IL COMMENTO


Attacco del Fatto Quotidiano a Genova: Siamo incapaci di far capire il disastro che vive e vivrà la città

di Maurizio Rossi

giovedì 11 ottobre 2018
Attacco del Fatto Quotidiano a Genova: Siamo incapaci di far capire il disastro che vive e vivrà la città

Dopo soli 60 giorni dal crollo del Ponte Morandi, inizia una gravissima mistificazione dei problemi presenti e di quelli ancora ignoti che aspettano noi genovesi e liguri nei prossimi mesi e anni.

L’articolo del 10 ottobre sul Fatto Quotidiano, che mai mi sarei aspettato, getta per la prima volta ombre pesanti su come il nostro territorio tenti di approfittarsi del crollo del ponte per avere benefici e fondi non dovuti.

Due frasi in particolare mi preoccupano e ci devono far riflettere però di come siamo stati incapaci di rendere un’idea di quello che stiamo vivendo e di quello che vivremo per anni: Il titolo: "I poteri genovesi all’assalto della diligenza (leggi decreto)" e un occhiello "L’ABBUFFATA" Camera di Commercio: Danni per 400 milioni” Nel conto, però, mette anche vecchi problemi.

Tutto parte dall’audizione di martedì in Commissione dove per una volta le associazioni si sono presentate unite con un documento di analisi circostanziato del Decreto Genova, coordinato ottimamente dalla Camera di Commercio.

Bisogna dire con chiarezza che siamo davanti ad un evento catastrofico che oltre alle vite umane, che hanno pagato l’incuria, la superficialità’, l’arroganza di concessionaria e dei passati Governi a lor supini, sta condannando la città’ intera ad un cambio di vita inimmaginabile per i suoi cittadini, imprenditori, dipendenti tutti, da ponente a levante.

Primi fra tutti coloro che per vari motivi vivono o lavorano in Valpolcevera: dal traffico bloccato, alla perdita di mercato che chissà’ mai se potranno recuperare e se saranno ancora attivi quando fra anni ci sarà’ “SOLO” un ritorno al 13 agosto 2018 con tutti i problemi di isolamento che gia’ vivevamo.

Ma tutta la città è in crisi e noi di Primocanale lo documentiamo ogni giorno con ore di dirette interviste a svariate attività che subiscono pesanti diminuzioni di giro d’affari e vivono nel dubbio se ce la faranno a restare in piedi.

Non so se sia chiaro, ma si provi a pensare una città qualsiasi come Roma, Milano, Torino, Bologna, Napoli a cui viene chiusa la tangenziale!!! Siamo l’unico caso del mondo di una città delle nostre dimensioni in questa situazione con l’aggravante che non siamo una città circolare ma lunga 23km e larga 1, una striscia di terra con un’unica direttiva che ci collegava che ora non c’è più’: crollata!

Che amministratori e Commissari stiano facendo l’impossibile per diminuire i disagi è un dato di fatto ma che non sia possibile è altrettanto chiaro.

Era il mio grido d’allarme nelle interrogazioni che feci nel 2015 e 2016 al Ministro Delrio, il terrore non che cadesse il Ponte ma che, per il suo stato estremamente preoccupante, venisse, prima o poi, inibita la circolazione sul Morandi ai mezzi pesanti “gettando la citta’nel caos”! Nessuno mi rispose perché certe lobby non si toccano!

Ma quanto uscito sul Fatto deve farci riflettere. Chi ha scritto, il giornalista Moizo, genovese, non esagera eccessivamente nell’analisi all’interno dell’articolo ma terribili sono appunto il titolo e l’occhiello, che mi toccano pesantemente conoscendo a fondo come stiamo vivendo tutto questo dramma dalle conseguenze impossibili da valutare oggi e con la paura che quando ne comprenderemo le reali dimensioni economiche e sociali, sarà’ tardi per riaprire l’attenzione del Paese sulle conseguenze postume che certamente subiremo.

Qualche grave errore di gestione della comunicazione quindi è stato fatto, e abbiamo il dovere di reagire subito a questo segnale forte che ci arriva dal giornale di Travaglio. E’ stata scelta una linea di comunicazione molto sobria, non si vuole dire che la città è in ginocchio, si temono ripercussioni sul turismo! Ma intanto i cittadini soffrono, quanto potranno, andare avanti a sostenere condizioni invivibili? Si pensa che siano balle i problemi del porto? Il traffico portuale sta diminuendo, i treni che ora hanno ripreso a collegare un minimo il porto ( ma valgono pochissimo confronto al traffico su gomma) comunque non sono a pieno regime perché diversi clienti sono già’ stati spostati su altri scali, Livorno, Spezia, e non ci è’ dato sapere cosa accadrà’ nei prossimi mesi. Un calo tra il 20 e il 30%.

Non meritiamo questa reprimenda del Fatto e contestiamo queste accuse di tentativi di approfittarci del crollo del ponte!

Moizo, Travaglio, credeteci o venite a vivere con noi una giornata a Genova vista da diversi punti di vista e in diverse zone di Genova per verificare il dramma che stiamo vivendo cittadini e imprese. Peraltro vorrei farvi presente che chiunque dovesse avanzare rcihieste di risarcimenti ’ dovrà’ giustamente documentarli dettagliatamente!

Ringrazio Il Fatto per questo articolo che deve far aprire gli occhi a tutti, politici e imprenditori portuali e non. Decidiamoci cosa vogliamo dire e come comunicarlo: se, come fatto sino ad oggi, la linea comunicativa è di minimizzare la catastrofe per paura di dare un’immagine di Genova in ginocchio ( come siamo realmente) allora aspettiamoci altri articoli come quelli del Fatto e un fortissimo calo di attenzione che si traduce anche nell’ insidia di passare per speculatori;

Se invece vogliamo raccontare la realtà, documentare la situazione drammatica di famiglie e imprese dobbiamo farlo senza vergognarci e dire con chiarezza che ci aspetta un futuro molto complicato, difficile, anche imprevedibile, che vedrà’ la chiusura di molte aziende, la difficoltà’ di lavoro per migliaia di persone, il calo di traffici portuali, aeroportuali, il potenziale abbandono magari fra mesi di aziende che preferiranno andare a mettere la loro sede altrove.

Personalmente sono per una informazione sempre veritiera, non dobbiamo ne esagerare (non ne abbiamo proprio bisogno) ne minimizzare.

Il rischio di finire "cornuti e mazziati" ed anche offesi però dobbiamo evitarlo e saper subito reagire a questo inizio di posizioni pesantemente critiche che non ci meritiamo proprio.

Siamo davvero nei guai caro Travaglio, e Moizo, bruttissimi guai! Stateci vicini anche voi, anziché offenderci, verificate, controllate, fate il vostro lavoro giornalistico che spesso fate bene e se ci saranno casi conclamati di speculazioni da denunciare li denunceremo!

Sono certo che quanto scritto non sia stato meditato a dovere e non sia stato valutato quanto sia pesante, umiliante, per tutti noi genovesi e liguri leggere il vostro articolo che ci accusa pesantemente di speculare dopo la tragedia che stiamo vivendo e vivremo per anni.

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