IL COMMENTO


Aeroporto, la concessione scade nel 2027: quale futuro?

di Maurizio Rossi*

luned́ 13 maggio 2019
Aeroporto, la concessione scade nel 2027: quale futuro?

Si è parlato in questi giorni di cessione del nostro aeroporto ai privati.

Ci sono molti punti da capire e Primocanale con diverse interviste alle parti in causa e ai sindacati, cercherà di analizzare a fondo la situazione.

Ritengo al momento molto difficile un cambio dell’azionariato perché la scadenza della concessione nel 2027 all’attuale società pone un grande problema di valutazione. Chi mai acquisterebbe un bene che ha una scadenza così ravvicinata se non offrendo molto poco? E cosa ne direbbe poi la Corte dei Conti?

Come Senatore cercai di convincere l’allora Ministro Delrio e il suo vice Nencini della necessità di prolungare la concessione ma senza successo e anche sul ruolo strategico di Genova venni lasciato molto solo dagli altri parlamentari liguri. Ho sempre pensato che questa strategia del Ministero da muri di gomma determinasse un deprezzamento del nostro aeroporto.

La società Aeroporto di Genova Spa gestita oggi dal Presidente Paolo Odone e dal Direttore Righi e con azionisti Autorità Portuale, Camera di Commercio e Aeroporto di Roma (gruppo Atlantia/ Autostrade Spa) deve assolutamente ottenere la proroga della concessione se vuole dare un valore alla stessa oppure è ben più facile che nessuno la acquisti da loro ma attenda la scadenza al 2027 quando Enac dovrà mettere a gara la nuova concessione e il rischio forte diventa la probabile uscita di scena dell’attuale società a maggioranza pubblica e l’ingresso di un nuovo player interamente privato che non avrà pagato alcunché all’attuale società di gestione che andrà in liquidazione.

Difficile vendere oggi quindi se non a prezzi stracciati che andrebbero sotto la lente d’ingrandimento della Corte dei Conti e ritengo molto difficile immaginare che l’attuale società riesca a vincere una gara nel 2027. Va anche ricordato che nella società è già seduto un player nazionale come Aeroporti di Roma che di fatto è Atlantia, gruppo Benetton come Autostrade. Detiene il 15% e in caso di vendita entro il 2027 avrebbe, come ogni azionista, un diritto di opzione. Ma è anche un soggetto certamente in grado di partecipare nel 2027 in modo autonomo e senza gli attuali azionisti pubblici, ad una gara con probabilità anche di vincerla ma garantendosi qualche decennio di ritorno dell’investimento. E non possiamo dimenticare che Autostrade Spa aveva ipotizzato di mettere il materiale di risulta degli scavi della Gronda, nel canale proprio a fianco della pista per creare un riempimento.

Ma ad oggi la Gronda è ferma dopo il crollo del Ponte Morandi e i legittimi dubbi del Governo sul proseguire l’opera e sull’intero sistema delle concessioni ad Autostrade. Il puzzle quindi si è molto complicato e per il momento sia la società Aeroporto di Genova Spa che i dipendenti che dentro ci lavorano, è bene che cerchino soluzioni diverse che la cessione anzi è indispensabile lavorare per ottenere la proroga visto anche gli importanti investimenti che sono previsti dall’attuale società. Sarebbe davvero un peccato fare grandi e costosi lavori oggi da consegnare nelle mani di un privato nel 2027.


Maurizio Rossi*, Senatore Membro commissione trasporti nella XVII legislatura

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