economia

Trasferimento in piazza Ricchetti per l’ente camerale
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Liberato per questioni economiche l’immobile di piazza Matteotti, la sede distaccata della Camera di Commercio di Sarzana ha trovato spazio nell’edificio di piazza Ricchetti, dove è in corso la ricollocazione di altre sedi di uffici di pubblica utilità (Agenzia delle Entrate e Inps). Un’operazione condivisa dall’ente camerale, che sta attuando una serie di tagli in vista dell’accorpamento con Savona e Imperia, e dal Comune che ha trovato gli spazi per garantire un presidio nel centro della Val di Magra.



Volevamo mantenere una presenza a Sarzana – ha commentato il presidente Gianfranco Bianchi dopo il taglio del nastro nella nuova struttura – la spending review ci aveva obbligato ad assumere decisioni non piacevoli, come la chiusura della sede di Sarzana, ma poi abbiamo fatto di tutto grazie anche al Comune e abbiamo trovato una soluzione positiva e gradita, ma soprattutto funzionale per le imprese che non dovranno recarsi materialmente alla Spezia per affrontare le pratiche con la Camera di Commercio”.



Abbiamo evitato di perdere servizi importante per la città e per la vallata del Magra – ha aggiunto il sindaco Alessio Cavarra – In questi tempi è meglio come istituzioni salvaguardare questi servizi. Basti pensare che a Sarzana vengono elaborate un terzo delle pratiche della Camera di Commercio a livello provinciale”.



L’apertura della nuova sede di Sarzana è stata anche l’occasione per il presidente dell’ente per affrontare i temi legati allo sviluppo commerciale della Val di Magra: “La crisi finanziaria – spiega Bianchi - ha colpito i consumi pesantemente. Una piazza come Sarzana che è stata concepita come un grande centro commerciale allargato ha sentito ancora di più gli effetti della crisi”.



“Ora – prosegue il presidente della Camera di Commercio - per rilanciare questo territorio bisogna scegliere indirizzi precisi: serve una selezione, è necessario dare uno stop allo sviluppo commerciale, ripensando alle reti e al sistema distributivo, non si può andare dietro a nuove aperture di attività alle quali, altrimenti, corrisponderanno più chiusure”.