Cronaca

Nulla da fare per il giovane di origine sudamericana, che sarebbe morto poco prima che gli agenti penitenziari potessero dare l'allarme
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LA SPEZIA-Giallo nel carcere della Spezia, dove ieri un detenuto è morto per sospetta inalazione di gas tramite bomboletta. 

Nulla da fare per il giovane di origine sudamericana, che sarebbe morto poco prima che gli agenti penitenziari potessero dare l'allarme. Dalle prime informazioni la causa sarebbe stata l'inalazione del gas contenuto in una bomboletta, spesso 'sniffate' dai detenuti o usate per dare fuoco alle celle. Immediatamente allertato il servizio sanitario del carcere a nulla sono servite le prime cure, essendo intervenuta la morte prima.

"Da tempo la casa circondariale di La Spezia è priva di direttore titolare - informa Pagani - sono presenti 180 detenuti. È bene sottolineare che il personale della Spezia, pur essendo gravato dalle croniche carenze organiche, cerca di gestire la situazione come meglio può. Purtroppo la solitudine e l'abbandono in cui versano gli operatori delle prime linee penitenziarie non possono che favorire la deriva di morte e violenza che è possibile constatare in quasi tutte le strutture penitenziarie. Da tempo la Uil cerca di  impedire l'utilizzo delle bombolette di gas nelle carceri, che i detenuti molto spesso utilizzano per inalare o meglio "sniffare" gas, ma anche lanciarle contro i poliziotti e incendiare celle".

 

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