Postato da maurizio.michieli in Sport
Dopo un primo tempo così così e un avvio di ripresa stentato, con addosso ancora le ruggini psicologiche post Werder Brema, la Sampdoria ha spinto sull’acceleratore e ha battuto meritamente un avversario forte come la Lazio. La squadra di Di Carlo ha fornito una reazione importante, da “grande”. E questo, oltre ai tre punti, è il dato fondamentale di una serata che ha visto i tifosi sostenere i blucerchiati anche e soprattutto nei momenti di difficoltà . E’ tutto l’ambiente ad avere reagito, restituendo un senso alla stagione, dicendo vogliamo continuare a essere protagonisti in Italia e in Europa, ancorché quella meno nobile. Ora si profilano due giorni trepidanti sul fronte del mercato, perché il Real ha rivolto un’offerta stratosferica alla Sampdoria e a Pazzini. Entrambi vacillano. Potrebbe succedere di tutto. Ma intanto conta che la Sampdoria si sia ritrovata. Anche se in realtà non si era mai persa, era solo rimasta vittima del brutto del calcio. Il bello è che è risorta subito.
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La Sampdoria esce a testa altissima dalla Champions League tra gli applausi scroscianti dei suoi fantastici e inimitabili tifosi. E’ una beffa atroce, ancora peggio dell’eliminazione con l’Arsenal del 1995 dopo la doppietta di Bellucci. Il sogno era lì, a 120 secondi. E, nell’ottica delle due partite, sarebbe stato anche meritato. Ma stavolta la sorte ha voltato le spalle ed è approdato al girone il Werder Brema, avversario ostico e leale, eppure piegato dalla Samp con 93 minuti quasi perfetti, grazie alle scelte tattiche di Di Carlo (ottima l’idea del cambio di modulo coni Guberti dietro le punte), alla strepitosa prestazione dei gregari (Volta su tutti) e alle pietre preziose sfoggiate da Pazzini e Cassano (sia pure quest’ultimo soltanto in parte). Oltre all’appoggio del pubblico. La squadra, insomma, ha dato il massimo delle sue possibilità , anzi, a tratti è andata pure oltre i propri limiti. Purtroppo lo stesso non si può affermare per la società . L’ho sempre detto, scritto e lo ribadisco in questa amara notte di delusione: Riccardo Garrone è attualmente il miglior presidente possibile per la Sampdoria e i tifosi se lo devono tenere non stretto, ma strettissimo. Ciò non mi esime, per l’immensa stima che ho verso di lui e i suoi collaboratori e soprattutto per l’amore che nutro per la Sampdoria, dal sottolineare che questo fantastico approdo al preliminare di Champions League è stato gestito male. Alla luce dei fatti, gli oltre cinque milioni di euro spesi per il riscatto di Pozzi sono troppi, se il prezzo da pagare è stata la rinuncia ad altri investimenti in ruoli più strategici, il portiere in primis. Così come si è rivelato un errore madornale avere puntato tutto sul ritorno di Zauri, formalizzandolo però in tempo non utile per schierarlo col Werder. Non ho certo la presunzione di sostenere che con altre mosse oggi la Sampdoria sarebbe qui a festeggiare la qualificazione. Non esiste controprova e il confine sottilissimo tra la felicità e la delusione è racchiuso in meno di 120 secondi. Tuttavia, resto dell’idea che si sarebbe dovuto investire qualcosa di più per provarci e, in caso di risultato negativo, sacrificare semmai qualcuno dopo l’eliminazione. Questa uscita prematura dalla Champions costa alla Sampdoria 17 milioni di euro circa. Forse, dico forse, spendendone di più e meglio qualcuno prima, si poteva incassarli ora. E’ andata così, pazienza. La Samp ha nel suo dna la capacità di ripartire alla grande ogni volta che cade. Nelle lacrime di Palombo e compagni ho visto questo. P.S. Molti mi chiederanno se Pazzini adesso andrà via: penso e ho elementi per ritenere di no, almeno sino a gennaio. Poi si vedrà .
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L’ 1 a 3 di Brema è stato una brutta botta, inutile negarlo, ma il gol in extremis di Pazzini, sfortunato prima sul palo, può essere interpretato come un segno del destino: bisogna crederci, al ritorno, per quanto difficile. Dopo, semmai, si faranno tutte le considerazioni del caso. Sono tornato dalla Germania nella notte e posso assicurarvi che il Werder è squadra cinica ed esperta, ma con alcuni punti deboli, anche caratteriali. La Samp martedì non dovrà lasciare nulla di intentato, specie se ritroverà il Cassano formato casalingo (quello da trasferta è purtroppo da dimenticare). Certo, anche la Samp è vulnerabile e lo ha confermato al Weiserstadion, regalando tre gol agli avversari e non colpendoli quando avrebbe potuto aggredirli. Difetti di personalità , figli di un mercato che non ha regalato ulteriore forza e qualità . Anche se poi, a ben vedere, giovani attesi al varco come Volta e lo stesso Curci hanno fatto la loro parte. E poi c’è il Pazzo: sinché c’è lui, c’è speranza. In ogni caso, ci sarà tempo e modo di approfondire i vari temi. Intanto, è tornato anche Zauri. P.S. Non ho volutamente parlato dell’arbitro, perché questa sconfitta non è figlia sua. Ma l’espulsione di Lucchini mi è parsa esagerata, l’inesperienza di un club in Champions League sconta anche questo. Tutti al “Ferraris”, il futuro è ancora nelle mani della Samp.
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Primocanalesport e Primocanale scendono in campo con la Sampdoria per il preliminare di Champions League. La vigilia della trasferta di Brema ad Anteprima Calcio speciale (19,00 su Primocanalesport, 19,30 su Primocanale) di martedì 18 e mercoledì 18, il post partita intorno alle 23 e poi gli speciali del giorno dopo sulla squadra e sull’esodo dei tifosi blucerchiati in Germania. Un doppio appuntamento da non perdere sulle nostre reti.
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Cari amici, vi scrivo da Moena, dove resterò sino al 29 luglio per raccontare ogni giorno e ogni sera il ritiro 2010-2011 della Sampdoria. Gli appuntamenti, in televisione e sul sito www.primocanalesport,it, sono i seguenti: ore 13,45 (Primocanale), ore 19 (Primocanalesport), ore 19,30 (Primocanale), ore 20,30 Primocanalesport, ore 23,15 (Primocanale). Sul sito, che sta per essere completamente rinnovato, vi aggiornerò costantemente con notizie, curiosità , retroscena, facili da consultare grazie all’aggregatore; in tv e nelle videonews avrete a disposizione servizi, interviste, commenti. Intanto, possono dirvi che il tempo per ora è bello e caldo al mattino, piovoso e fresco al pomeriggio. Di Carlo, tanto è timido davanti alle telecamere, quanto è sergente di ferro in campo. I suoi urli e persino le sue parolacce risuonano forti al “Benatti”. Oltre al lavoro atletico, sta concentrando molto l’attenzione sulla tattica: il pallone resta poco a centrocampo e viene recapitato subito alle punte, che hanno il compito di smistarlo sulle fasce. Cassano sta bene, è sovrappeso solo di un chilo, quasi nulla insomma. Per quanto riguarda il mercato, terzino destro e mancino d’attacco arriveranno: per il primo, Zauri non è tramontato del tutto, il secondo a mio parere giungerà dall’estero. Ancora incerto il destino di Ziegler. Ci sentiamo presto, soprattutto per i commenti. Tutte le notizie le trovate invece in tv, sul sito e anche sul giornale telematico Primosport, a cui vi invito a iscrivervi gratuitamente (il banner è anch’esso sul sito).
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Dopo un periodo di stagnazione, il calcio mercato ha iniziato a muoversi in vista del termine ultimo per la risoluzione delle comproprietà previsto per venerdì 23 giugno. E il discorso vale anche per la Sampdoria. Partiamo dall’attualità . Il nuovo portiere titolare sarà Curci, giunto in comproprietà dal Siena per 2,5 milioni di euro. Storari, detto Marco Il Grande, andrà alla Juventus. Ho già letto su questo blog pianti, lamentazioni, accuse. Come sempre, le pubblico (ci mancherebbe altro), ma non le condivido affatto, pur dispiacendo emotivamente, e molto, anche a me il fatto che la Samp non sia riuscita a tenere l’ottimo Storari. Ma ci ha provato, con un’offerta importante (3,8 milioni di euro), considerata la dimensione blucerchiata e l’età del giocatore. Quasi quattro milioni di euro che sarebbero stati spesi a fondo perduto. Ma ne valeva la pena, difatti Gasparin ha percorso subito questa strada, al punto che con lo stesso Storari l’accordo per l’ingaggio era già stato raggiunto. Il Milan, titolare del cartellino, ha rifiutato l’offerta, salvo poi accettare quella di 5 milioni della Juventus, una cifra quasi fuori mercato. Certo, quei soldi avrebbe potuto cacciarli anche la Sampdoria, ma io penso che invece abbia fatto bene a non disperdere così tante risorse. Vista l’onerosità dell’operazione, è stato aziendalmente giusto puntare su un giovane di 25 anni con oltre cento partite in serie A, alcune nelle Coppe Europee, oltre venti presenze da titolare nell’Under 21 e anche qualche apparizione nel gruppo della nazionale A. Per una valutazione complessiva sarà poi necessario il responso tecnico del campo e quello lo valuteremo. Questa non è la favola della volpe e dell’uva. La Sampdoria voleva Storari e lo ha perso, ma come soluzione alternativa ha percorso una strada che potrà magari non rivelarsi sbagliata. Intanto, dovrebbe tornare alla base anche Jonhatan Rossini, giudicato dagli allenatori miglior difensore centrale dell’ultimo campionato di serie B. A questi si aggiungono Marilungo, Koman, Obyang. Bisogna credere nel futuro. E la conferma dei capisaldi Cassano, Pazzini e Palombo garantisce la continuità . In attesa di altri rinforzi, che nessuno nega siano necessari per cercare di superare il preliminare di Champions League. Basta ricordarsi che questa è la Sampdoria.
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Sembra ieri. Invece è trascorso un anno dalla nascita di Samplace09, il club di tifosi della Sampdoria fondato da alcuni amici di questo blog. E, per celebrare degnamente l’evento, è stata organizzata una festa giovedì prossimo, 17 giugno, in un locale di corso Italia. Spero veniate in molti, come sempre sono previste grandi sorprese e divertenti iniziative. Per aderire potete contattare il numero 347-4910633 oppure andare sul sito www.samplace09.com. Per quanto riguarda il mercato, abbiate fiducia. La società non farà follie o passi più lunghi della gamba, in un calcio italiano incerto e traballante. Ma non si vuole esporre a brutte figure. Aspettiamo le mosse e poi valutiamo insieme. Tenendo presente che siamo la Sampdoria, non il Barcellona o il Manchester United. Ma ne siamo, spero tutti, orgogliosi.
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La Sampdoria ha portato a Genova la partecipazione alla Coppa delle Coppe, alla Coppa Uefa, alla Coppa dei Campioni e adesso anche alla Champions League, aggiungendo una pagina epica alla sua storia meravigliosa e alla sua vocazione “copetera”. Basterebbe questo a sottolineare la portata dell’impresa compiuta dai blucerchiati al termine di una stagione fantastica. Ma il valore di questo quarto posto è ben superiore, perché è il coronamento di un ciclo iniziato otto anni fa sull’orlo della serie C e giunto adesso a livelli inimmaginabili. Continuità , rigore, stile: sono le parole d’ordine di questa società e di questa squadra. Princìpi da tenere presente sempre, anche e soprattutto nei momenti di difficoltà . Perché proprio oggi, nel giorno di uno dei trionfi più belli, bisogna ricordarsi che torneranno anche i periodi brutti, da vivere però con una consapevolezza rafforzata: la Sampdoria riuscirà sempre ad andare un passo avanti, persino a se stessa. Giocare i preliminari di Champions League significa aggiungere un tassello al proprio dna. Già , perché questo risultato, nell’era del calcio business, è destinato a restare scolpito nella pelle e nella memoria della Samp. E dei suoi tifosi, pazzi di gioia attorno a quel pulllman pieno dei loro eroi che attraversava le vie del centro. In cima a tutto c’è il presidente Riccardo Garrone, che ha saputo applicare al calcio la sua abilità di industriale e di gestore di uomini; poi Beppe Marotta, che ha costruito questo gruppo con capacità e intuizione; quindi i giocatori tutti, dal campione al gregario, che hanno saputo dare ognuno qualcosa in più; poi il condottiero, Luigi Del Neri, a cui non chiedo scusa per quel titolo (”Il fallimento di Del Neri”) semplicemente perché scriverei le stesse identiche cose, avendo sempre creduto nello spessore tecnico di questo organico. Toccava all’allenatore sfruttarlo e, questo sì lo ammetto con una felicità immensa, Del Neri ha saputo farlo più di quanto si potesse sperare. Infine, i tifosi. Una componente essenziale della Sampdoria, perché pur con qualche caduta (chi di noi non ne commette?) sanno sempre stare al loro posto. Ed è anche questo uno dei motivi per cui spesso i sogni in blucerchiato si realizzano. Adesso si aprirà un nuovo ciclo, con una responsabilità importante, quella di non sfigurare sul palcoscenico più prestigioso. Ci sarà una rifondazione societaria, poiché Marotta e Del Neri andranno via. Al 99% arriveranno Gasparin, Tosi e Di Carlo. Grazie Beppe e buon lavoro ai nuovi. Ogni sampdoriano fa, deve fare così. La “rosa” non verrà smembrata, tuttalpiù potrebbe partire un giocatore (Ziegler) ma non è detto nemmeno questo. Si può insomma guardare al futuro con tranquillità e sobrio ottimismo, andando a dormire stanchi, sfibrati, ma felici.
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Non l’ha stirata, la Samp. E, alla fine, ha dovuto pure ammirarla. Solida, pratica, cinica, matura. Per il presidente del Palermo, l’effervescente Maurizio Zamparini, la settimana delle provocazioni (simpatiche) si è chiusa con una delusione cocente. Santa Rosalia non ha fatto il miracolo e i blucerchiati sono tornati dalla Sicilia con un punto d’oro, che permette di mantenere due lunghezze di distacco dai rivali in vista dell’ultima di campionato, che opporrà le contendenti rispettivamente a Napoli in casa e Atalanta in trasferta. Due avversarie senza motivazioni - i partenopei sono sicuri del sesto posto, i bergamaschi matematicamente retrocessi - ma con notevoli differenze tecniche. Ecco perché Palombo e compagni domenica dovranno vincere ad ogni costo: un pareggio potrebbe essere molto pericoloso, perché in caso di parità di punti al preliminare di Champions andrebbe il Palermo (se vincente con l’Atalanta) per differenza reti. In alto i cuori, però. Perché la Sampdoria rivista al “Barbera” è di quelle toste, capace di sbranarsi qualunque formazione. Contando solo sulle proprie forze. E’ vero, resta un pizzico di rammarico per il mancato successo, visto come si era messa la sfida e la palla del 2-0 avuta da Guberti. Tuttavia, il pareggio è complessivamente giusto e alla vigilia sarebbe stato sottoscritto da tutti. La Samp è tornata da due trasferte insidiosissime - Roma e Palermo - con un patrimonio di quattro punti: tantissimi. Ora più che mai i ragazzi di Del Neri hanno il destino tra le loro mani per coronare una stagione già esaltante con l’apoteosi finale. Un risultato che la Sampdoria si meriterebbe, perché comunque ha dimostrato di avere una lucidità e una maturità superiori al Palermo. Resta un atto finale da compiere e non sarà facile. Ecco perché domenica il “Ferraris” dovrà essere una bomboniera blucerchiata: questo è uno dei momenti più alti della storia di questa meravigliosa società . Lasciamo perdere, per una volta, i discorsi di mercato. Quello che succederà dopo il 16 maggio non ha, anzi, non deve avere alcuna importanza al cospetto della partita con il Napoli dei tanti ex (Mazzarri, Maggio, Campagnaro, Quagliarella). Mancherà Lavezzi per squalifica, ma guai ad aspettarsi “regali”. La Sampdoria ha costruito il suo sogno pezzo per pezzo, il suo mosaico tessera dopo tessera e nessuno le ha elargito nulla. Anzi, ripensando ai grossolani torti arbitrali di cui è rimasta vittima, le è stato tolto parecchio. Manca solo il suggello. Mettetecelo, perché ve lo meritate.
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Tre punti “dovevano” arrivare e tre punti sono arrivati. Con tanto di sofferenza appresso. Già , perchè con il Livorno il pallone era “pesantissimo” per i giocatori della Sampdoria, quasi una palla medica, tale era la tensione insita in questa partita, in cui c’era soltanto tutto da perdere. A differenza degli avversari, che l’hanno interpretata senza pressioni. In realtà , Storari non ha compiuto neanche una parata e i blucerchiati hanno invece avuto tante occasioni per chiudere prima l’incontro, ma non le hanno sfruttate e quando nella ripresa sono subentrati un pizzico di calo fisico e soprattutto la paura hanno rischiato qualcosa. Tuttavia, alla fine il risultato è giusto, la Samp ha meritato il successo, grazie anche all’apporto della triade: non a caso Palombo, Cassano e Pazzini sono stati i migliori in campo. Quando il gioco si fa duro, è giusto che i duri comincino a giocare. E bene. Bentornato anche a Pozzi, ora Del Neri è un po’ più tranquillo potendo contare negli ultimi due match su un attaccante di scorta importante. Intanto, la Samp, questa Samp ha battuto il record di Novellino dei 61 punti in serie A e ha inanellato la sesta vittoria consecutiva, chiudendo la stagione, per male che vada, al quinto posto, uno dei migliori piazzamenti della sua storia. E’ chiaro che l’appetito viene mangiando e adesso il preliminare di Champions League (la terza piazza, cosa di cui ero convinto, mi pare ormai appannaggio del Milan) si deciderà tutto o quasi nello scontro diretto di domenica prossima al “Barbera”. Devo dire che, rispetto a ciò che pensavo analizzando un po’ di tempo fa il calendario di Sampdoria e Palermo, i blucerchiati ci giungono meglio di quanto mi aspettassi, in virtù dell’inattesa e imprevedibile vittoria di Roma: quei due punti di vantaggio “costringeranno” il Palermo a fare la partita, poiché il pareggio potrebbe premiare la Samp, ancorché all’ultima giornata il Napoli si presenti al “Ferraris” non demotivato mentre i siciliani vadano a Bergamo ad affrontare un’Atalanta probabilmente retrocessa (in questo senso il pareggio del Bologna con i bergamaschi non è stato un risultato favorevole). Insomma, i giochi sono aperti. La squadra di Delio Rossi è molto forte, fresca, tecnica, ben organizzata e avrà a disposizione il fattore campo. Ma anche la Sampdoria ha raggiunto un equilibrio e una maturità importanti. Che sia una bella sfida. Nessuno racconta quella dell’uva, è chiaro che se la Champions non dovesse arrivare sul filo di lana un po’ di delusione in casa Sampdoria sarebbe normale. Ma questa annata resterebbe comunque impressa nella mente di tutti i tifosi blucerchiati come una delle più belle e indimenticabili, perché costellata da tante imprese. P.S. Chiudo con una postilla su Marotta. Allo stadio c’era uno striscione che, oltre a Garrone, inneggiava giustamente anche a lui. Ma bisogna prepararsi a perderlo, il suo passaggio alla Juventus è cosa fatta. Per parlare del futuro, però, ci sarà tempo. Ora conta solo il presente della Samp.
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