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Zane (Fit-Cisl): "Subito assunzioni e tagliare i consulenti"
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Altro che ripulire il centro storico. A Genova il servizio di spazzamento e lavaggio dei vicoli, che da contratto dev'essere svolto tutti i giorni, è stato dimezzato perché non c'è abbastanza personale. E allora largo alla sporcizia. "Mancano almeno 60 persone, e non solo in questa zona", denuncia Umberto Zane della Fit-Cisl. Il Comune aveva promesso 31 assunzioni entro il primo novembre, ma i rinforzi non sono ancora arrivati.

La delibera, in realtà, è pronta (la Giunta comunale ha dato il via libera) e dovrebbe passare entro qualche giorno. Ma non sarà comunque sufficiente. "Intanto quei 31 saranno part-time, mentre in Amiu ci sono 100 lavoratori che da tempo chiedono di essere assunti a tempo pieno. E poi la carenza complessiva ammonta a circa 120 unità: 60 in centro, 40 a Ponente e 20 sul Levante". Il problema è che Amiu è un'azienda di 'nonni': con un'età media di 54 anni, nel 2017 hanno lasciato l'azienda in sessanta, ma l'anno prossimo i fuoriusciti saranno un centinaio. "E quasi tutti nell'area operativa", spiega Zane.

Quella del personale è solo una delle patate bollenti per il nuovo presidente Strozzi, che ha assunto la guida della partecipata dopo Castagna. Le altre, ben più gravose, riguardano la gestione futura. Perché se è vero che l'amministrazione targata Bucci ha appianato il maxi debito senza coinvolgere i privati - ottenendo così il plauso dei sindacati - rimangono in previsione 16 milioni annui di extra costi (non sono più 28 per effetto dell'aumento sulla Tari) per mandare l'immondizia fuori città, visto che la riapertura di Scarpino appare ancora lontana.

Lo situazione, per ora, è questa: l'indifferenziata viene compattata alla Volpara e conferita principalmente nel savonese (questa operazione costa 100mila euro al giorno), il resto subisce un primo trattamento a Bolzaneto per poi passare alle aziende che seguono il riciclo vero e proprio. Dunque non è vero che "va tutto nello stesso calderone", ma al momento Amiu non ha significative fonti di ricavi. "Dobbiamo trovare una soluzione in fretta - incalza Zane - Noi siamo convinti che qualche ottimizzazione si possa fare. I consulenti, ad esempio, sono troppi. Si deve recuperare l'evasione della Tari sulle utenze private. E ricordiamoci che manca ancora un piano industriale".