CRONACA

Una prima come quelle dell'Ottocento. E giÓ propongono nuove idee

"Miseria e NobiltÓ" piace anche ai giovani. Che scoprono il referendum del 46' e pensano alle elezioni di domenica

di Silvia Isola

lunedý 26 febbraio 2018



GENOVA - Un ultimo sguardo allo specchio, un controllo che i biglietti siano nella borsetta e via per la prima assoluta dell’opera.

No, non si tratta di un flashback di una serata di due dame dell’Ottocento, anche se l’atmosfera che si respira alle porte del Teatro Carlo Felice ricorda un po’ quella. Non capita tutti i giorni di assistere ad un debutto vero e proprio e per “Miseria e Nobiltà” sono alte le aspettative dei ragazzi genovesi, dai più affezionati a quelli incuriositi, come due giovani provenienti dagli Stati Uniti.

“Un’iniziativa che punta a scuotere il circolo culturale genovese e che soprattutto attira persone nuove a teatro”, commenta un giovane.

Aspettative che non vengono di certo deluse, dato che la nuova opera del Maestro  Marco Tutino gioca con la comicità propria della grande Commedia all’Italiana, ma rinnova la trama del cult di Totò ambientando la storia in periodi più recenti. L’opera sembra proprio voler parlare ai giorni nostri: quel referendum monarchia-repubblica del 1946 ricorda agli spettatori che tra poco qui nel 2018 saranno chiamati anche loro al voto. Inevitabilmente, scatta il paragone e sono in tanti a pensare che votare allora sarebbe stato più facile o più sentito.

“E’ più semplice riflettere su una risposta che è già stata data rispetto a prendere una decisione sul futuro”, racconta una ragazza alla sua prima volta ad un’opera.

“Liberarsi dalla monarchia allora era una decisione grossa e molto più di pancia rispetto alla votazione di una legislatura come quella di adesso”, è il parere che si riscontra nella maggior parte dei presenti.

Ma c’è anche chi è ben consapevole di come votando si provi a cambiare il domani, anche se resta l’amara consapevolezza del  “Cambiamo tutto per non cambiare nulla”: finale attuale oggi come allora come ancora prima nel “Gattopardo”.

La scommessa del Sovrintendente Maurizio Roi con questa commissione è stata pienamente azzeccata e adesso si guarda ad un teatro che stimoli le discussioni  nel foyer proprio come succedeva ai tempi di Verdi e Rossini. E i ragazzi avanzano già delle idee su quale nuova opera si potrebbe realizzare prossimamente: c’è chi propone i classici tedeschi di Thomas Mann o i romanzi russi, chi vorrebbe vedere storie tratte da film più recenti come “Storia di una ladra di libri” o a “The Lady”, chi ancora pensa ai grandi temi della nostra quotidianità come l’apertura verso l’Europa e l’internazionalizzazione della cultura.

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