CRONACA

Storia di una ragazza genovese nell'indifferenza generale

"Io, rapinata in centro, ignorata perfino dalle forze dell'ordine"

giovedý 12 ottobre 2017

GENOVA -  Quella che pubblichiamo è la testimonianza di una giovane genovese. Una ragazza sola davanti a decine di persone che ignorano le sue richieste d'aiuto. Compresi coloro che per mestiere difendono i cittadini. Finché lei stessa non si mette a inseguire il malvivente, con tutti i rischi del caso...

Ero sul 20 pieno con la borsa aperta e l'intento di chiuderla. Uno mi stava incollato a mo' di maniaco sessuale, al che cerco di svincolarmi ma nel compiere tale gesto allontano la borsa dal petto quel tanto che basta perché lui, impunito, ci metta la mano dentro e mi sottragga il portafoglio. Lo vedo con la coda dell'occhio.

Il bus si ferma lui fa per scendere, lo trattengo per una spalla urlandogli: "Ridammi il portafoglio". Lui si svincola, mi manda a quel paese e scende. Salto giù anch'io e continuo ad urlare: "Mi ha rubato il portafoglio, qualcuno mi aiuti". Piazza De Ferrari è piena di gente. Il bar è nel pieno orario degli apericena e tutti guardano me e, talvolta, lui, con gli occhi sgranati.

Vorrei gettarmi addosso al ladro e riprendermi ciò che è mio con la forza, visto che non potrebbe reagire violentemente davanti a così tanta gente, ma a quel punto passerei io dalla parte del torto. Lui s'incammina nei vicoli. Continuiamo ad insultarci e io sono veramente ad un passo dal corrergli dietro. E poi? Non sono che una delicata fanciulla... Che potrei mai fare ad un uomo adulto quando nessuno potrebbe più difendermi dalle conseguenze del mio tentativo di reclamare ciò che mi spetta?

Niente. Non posso fare niente. Solo guardarlo allontanarsi. Tutti guardano me. Tutti se ne sbattono. Nel mondo in cui viviamo solo chi si fa furbo fa strada. E come diceva Einstein, intelligenza è risolvere problemi, saggezza è starne alla larga. Odio tutte le persone che mi stanno attorno, la loro passività. "Dannazione, ma devo rincorrerlo io?". Una signora anziana mi appoggia la mano sulla fronte. Mica ho l'influenza!

Mi divincolo, l'uomo scompare correndo nel vicolo e io mando a f***** le circa 50 persone presenti e corro via. In tutta la piazza, nonostante la manifestazione di oggi, non c'era un solo poliziotto o carabiniere. Nessuno a tenere l'ordine. Corro al punto più vicino. Chiuso. Mi sembra ovvio che prima delle 19 non si possa più sporgere denuncia in pieno centro.

I due carabinieri stanno fumando appoggiati al loro furgone. Arrivo decisa: "Mi hanno rubato il portafoglio". Mi guardano con un totale disinteresse, come se quello fosse solo un mio problema: "È tutto chiuso a quest'ora ormai, vai a Carignano o in via della Maddalena". Decido di non avventurarmi a spasso e rimando all'indomani il mio appuntamento.

Quando riaccendo il cellulare dopo qualche ora ecco che su Messenger hanno provato a contattarmi quattro-cinque persone che non conosco. Ecco che sulla mia bacheca ogni post è stato commentato con la foto del mio portafoglio ritrovato, ecco che questo è persino comparso su un gruppo di compravendita usato.

Una decina di persone online si è data la pena d'informarmi che il mio portafoglio era stato ritrovato, una catena. Dopotutto, non serve che un tag. Nessuno ha alzato un dito per aiutarmi quando ne avevo davvero bisogno. Non per denigrare le persone che mi hanno contattato per restituirmi il portafogli. Quelle hanno agito correttamente. Ma... è davvero questa l'essenza del mondo in cui viviamo?

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