Postato da maurizio.michieli in Sport
Ingordo, goloso. Così chiamavano Antonio Cassano in Spagna, forse con qualche ragione, vista la sua predilezione per i dolci e la tendenza a spalmarli sui fianchi e sulla pancia. Adesso “El Gordo” è tornato in Italia e ha dimostrato di avere ancora tanta fame: non di torte, però. Bensì di gol, applausi, adrenalina e affetto. La sua rete all’Atalanta, la prima in maglia blucerchiata, ha restituito un campione immenso, oltre che alla Sampdoria, all’intero calcio italiano. E poco prima Cassano si era messo in mostra per le invocazioni al pubblico, alla folla, ai suoi nuovi tifosi. E’ tornato ed è tornato come si sperava: intatto nel talento, rigenerato nel morale. Di questo va dato merito anche a Walter Mazzarri, che lo sta gestendo benissimo sia sul piano tecnico-tattico che su quello umano e personale. I risultati si stanno vedendo. Lo stesso discorso vale per Montella, che, al di là del gol mancato (uno, secondo me, era regolare), ho rivisto in grande spolvero psicofisico. Il destino futuro della Sampdoria è indissolubilmente legato alle condizioni di Cassano e Montella, gli unici che possono far compiere l’autentico salto di qualità alla squadra. Con l’Atalanta, infatti, sono giunti tre punti fondamentali per il morale e la classifica. Anche meritati, per la capacità d soffrire dimostrata dalla Sampdoria. Ma non si può essere soddisfatti del gioco e della forma di numerosi elementi. Specie nel primo tempo, la manovra è stata lenta, involuta, a tratti incomprensibile. Nella ripresa la situazione è migliorata, anche perché Mazzarri ha compiuto dalla panchina le giuste scelte per correggere il tiro. Nelle ultime partite la Samp era stata un po’ penalizzata dagli episodi, stavolta tutto è girato per il verso giusto, ma fosse continuato il vento stavorevole l’Atalanta avrebbe potuto approfittarne per pareggiare o vincere. Insomma, serve di più. In questo senso sono sicuro che, dopo avere raddrizzato il cammino in campionato, se la Sampdoria riuscirà a fare risultato pieno anche in Danimarca e a passare il turno di Coppa Uefa approdando ai gironi, Mazzarri avrà la capacità e il tempo per lavorare ancora sulla manovra e sullo sviluppo del gioco. Potendo anche contare sulla sana ingordigia di Cassano.
 Â
Postato da maurizio.michieli in Sport
Così non va. E non mi riferisco al pesante risultato negativo o al non gioco di San Siro. Ciò che non mi è piaciuto della Sampdoria è soprattutto l’assenza di carattere, determinazione e temperamento. Perdere a Milano con l’Inter ci può stare, specie dopo una serie di impegni ravvicinati e con assenze pesanti (Volpi e Montella), ma non in quel modo arrendevole, quasi senza combattere. Ibrahimovic è una forza della natura, un autentico ciclone e se non gli si mordono le caviglie va a nozze, come è puntualmente avvenuto. Non basta svolgere il compitino, ci vuole di più per non compromettere una stagione iniziata bene e scivolata gradatamente verso una brutta china. Se la Sampdoria domenica batte l’Atalanta con una prova convincente e poi si ripete giovedì in Danimarca, le prospettive diventano ben diverse rispetto a un eventuale risultato negativo con i bergamaschi e all’eliminazione precoce dall’Uefa per mano di un avversario alquanto modesto. Occorre un’impennata di orgoglio, la capacità di gettare il cuore oltre l’ostacolo in questo momento difficile. I problemi tecnico-tattici esistono, ma rimango convinto che questa formazione, al completo e dopo un ragionevole periodo di rodaggio dovuto al nuovo modulo, possa offrire alla lunga delle soddisfazioni ai tifosi blucerchiati. Ma solo ed esclusivamente se ai progressi sul piano dell’organizzazione la Samp saprà abbinare un riscatto per così dire “morale”. La bandiera bianca alzata a Milano è stata brutta da vedere, come ha riconosciuto un giocatore serio e autorevole come Angelo Palombo, il primo a mettersi in discussione. Se posso permettermi anche un piccolo suggerimento a Mazzarri, allenatore che stimo profondamente, gli direi: meno elucubrazioni mentali e più concretezza, rabbia, aggressività . Quello della Sampdoria è storicamente un ambiente morbido e questa è una condizione che ha regalato grandi risultati, proprio in virtù della serenità e dell’equilibrio. Ma ogni tanto serve una sferzata e il tecnico deve sapergliela dare. Chiudo esprimendo le mie profonde condoglianze al presidente Riccardo Garrone per la scomparsa della madre Giulia.
Â
Postato da maurizio.michieli in Sport
Vado subito al sodo, senza giri di parole. A me la Sampdoria del derby è piaciuta. Ho occhi sufficientemente aperti per vedere che non ha dato spettacolo e non ha incantato sul piano della tecnica e del gioco. Però non era facile, dopo la sconfitta di Napoli, le fatiche di Coppa Uefa e i tanti acciaccati, sfoderare una prestazione autorevole e abbastanza convincente contro il Genoa. La squadra di Mazzarri lo ha fatto e, pur trovandosi di fronte un avversario che ha legittimamente badato soprattutto a non prenderle, è riuscita a creare quelle tre occasioni da gol nitide che in una stracittadina sono pur sempre tanta roba. Il diagonale al volo di Delvecchio, il colpo di stecca mancato da Montella, il salvataggio di Coppola sulla linea rappresentano un bilancio che, ai punti, ha fatto pendere il piatto a favore dei blucerchiati, considerato che il Genoa ha solleticato Mirante solo con un calcio d’angolo velenoso di Leon. Intendiamoci: pareggiando i rossoblù non hanno “rubato” nulla, ma la Sampdoria si è impegnata di più per vincere e, qualora avesse centrato il risultato, magari in extremis come stava per accadere, lo avrebbe meritato. Credo che i blucerchiati abbiano dato una bella dimostrazione di compattezza, stringendo i denti in un momento difficile. E nella serata in cui i leader, da Volpi a Montella, per varie ragioni non hanno brillato (il capitano aveva una caviglia dolorante, l’aeroplanino era marcatissimo), i gregari si sono messi in luce con una prova a tutto tondo. Ecco perché spenderei una parola per Sala, impeccabile su Borriello; per Campagnaro, che ha ridotto Di Vaio all’impotenza e si è reso disponibile in fase di impostazione; Pieri, padrone della fascia sinistra; Palombo, sacrificato in un ruolo non suo eppure efficace; Delvecchio, più lesto degli attaccanti di ruolo a trovare il varco per impensierire la difesa avversaria; Mirante, che non ha accusato il peso psicologico di tornare titolare proprio nella sfida più delicata. Desidero dire la mia anche su due episodi contestati. Il primo è il presunto rigore di Sala su Borriello. Secondo me, i due si strattonano a vicenda: non sarebbe stato uno scandalo fischiarlo, non lo è stato non assegnarlo. Il secondo: il contatto tra Bellucci e Rubinho. Il buon Claudio, uno che in carriera non ha mai provocato del male a nessuno, ha sbagliato a trascinare oltremodo la gamba ma sono sicuro che lo ha fatto in preda alla trance agonistica, nella speranza che il portiere perdesse il pallone, non certo per colpirlo. Purtroppo ben più gravi sono stati gli episodi accaduti in via Monticelli nel prepartita: qualche decina di carogne si sono date appuntamento per picchiarsi e hanno infangato la stracittadina che, invece, è stato correttissima sugli spalti, in campo tra i protagonisti e nel dopo gara nella dichiarazioni. Credo che quanto successo, al di là delle responsabilità individuali, costituisca anche il fallimento definitivo della legge Pisanu: non si sconfigge la violenza, concetto di per sé astratto, senza colpire i violenti e, anzi, penalizzando la stragrande maggioranza dei tifosi che sono per bene. E poi ormai è palese che negli stadi, sempre più militarizzati, non accade nulla e gli scontri dilagano fuori. Adesso si volta pagina e la Sampdoria è subito attesa dalla difficile trasferta di Milano contro un’Inter a caccia della vittoria scacciacrisi. La prestazione nel derby ha infuso ottimismo, anche se rimane qualche problema da risolvere, come paradossalmente si sta rivelando quello del gol. Malgrado i tanti e bravi attaccanti di cui dispone, la Samp segna col contagocce. Ma ora c’è un Cassano in più e gli ultimi minuti della stracittadina hanno dimostrato che il talento di Bari vecchia è pronto per far compiere alla squadra di Mazzarri l’atteso salto di qualità .
Â
Postato da maurizio.michieli in Sport
Quella del “San Paolo” è una Sampdoria difficile, quasi impossibile da giudicare. Tante, troppe le assenze, alcune maturate anche per strada. E poi, tutto sommato, mi sarebbe piaciuto vedere cosa avrebbe combinato la squadra nel secondo tempo senza la frittata confezionata da Castellazzi alla fine del primo. Nonostante la traversa di Zalayeta, la Samp aveva infatti costruito di più ed era mancata “solo” in fase di finalizzazione. Resta questa sconfitta, che ci può assolutamente stare, anche perché è la prima ufficiale dell’era Mazzarri in sette impegni ufficiali. Adesso si tratta di metabolizzarla in fretta e poi di trasfomarla in carica agonistica nella partita di Coppa Uefa in programma giovedì e nel derby di domenica. Tuttavia, il dato più preoccupante è legato agli infortunati: temo, dalle notizie in mio possesso, che nessuno degli assenti a Napoli possa recuperare in breve tempo, quindi l’emergenza è destinata a continuare. La Sampdoria paga la preparazione compressa e le fatiche dell’Intertoto, oltre a una buona dose di cattiva sorte visto che alcuni k.o. sono di origine traumatica. Una situazione che poteva essere messa in preventivo, ma forse un po’ più seria di quanto si fosse immaginato. Ecco perché diventa fondamentale reagire subito, rialzare la testa. Sperando che almeno Volpi (il suo vice non esiste, mettiamocelo in testa) si rimetta in sesto.
Postato da maurizio.michieli in Sport
Dopo sei partite ufficiali, tra campionato e Intertoto, la Sampdoria risulta imbattuta, con cinque gol realizzati e appena due subiti. Basterebbero questi numeri a dare la misura dell’ottimo avvio della squadra di Walter Mazzarri. Ma le cifre non dicono tutto. Con la Lazio, avversario forte e organizzato sotto ogni punto di vista, e’ arrivata la conferma che su questa Sampdoria si puo’ puntare per una stagione all’insegna delle soddisfazioni. malgrado la stanchezza per la sfida con l’Hajduk di 72 ore prima e l’inferiorita’ numerica per l’espulsione di Ziegler, i blucerchiati hanno addirittura sfiorato il gol vittoria al 90’ quando Sammarco ha alzato di un centimetro di troppo il match ball servitogli dal solito, generosissimo Palombo. E in precedenza anche Campagnaro si sera visto respingere sulla linea da Mudingay la botta a colpo sicuro. intendiamoci: pareggiando la Lazio, eccellente soprattutto nel primo tempo, non ha rubato nulla ma le occasioni piu’ ghiotte sono capitate ancora una volta alla Samp, che ha ostentato anche una difesa solidissima, ben guidata da Sala, contro attaccanti rapidi e pericolosi come Rocchi e Pandev. Un’altra prestazione maiuscola, insomma, anche sul piano del carattere, della determinazione e della mentalita’, sempre votata alla ricerca del gioco. E’ mancato il colpo di Montella, ma intanto i tifosi hanno potuto saggiare Cassano in panchina. Per il talento di Bari vecchia e’ pronta l’amichevole di Bellinzona per affinare la condizione, visto che il piede e’ sempre il solito e si vede bene gia’ in allenamento. Alla ripresa del campionato la Sampdoria ritrovera’ il Napoli, che ha suonato cinque squilli all’Udinese. poi la sfida di coppa Uefa con l’Aalborg, quindi l’attesissimo derby. Un altro tour de force, ma la Samp e’ pronta e ha gia’ conquistato il cuore dei tifosi. Rilanciando lo slogan della campagna abbonamenti, ci siamo ripresi… il gioco.