cronaca

Parla l'albergatrice di Bonassola
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Si è rivolta allo Stato per accogliere gratuitamente alcuni profughi, è stata contestata da alcune forze politiche di Bonassola, non è ancora riuscita ad avere il via libera per poter ospitare donne e bambini scappati dall’Africa nella sua struttura ricettiva. Giovanna Cossia de Poli, titolare del Resort Francesca, sopra Bonassola, racconta la sua storia, dai contorni paradossali.

“Questo è un paese che li tratta come pacchi postali. Basta vedere gli operatori sanitaria in tuta, mascherina e guanti per accogliere queste persone – racconta Giovanna - Io nel mio piccolo, che ho girato tutte le bidonville del pianeta, so che si tratta di essere umani uguali a noi. Allora ho detto voglio ospitare due mamme e due bambini, Per far vivere loro una vita il più possibile normale”.

“Io cittadina italiana mi sono rivolta allo Stato Italiano che, a detta dei comunicati ufficiali, ha mille problemi a collocarli in adeguate strutture”. Così la titolare del Resort ha iniziato il suo percorso tra contatti, burocrazia, dubbi negli uffici, problematiche di vario tipo: “Primo passo: la Questura della Spezia, poi la Protezione Civile, poi la Prefettura. Poi salta fuori che si possono ospitare solo uomini, donne e bambini no perché troppo complicato. Ho contattato la Caritas, entusiasta, ma poi tutto è rimasto fermo.

Il mio desiderio di semplice cittadina di ospitare delle persone è stato cannibalizzato dalla politica spicciola. Mi è stato detto di tutto. “Potresti occuparti dei senza tetto. Se si apre un canale chissà cosa poi accadrà – mi è stato detto – ma si rende conto?  Stiamo parlando di due donne e due bambini. Mi hanno anche chiesto: E se ci sono problemi di salute?”.

Giovanna Cossia De Poli va avanti: “Io ho risposto che siamo tutti figli e nipoti di emigranti. Bonassola compresa. Forse tutti potrebbero fare un attimo di riflessione. I Bonassolesi che si sono arricchiti nel Mediterraneo hanno girato per un mare che era aperto, non una tomba come è adesso. Farò di tutto non solo per riuscire a ospitare queste persone, ma anche per poter parlare di questo problema, aiutare le persone a superare le paure. Dio Santo siamo tutti cittadini del mondo!”