Postato da maurizio.michieli in Sport
Partiamo da uno dei pochi dati, se non l’unico, che non può essere messo in discussione: la classifica. Quella della Sampdoria, dopo cinque giornate di campionato, è pessima, con un malinconico quart’ultimo posto. Così come è molto negativo il dato relativo ai gol segnati: appena due, peggio del 1969. Se a questi numeri aggiungiamo il lungo elenco degli infortuni, l’ultimo, assai grave, occorso a Palombo, il cielo sopra la testa dei tifosi blucerchiati assume una tonalità decisamente più nera che blu. Eppure, qualche spiraglio di sole, dopo il pareggio con la Juventus, fuoriesce dalle nuvole gravide di pioggia e, se non proprio mezzo pieno, il bicchiere può essere visto parzialmente anche sotto un’altra luce. Intanto, questa squadra ha perso soltanto una volta, per di più in trasferta e contro la Lazio capolista del campionato. Poi, ha fermato Inter e Juventus sfiorando addirittura il successo nel finale e ha pareggiato a Siena. Di fatto, all’appello mancano “soltanto” i due punti con il Chievo. E certamente non è poco. Nel bilancio attivo vanno inseriti anche il (virtuale) passaggio del turno in Coppa Uefa e l’imminente ritorno di Claudio Bellucci (sebbene sia ancora tutto fa verificare in quali condizioni potrà presentarsi). Insomma, in questo travagliato e tormentato avvio di stagione non tutto è da buttare. Questo non significa che si possa essere soddisfatti della Sampdoria. I problemi ci sono eccome, talmente evidenti da risultare persino stucchevole riassumerli. E suscita ancora più rabbia nei tifosi il fatto che si tratti di difficoltà largamente prevedibili, legate a una rosa ristretta (Palombo è schiantato perché è l’unico, con Cassano, ad avere giocato sempre) e alla mancanza di un attaccante valido da affiancare a Fantantonio. A questo proposito, so che molti di voi ritengono che anche con la Juve sabato pomeriggio la Sampdoria dovesse schierarsi con due punte. Personalmente continuo a non essere d’accordo: intanto, perché né Bonazzoli né Fornaroli mi offrono garanzie sufficienti; in secondo luogo, mi fido di Mazzarri, che secondo me ha preparato la partita benissimo; terzo, perché Delvecchio si è ben comportato e ha contribuito in maniera decisiva agli equilibri di squadra. Ora, però, mi rendo conto che tutto questo non basta. Serve una vittoria, uno stacco da tre punti, un balzo in avanti. Altrimenti bisognerà cominciare a rassegnarsi a un’annata di grigiore e sofferenza. Credo sia un pochino presto per giungere a questa conclusione, ma il tempo sta per scadere. Tra un mese potremo togliere il punto interrogativo al titolo di questo servizio e decidere se il cielo è sempre più o meno blu…cerchiato.
Â
Postato da maurizio.michieli in Sport
Lo 0-0 ottenuto dalla Sampdoria a Siena ha poco di scintillante, ma è redditizio. E in questo momento fare risultato era ciò che contava. I blucerchiati hanno rischiato poco e nella ripresa avrebbero anche potuto segnare, sebbene il pareggio mi sembri tutto sommato giusto. In questo periodo di vacche magre è un buon punto, raggiunto senza soffrire. Ma non si può certo essere soddisfatti del gioco, nè del gol che non arriva. Mazzarri dovrà lavorare molto per migliorare la squadra, che se non altro ha dimostrato di possedere la maturità necessaria per gestire una situazione delicata (un’altra sconfitta avrebbe infatti avuto ripercussioni pesanti sul morale in vista della sfida con la Juventus). Difficile giudicare i singoli, considerata la prova globalmente mediocre. Sicuramente chi, come Ziegler, poteva sfruttare l’occasione non lo ha fatto, mentre Bonazzoli mi è parso ormai avvitato nella spirale dell’involuzione e Stankevicius continua a sorprendermi in negativo. Positivi invece i difensori, il prezioso Lucchini su tutti. E anche Bottinelli sta crescendo. Non è la Sampdoria dell’anno scorso, questo è evidente, manca Bellucci e una fluidità di manovra che ancora non c’è. Anche grazie a questo risultato, ripeto, non bello ma utile, diamole fiducia.
 Â
Postato da maurizio.michieli in Sport
Scrivo per punti. 1) La Sampdoria gioca (quasi) sempre bene e questo è un grande merito dell’allenatore; 2) i pregi sono sempre gli stessi: identità  e schemi consolidati, Cassano ispirato, Palombo gigantesco, centrocampisti abili a inserirsi, fascia sinistra propositiva; 3) i limiti sono sempre gli stessi: fascia destra ancora orfana di Maggio e mancanza di un finalizzatore in attacco; 4) in questo periodo, almeno in campionato, le cose non girano positivamente sul piano della sorte: il pasticcio compiuto con il Chievo è raro per giocatori affidabili come i difensori blucerchiati, la traversa di Delvecchio alla fine del primo tempo, l’infortunio a Gastaldello; 5) due punti in classifica su tre gare sono un magro bottino, ancorché il cammino sia lunghissimo; 6) il prato del “Ferraris”, svergognato da dieci minuti di pioggia battente, dovrebbe fare impallidire i nostri amministratori pubblici o, almeno, a facilitare la realizzazione di un nuovo impianto (a sue spese) da parte della Sampdoria anziché ostacolarla. Adesso provo a tirare una conclusione. Piangere sul latte (o sulla pioggia…) versati non serve a nulla: si sapeva che a questa bella squadra, splendidamente guidata da un grande allenatore, mancava un attaccante. E il nodo viene al pettine in partite come quella col Chievo, in cui l’”undici” di Mazzarri costruisce e non raccoglie, o raccoglie poco. Bisognerà andare avanti in questo modo ancora per un po’, ammesso che Bellucci, quando tornerà , sarà subito in forma. E allora non resta che stringere i denti e pensare subito a Siena e Juventus.
Â
Postato da maurizio.michieli in Sport
Una notte magica e perfetta, come sognavano i tifosi. La rotonda vittoria sul Kaunas ha ridato slancio alle ambizioni della Samp, che ha esordito in Europa nella maniera migliore possibile. Onestamente, i lituani hanno opposto meno resistenza di quella che ci si poteva aspettare e già domenica contro il Chievo sarà tutto più difficile. Però era importante fare risultato pieno e convincere sul piano del gioco, della volontà , delle determinazione. Al di là della forza dell’avversario, i blucerchiati hanno messo in campo tutto: cuore e tecnica. La resurrezione di Bonazzoli e l’eccellente spezzone disputato da Fornaroli, sebbene abbiano bisogno di test più probanti, rappresentano un’iniezione di fiducia e ottimismo. Per Cassano si sapeva che era solo questione di tempo. Ancora una volta straordinario, devastante Palombo. Bravo Bottinelli a reagire a riemergere dal naufragio dell’Olimpico. Adesso la qualificazione appare scontata e ciò significa che la Sampdoria disputerà il gironcino di Uefa. Alla faccia di chi, anche tra i nostri bloggisti, auspicava un’eliminazione di cui francamente non comprendevo il senso.
Â
Postato da maurizio.michieli in Sport
I nodi sono venuti al pettine. Le assenze di Campagnaro e Accardi in difesa e la mancanza di un valido attaccante di ruolo da affiancare ad Antonio Cassano hanno trasformato la bella Sampdoria vista all’opera contro l’Inter nella vittima sacrificale scesa in campo all’Olimpico con la Lazio. I blucerchiati, dopo un primo tempo in cui, malgrado l’iniziale prodezza di Zarate che si è  fatto beffa di Bottinelli, avevano tenuta testa agli avversari, creando anche diverse occasioni da gol neutralizzate da Carrizo, si sono spenti alla distanza, regalando quasi l’intera ripresa ai biancazzurri, spietati nel chiudere la partita con Pandev, ancora una volta perso da Bottinelli. La partita è tutta qui, con una Samp fragile in retroguardia e incapace di pungere là davanti, dove Cassano ha provato sia a ispirare la manovra offensiva che a concludere ma con poco successo. Padalino, preferito inizialmente a Stankevicius, si è rivelato ancora acerbo, lo stesso lituano quando è entrato ha acceso soltanto qualche debole fiammella di speranza; dietro Bottinelli ha confermato che l’adattamento al calcio italiano richiede tempo e lui non è ancora pronto ad assumersi responsabilità così importanti come mettere il bavaglio ad attaccanti bravi e smaliziati del calibro di Zarate e Pandev. Nel mezzo Palombo ha giganteggiato come con l’Inter, sulla fascia mancina Pieri ha difeso e spinto ma le loro iniziative non sono bastate a vivacizzare il gioco della Sampdoria, che neppure gli ingressi nel finale di Bonazzoli e Fornaroli al posto rispettivamente del desaparecido Delvecchio e del caracollante Sammarco hanno tonificato. Non tutto di questa trasferta è da buttare. La squadra vista nel primo tempo ha tenuto bene e il campo e ha cercato di sopperire all’assenza di un centravanti con gli inserimenti dei centrocampisti e i tiri da fuori area, al punto che il pareggio sarebbe stato più giusto. Ma nel secondo, anziché spingere sull’acceleratore per la rimonta, la formazione di Mazzarri è apparsa svuotata, incapace di una reazione convincente. Così è maturato il raddoppio della Lazio, a cui fra l’altro mancavano perdine importanti come Matuzalem e Rocchi. Questa sconfitta ha messo a nudo i limiti della Samp, che rispetto all’anno scorso ha perso un incursore di fascia come Maggio e, allo stato attuale, un goleador di sacrificio come Bellucci. E nel momento in cui sono venute a mancare in difesa pedine come Accardi e Campagnaro ha smarrito anche la sua tradizionale solidità . Per fortuna di Cassano e compagni non ci sarà neppure il tempo di piangere su questo k.o., visto che giovedì è già tempo di Coppa Uefa con il Kaunas e domenica potrebbe esserci subito il riscatto in campionato con il Chievo. In entrambi i casi servirà un’altra Samp, più intraprendente, spigliata e meno vulnerabile. Mazzarri ha poco tempo per lavorarci sopra e, soprattutto, uomini limitati da impiegare. Ma questo si sapeva. Il ciclo di ferro è appena cominciato.
 Â