della procura gli stralli delle pile di lavante saranno colorate in modo da poter individuare e quindi conservare le quelle particolari parti di ponte dopo l'esplosione. Gli stralli infatti sono ritenuti fondamentali dai magistrati nell'indagine che deve far luce su quale sia stata la causa che ha prodotto la tragedia di dieci mesi fa.  

- I LAVORI DI RICOSTRUZIONE:

Non solo demolzione nel cantiere del Morandi. I tencici delle ditte incaricate per la costruzione del nuovo ponte lavorano anche sotto l'aspetto della ricostruzione sia sul lato di levante che su quello di ponente. Qui vanno avanti le operazioni per il plinto di fondazione (blocco in calcestruzzo armato realizzato al di sotto di ciascun pilastro della struttura) della pila 9, mentre a levante sono iniziati i lavori per il plinto della pila 11. Sempre in questi giorni, in cantiere sono eseguite, in contemporanea, le lavorazioni per i pali delle pile P4, P3 e P10.

- GLI INDENNIZZI AGLI INTERFERITI:

Sul sito della struttura commissariale è arrivata la nota interpretativa in relazione agli indennizzi destinati agli interferiti, coloro cioè cha abitano vicino al cantiere del ponte e che devono sopportare i conseguenti disagi legati all'avanzare dei lavori di demolizione e ricistruzione. (LEGGI QUI).

Nella nota si legge:

"In relazione all'Ordinanza n° 1 del 31 maggio 2019, con la quale il Commissario straordinario ha stabilito i criteri e le modalità per la concessione di indennizzi per i soggetti interferiti dal cantiere, si precisa che l'indennizzo in questione non costituisce in nessun caso una forma di risarcimento del danno. Si tratta di indennizzo rivolto a tutti i cittadini residenti negli immobili individuati con l’ordinanza, "interferiti" dal cantiere. Non include quindi la ‘copertura’ di eventuali danni specifici che le attività in corso dovessero procurare a singoli immobili o persone, a fronte dei quali permane naturalmente la possibilità di far ricorso a ogni ordinaria via di tutela".

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