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Sul tema del maxi spezzatino scettici i tifosi di Genoa e Samp: "Cosi non va, biglietti cari"

A 'Spritz sport' il direttore della Lega di Serie A Brunelli: "Società più forti grazie alle tv e i tifosi crescono"

di Giovanni Porcella

lunedì 12 febbraio 2018

Puntata importante di Spritz Sport dal titolo “Maxispezzatino nel calcio”.Sono intervenuti in esclusiva il direttore generale della Lega calcio di Serie A Marco Brunelli e l’avvocato Leo Grosso dell’Associazione italiana calciatori e membro della Fifpro.


GENOVA -  Puntata importante di Spritz Sport dal titolo “Maxispezzatino nel calcio, più soldi dalle tv ma meno tifosi”.

E’ intervenuto in esclusiva il direttore generale della Lega calcio di Serie A Marco Brunelli che ha puntualizzato alcuni concetti sul tema, dopo l’accordo con Mediapro: “Intanto all’estero da anni hanno lo spezzatino e gli stadi sono pieni. Anche da noi la vituperata partita delle 12,30, molto osteggiata dalle tifoserie italiane quando venne introdotta, in realtà negli ultimi anni ha avuto una crescita di pubblico. In questa stagione siamo soddisfatti perchè l’aumento tra paganti e abbonati è circa del dieci per cento complessivo e su Genova siamo particolarmente colpiti dal colpo d’occhio che ha il Ferraris quando giocano Sampdoria e Genoa. D’altronde le stesse televisioni ci chiedono che gli spalti siano coinvolgenti”.

Ma non crede che alla fine lo spezzatino, con otto finestre porti meno pubblico? “Abbiamo respinto la richiesta di spalmare il campionato su 4 giorni, venerdi, sabato, domenica e lunedì, come ci è stato chiesto – ha replicato Brunelli - perché all’estero funziona così. Abbiamo rispetto per la gente. Semmai il problema sono gli stadi vecchi e soprattutto senza servizi. Ma le società prenderanno ancora piu’ soldi se avranno piu’ spettatori, quindi saranno incentivati a lavorare sugli impianti e magari fare una politica dei prezzi dei biglietti piu’ vantaggiosi”.

L’avvocato Leo Grosso dell’Associazione italiana calciatori e membro della Fifpro ha precisato: “I calciatori non amano le partite alle 12,30 e neppure gli stadi vuoti. Siamo i primi a volere il pubblico a contatto. Ma indietro non si torna. L’importante, come ha detto Brunelli, è che visto che i club come le nostre genovesi dal botteghino incassano solo 4 o 5 milioni di euro a fronte di maggiori introiti televisivi, fissino prezzi piu’ bassi d’ingresso. E che si dotino di servizi per il pubblico. Ma se vogliamo essere competitivi dobbiamo avere più guadagni e solo le televisioni portano questo”.

Scettici i tifosi rossoblucerchiati intervenuti a Spritz Sport. Lo spezzatino non va giù a Emanuele Vassallo presidente della Federclubs: “Ai sampdoriani interessa che non si debbano spendere centinaia di euro per vedere la squadra, non tutti hanno le possibilità per farlo. I tifosi sono felici della stagione in corso e che la Samp vinca, ma bisogna fare i conti con i sentimenti e giocare a certe ore e al lunedì sera è un sacrificio troppo grosso, la Lega di serie A deve riflettere su questo”.

Anche Fabiano Costa del direttivo dell’Associazione clubs genoani la politica di spalmare le partite in tre giorni non piace: “Se parliamo di trasferte, persino in una vicina e tranquilla come a Verona col Chievo a due persone costa tra trasporto, mangiare e biglietto circa 60 euro a testa. Non è possibile andare avanti così. Ai genoani lo spacchettamento in tanti orari non va, si umilia la passione. Le società avranno i loro interessi, ma il pubblico va ascoltato e rispettato sempre, sennò il calcio dove va?”.

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