Postato da maurizio.michieli in Sport
Buongiorno a tutti,
Da un sogno nasce una idea, da un idea nasce un progetto, e da questo progetto il 28/05/2009 nasce……
“NOI DI SAMPLACE OFFICIAL CLUB 09”
il club on line ispirato al blog dell’amico Maurizio Michieli.
Per questo motivo siamo lieti di informarvi che il giorno VENERDì 12 GIUGNO si terrà la cena di inaugurazione del CLUB in una location degna di tale evento, di cui vi darò tutti i dettagli nei prossimi giorni.
Il nostro è un progetto molto ambizioso, che si prefigge di unire tutti i sampdoriani non solo nelle classiche attività da club, ma anche in idee innovative e pratiche che possano coinvolgere tutta la famiglia nella passione che ci accomuna, e di cui vi sapremo parlare nel dettaglio molto presto. Progetto sposato in toto dal grande Maurizio a cui verrà consegnata la tessera n 1 in qualità di “socio ad honorem”.
Coloro i quali sono interessati a “salpare” con
“NOI DI SAMPLACE OFFICIAL CLUB 09” e di partecipare a questa cena in compagnia nostra e di Maurizio
sono pregati di scrivera a questa mail:
samplace@hotmail.it
Le adesioni per la cena dovranno pervenire entro e non oltre MERCOLEDI 10 GIUGNOÂ per ovvi motivi di organizzazione..:-)
accorrete numerosi ci divertiremo tutti insieme e forse ….. non mancheranno le sorprese 


TO BE CONTINUED….
NOI DI SAMPLACE
Moreno Palmaverde & Friends
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Postato da maurizio.michieli in Sport
Lo scoppiettante 2-2 con l’Udinese ha di fatto mandato in archivio la stagione della Sampdoria, scesa in campo per l’ultima volta quest’anno davanti ai suoi tifosi. Tempo di bilanci, dunque. E’ inutile nascondere come, nell’ottica della giusta rivalità cittadina, i due derby persi e l’attuale meno venti in classifica dai “cugini” costituiscano un fattore deprimente per un pubblico abituato da sempre, o quasi, a stare davanti. E ciò giustifica gli eccessi di negatività e pessimismo affiorati qua e là durante questi lunghi mesi. Esistono uomini e donne sino a 28 anni di età che non hanno mai vissuto una situazione così, con la quale si sono trovati improvvisamente a fare i conti. Ma qui colgo il primo elemento positivo della stagione blucerchiata: chi, tra i tifosi, l’aveva persa, ha ritrovato la capacità di soffrire, elaborando anticorpi emotivi importanti. Come hanno scritto in uno striscione gli Ultras al “Ferraris”: la fede non conosce sconfitte. Aggiungo io: conosce, anzi, deve conoscere, soltanto occasioni per ricominciare. La stessa sconfitta nella finale di Coppa Italia, per quanto dolorosissima, ha rappresentato un’eccezionale pagina di passione e civiltà . Questo è un patrimonio indistruttibile dal quale ripartire con nuovo, grande slancio. E poi, al di là dell’insufficiente piazzamento in campionato, anche in Europa la Sampdoria è arrivata laddove, ai sedicesimi di finale, le permettevano le sue potenzialità . Per non dire la Coppa Italia. Inoltre, l’esplosione di Pazzini e il lancio di qualche giovane, Marilungo in particolare, sono altri elementi di soddisfazione. Certo, ne esistono anche di insoddisfazione, come la regressione di alcuni difensori, i tanti infortuni, alcune frizioni tra allenatore e società . Ecco, Mazzarri. Credo non esistano più dubbi sul fatto che lascerà la Sampdoria dopo due anni e che al suo posto arriverà Del Neri. Bene, continuo a ritenere che, pur risultando fisiologico ormai il cambio in panchina, Mazzarri abbia lavorato bene, ottenendo risultati assolutamente importanti, recuperando al calcio giocatori come Cassano e Pazzini, einventando una carriera a Palombo, offrendo scampoli di bel gioco l’anno scorso, quando aveva una rosa più completa, paradossalmente con meno impegni. Che poi sia un uomo crepuscolare, insofferente, un po’ presuntuoso, è sotto gli occhi di tutti. Ma il mio voto a Mazzarri è 7,5, accompagnato da un grazie perché si tratta di un lavoratore indefesso, persino troppo maniacale. Ora ben venga Del Neri e il ritorno al 4-4-2, mi auguro con due esterni d’attacco e non con due terzini riciclati. Essendo impegnati solo in campionato, è un azzardo che ci può stare. Chiudo con una banalissima considerazione: visto che Fiorillo (il quale farà una grande carriera) e Dessena non avrebbero cambiato i destini della Sampdoria in questa stagione?
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Postato da maurizio.michieli in Sport
Prima di spalancare definitivamente le porte al futuro della Sampdoria, era giusto aspettare l’esito della partita di Firenze. Non tanto per il risultato, quanto per la prestazione. Era importante vedere se la squadra, dopo la dolorosa sconfitta nella finale di Coppa Italia, avrebbe sbracato oppure continuato a onorare se stessa, i propri tifosi e gli avversari. La risposta è arrivata: con la Fiorentina i blucerchiati - largamente rimaneggiati, senza Cassano, ormai privi di motivazioni - avrebbero persino meritato di pareggiare, altro che. Ecco perché ora si può parlare del domani senza correre il rischio di compromettere il presente. La Sampdoria c’è e chiuderà bene un’annata difficile, ma non banale e addirittura con un’impresa sfiorata. Il primo nodo da sciogliere è quello dell’allenatore. Trovarne uno che faccia meglio di Mazzarri (un sesto posto, i sedicesimi di Coppa Uefa e una finale di Coppa Italia) in termini di risultati, non sarà facile. Anche se non è questo il punto. Si tratta di riprogrammare, partendo da uno zoccolo duro (il massimo sarebbe se Cassano, Pazzini e Palombo restassero tutti), da un paio di rinforzi adeguati e dall’innesto di quattro o cinque giovani di qualità . Gli indizi portano a Gigi Del Neri, un tecnico esperto piuttosto che un emergente (Giampaolo). Di scontato non c’è nulla, ma una certezza sì: la Samp tornerà alla difesa a quattro e forse al 4-4-2, ma con esterni di centrocampo più votati all’offensiva. Potendo concentrare gli sforzi solanto sul campionato e sulla Coppa Italia, sarà possibile anche osare di più, proporre un gioco più spregiudicato e meno speculativo. Il secondo nodo concerne proprio i senatori: se uno (Cassano o Palombo, credo che Pazzini sia blindato) dovesse partire, la Sampdoria avrebbe un tesoretto da investire. Come? Marotta dovrebbe inventarsi un colpo a effetto per dare slancio alla “piazza”. Il mio auguro, tuttavia, è che si riparta dal trio consolidato, affiatato, collaudato. E attorno a questo si perfezioni l’organico. Cosa serve per competere di nuovo per un posto in Uefa? Un difensore, un centrocampista e un esterno. I nomi? Beh, per adesso divertitevi voi a farli, ci sarà tempo per riportare i rumors di mercato. Di certo la Sampdoria non avrà molto da spendere, ma sono convinto che allestirà una squadra competitiva, ancorché sempre in linea con il proprio rigore di bilancio. Che, non dimentichiamolo, le ha permesso di mantenersi ad alti livelli per sei stagioni. Per i sogni, vedremo.
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Postato da maurizio.michieli in Sport
Per una sera si è rivista la regina danzare sotto i riflettori. Purtroppo, le è mancato l’ultimo tango. Ma a Hugo Armando Campagnaro non si può rimproverare nulla: ha fatto il difensore, il centrocampista e l’attaccante. Pazienza se ha sbagliato un rigore decisivo. La Lazio ha vinto questa edizione della Coppa Italia perché complessivamente è più forte della Sampdoria: ha più qualità , più tecnica, più giocatori in grado di saltare l’uomo. Ma se avesse vinto la Samp, non avrebbe rubaro nulla a sua volta. Di fatto, era una finale in trasferta, malgrado quei fantastici ventimila tifosi blucerchiati. L’Olimpico era un’arena, i gladiatori non sono mancati. La Sampdoria ha perso a testa alta, altissima alla cosiddetta lotteria dei rigori. E’ mancata nel secondo tempo, ma nel primo, dopo essere stata infilzata da Zarate e graziata da Pandev (miracoloso Castellazzi), era rimasta in partita e nei supplementari ha fatto persino qualcosa in più degli avversari. Insomma, non bisogna recriminare perché la Lazio si è confermata molto forte. E poi Rosetti non mi è parso impeccabile (c’era almeno un rigore su Pazzini). Cassano: è vero, non è stato determinante, ma la Samp non ha molte fonti di gioco e ormai i difensori avversari lo asfissiano. Semmai, ha tirato molto male il rigore, poco concentrato. Chiudo con un’idea: i tifosi della Samp, che hanno giustamente applaudito la loro squadra e reso onore alla Lazio, hanno ricevuto l’omaggio di Delio Rossi, ricambiato. E se fosse proprio lui il nuovo allenatore della Sampdoria? Ormai, lo hanno detto anche Garrone e Marotta, il futuro è cominciato. L’anno prossimo non ci sarà l’Uefa e si potrà ripartire con una nuova programmazione.  Â
Postato da maurizio.michieli in Sport
Il 5-0 rifilato alla Reggina ha soprattutto un significato in prospettiva di mercoledì: dopo la sconfitta nel derby, la Samp, nonostante l’ampio turn over, ha subito rialzato la testa. Certo, il gol segnato a freddo da Dessena ha spento quasi subito le velleità dei calabresi, che alla fine se la sono quasi presa con Mazzarri per non aver lasciato loro i tre punti… Ci si aspettava una Reggina più battagliera, invece per la Sampdoria è filato tutto liscio. Era importante vedere nel gruppo una reazione e questa c’è stata. E’ evidente che a Roma con la Lazio sarà tutta un’altra musica, ma un ko o uno scialbo pareggio contro l’ultimo in classifica avrebbe abbassato ancora più il morale dei blucerchiati. I tre punti, i cinque gol, l’ampio turn over ben gestito da Mazzarri, l’assenza di infortuni ha dato al pomeriggio un senso positivo e propositivo in chiave finalissima. Ci sono altri due aspetti che meritano di essere sottolineati. Il gesto di Cassano, che sul 5-0 ha preferito non entrare per lasciare spazio al giovane Mustacchio, anche se questa rinuncia ha poi costretto Fantantonio a fare gli straordinari in campo dopo il fischio finale, tanto da scusarsi in diretta con la fidanzata per il ritardo. Non solo Mustacchio, ma anche un altro baby, il difensore Regini, ha approfittato del cuore generoso di Cassano per debuttare in serie A. E’ stata una bella cosa da vedere e da vivere. Il secondo sono i due striscioni esposti nella Sud, che ha posto fine all’autoembargo per celebrare Angelo Palombo, bandiera e capitano, e per riaccogliere in serie A il neopromosso Bari. Concluso rispondendo già a prevedibili osservazioni: perché Dessena è stata spesso ostracizzato e Marilungo lanciato solo ora. Su Marilungo ribadisco che è stato scelto in momento giusto. Se Dessena penso che Mazzarri abbia sbagliato a non dargli continuità per almeno cinque partite di fila. Ma va considerato che la gara di oggi fa relativamente testo. Buona finale a tutti, comunque vada, ma sperando che sia un’immensa festa a tinte blucerchiate.
Postato da maurizio.michieli in Sport
Degli episodi principali del derby preferisco non parlare: l’occasionissima iniziale di Pazzini, quella successiva di Cassano, il pareggio irregolare di Campagnaro, la clamorosa palla gol sprecata da Sammarco sull’1-1, il gol del vantaggio di Milito in fuorigioco, i tre espulsi nel finale con rissa conseguente etc. etc. Non ne parlo perché mi interessano poco e preferisco concentrare l’attenzione su un concetto generale: la Sampdoria non mi è piaciuta per nulla. Sin dall’inizio. Non mi sono piaciuti i tifosi, che non hanno saputo fare di meglio che inondare la Gradinata Sud di fumogeni (vietati, è in arrivo una forte multa); non mi è piaciuto Mazzarri, che ha schierato una formazione troppi difensiva con Raggi a destra e poi ha inserito Delvecchio (fermo da mesi) e non il più fresco Dessena; in settimana non mi era neanche piaciuta molto la società con quell’immotivato silenzio stampa. Ecco perché ritengo che sia stata una serata nerissima per la famiglia blucerchiata, al di là del risultato. Mi auguro che sulle ceneri di questa sconfitta tutto l’ambiente riesca a reagire e a prepararsi meglio per la finale di Coppa Italia del 13 maggio con la Lazio. Che si vinca o che si perda (sconfitte e vittorie fanno parte dello sport), serve un altro atteggiament: meno guardingo, più propositivo, da parte di tutte le componenti.
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