CRONACA

Garassino: "Tolleranza zero su altri abusivi". Civ: "Temiamo degrado"

'Sbarasso' a San Quirico, partenza soft: Tursi alla prova del nove sul mercatino

martedì 05 settembre 2017

Lo 'Sbarasso da Superba', nome in genovese per la nuova struttura a San Quirico in Valpolcevera, sarà aperto a tutti, anche ai genovesi. Oggi il debutto, con i cancelli che sono stati aperti alle 8 del mattino. L'affluenza per il momento è stata bassa. Perplessità e timori tra residenti e commercianti della zona.


GENOVA - Molti lo hanno chiamato 'trasloco', ma l'amministrazione di Tursi insiste: "È un'altra cosa". Quale che sia il nome, dopo la prova generale ai Giardini Luzzati l'obiettivo è chiaro: portare qui i frequentatori del defunto progetto Chance, alias mercatino 'legalizzato' di corso Quadrio, e dare un taglio definitivo ai bazar improvvisati in zone turistiche. Ma anche convincere i genovesi che lo 'Sbarasso da Superba', nome in genovese per la nuova struttura a San Quirico in Valpolcevera, sarà aperto a tutti, anche a loro. Oggi il debutto, con i cancelli che sono stati aperti alle 8 del mattino. 

L'affluenza per il momento è stata bassa. Circa una sessantina di persone (nelle scorse settimane erano più o meno un centinaio) si sono registrate tra le 7.30 e le 9. Il mercatino rimane aperto al pubblico fino alle 13. Il luogo scelto è il piano terra del mercato dei fiori, in via Semini. Una collocazione che ha generato perplessità e timori tra residenti e commercianti della zona, preoccupati dall'insorgere di nuove situazioni di degrado in una periferia già problematica e difficile da raggiungere per problemi infrastrutturali. 

C'è da dire che la sperimentazione ai Luzzati aveva dato i suoi frutti, grazie al lavoro della Federazione Regionale Solidarietà e Lavoro che gestirà anche il nuovo 'Sbarasso' insieme alle associazioni Emmaus e Il Cesto. Lunedì mattina un africano non in regola coi requisiti ha aggredito il personale in servizio che non lo faceva entrare. In qualche modo è la prova che il filtro c'è e funziona.   

Le regole sono già stabilite. Al mattino si arriva e si paga la tariffa minima mercatale: 0,25 euro a metro quadrato, per un massimo di 4 metri quadrati e quindi 1 euro al giorno. I partecipanti devono iscriversi con documento di identità o permesso soggiorno, oltre a un recapito telefonico, e ottengono così un tavolo per la giornata. Chi viene per la prima volta ottiene una tessera da conservare, in modo da non dover ripetere la procedura tutti i giorni. I tesserati sono schedati in un database digitale.

I controlli sulla merce li fanno le associazioni: devono essere tutti oggetti con valore stimato di massimo 50 euro, come prescrive la normativa. Questo per evitare che vengano portati smartphone, tablet, computer e altra merce seminuova di sospetta provenienza. In verità qualche oggetto tecnologico c'è, ma gli operatori assicurano che si tratta di merce vecchia o guasta.    La sfida sarà soprattutto concentrare a San Quirico tutti gli ex abusivi. Il rischio che sorgano altri mercatini alternativi, in punti più centrali e più comodi, esiste e l'amministrazione lo sa. Ma l'assessore comunale alla sicurezza, Stefano Garassino, ha messo le mani avanti: tolleranza zero se spuntano casi analoghi a corso Quadrio o via Turati, ogni recidiva sarà repressa. Intanto in Municipio si terrà un consiglio straordinario sul tema mercoledì. Il giovane presidente Federico Romeo cerca di mediare, ma i mugugni arrivano tanto dalla maggioranza di centrosinistra quanto dall'opposizione. A dire chi avrà ragione saranno però i risultati. 

"Il mercatino è partito bene, è pulito, ordinato e con i servizi igienici funzionanti: siamo soddisfatti - ha detto Garassino - Mi auguro che presto diventi un punto di riferimento per i cittadini di San Quirico. Nei prossimi giorni lanceremo il sabato dedicato alle famiglie del quartiere in modo che possano vendere e scambiare tutti quegli oggetti che si ritrovano in casa e non gli servono più". In effetti qualche cittadino che lo usa in questo modo già c'è. Come Nicola Bruzzese, che abita distante ma è venuto qui "per svuotare la cantina". 

Un giudizio in chiaroscuro quello di Ilaria Mussini, cordinatrice Civ Val Polcevera e dirigente Ascom: "Le nostre perplessità riguardano la scelta del luogo, questa valle ha bisogno di altro e non di questo. E' comunque una soluzione migliore rispetto alla precedente. Abbiamo chiesto al Comune una maggiore attenzione per quel che riguarda la sicurezza e la merce che arriva. Questo tipo di merce non crea concorrenza ai commercianti della zona, ma abbiamo sempre il timore che porti degrado. Devo dire che c'è particolare attenzione e controllo rispetto a quello che viene esposto".

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