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Alla ribalta anche come possibile candidata a sindaco
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Chi c'era sul palco dell'ultima kermesse pro “no” al referendum e poi ha postato decine di foto su Facebook per celebrare il grande comizio con il governatore Giovanni Toti, la leader di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni e la crème de la crème del centro destra genovese e ligure?

Niente di meno che Anna Pettene, la quarantenne moglie di Edoardo Garrone, primogenito di Riccardo, ex presidente nazionale del Giovani Industriali, membro di giunta di Confindustria.

Anna Pettene, avvocato, esperta in mediazioni famigliari, una bella signora bionda e aggressiva, sta conducendo una martellante campagna elettorale per il “no”. Non c'è giorno che non posti decine di messaggi, invitando a schierarsi per il referendum da quella parte. E poco importa che la famiglia Garrone si sia esposta in qualche modo, con suo cognato Alessandro, per il “si”, riunendo a casa un centinaio di personaggi influenti della società produttiva e finanziaria genovese, i cosidetti Vip, in un convivio nel quale il personaggio ospite era il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Sandro Gozi, ovviamente renziano.

In ogni famiglia possono giustamente esserci idee diverse. In realtà quelle sul referendum dei fratelli Garrone non sono pubblicamente neppure note: Alessandro ha organizzato l'incontro del sì in spirito di informazione e confronto, senza svelare la sua posizione. Così come il fratello Edoardo, marito della battagliera Anna Pettene, non si è mai espresso, mantenendo uno stile di understatmnet, tradizionale in famiglia.

D'altra parte Anna Pettene è alla ribalta non solo per la sua campagna per il “no”,
ma anche perchè molte voci la indicano come una possibile candidata nelle prossime elezioni comunali alla carica di sindaco per il centro destra. Si sostiene che il suo sponsor sia Giovanni Toti, il governatore ligure che vorrebbe applicare a Genova lo schema vincente di Savona: candidare per le comunali una bella e brillante signora, l'avvocatessa ed ex mannequin, Ilaria Caprioglio a Savona e, quindi, Pettene a Genova.

La notizia non è mai stata confernata, né smentita e lo stesso Toti dice che la scelta “fatale” sarà fatta solo due mesi prima del voto. Come a Savona.
Tutto ciò, comprese le riserve su un effettivo impegno della signora Garrone in un'impresa di conquista municipale, non cancella il fatto che grazie a lei e alla sua verve la dinasty Garrone è tornata su una ribalta pubblica-politica con una certa continuità ed evidenza. Trattandosi di una elegante presenza femminile non c'è che da commentare, a maggior ragione: se sono rose fioriranno...