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Nov
30

LASSU’, PER POCHI MINUTI

Postato da giovanni.porcella in Sport

Questa volta il mio commento è la cronaca del match col Bologna per dimostrare che il punto alla fine ci puo’ andare bene. Questo è un campionato molto equilibrato, anche se questo Genoa puo’ crescere ancora, malgrado un palladino troppo frenato che forse dovrebbe meditare un po’ in panchina..
 

Se c’è chi al settimo giorno si riposo’, puo’ starci benissimo che il Genoa dopo sei vittorie su sei in caso inciampi appunto alla settima. Merito del Bologna che ha costretto i rossoblu’ di Gasperini al primo pareggio stagionale davanti ai propri tifosi. Finisce 1-1 e il punto fa comunque classifica per entrambi, anche se il Bologna recrimina per l’impresa sfiorata e il Genoa per una vittoria che lo avrebbe addirittura proiettato in zona champions. Gasperini lascia Biava in panchina e inserisce Bocchetti, rilancia Milanetto in regia e sistema Vanden Borre sulla fascia destra con Rossi a sinistra. In attacco il solito tridente Milito-Palladino Sculli. Il Bologna non  fa troppe barricate  e presenta Adailton al fianco di Di Vaio. Applausi di affetto per loro che ricambiano convinti.
Il primo tempo si gioca sotto il diluvio con campo allentato e ne esce un match bruttino. L’inizio è pero’ buono per il Genoa che pero’ al 3’ spreca con Palladino una ripartenza importante. Lo stesso Palladino poco dopo spara fuori.
 In pratica l’ex juventino si spegne qui e verrà giustamente sostituito da Gasbarroni nella ripresa. Il Bologna si chiude con ordine e si fa pericoloso in contropiede con un tiro di Marchini respinto da Rubinho. E Milito? Tralasciano su un fuori gioco molto dubbio, è bloccato senza affanni, ma al 17’ su traversone di Bocchetti non chiude in rete per un pelo. Ma è un fuoco di paglia perché il Bologna al 32’ con Di Vaio che spara alto e soprattutto al 43’ con Mingazzini che spedisce fuori di testa ad avere le opportunità migliori per sbloccare il risultato.
Nella ripresa la gara si fa piu’ aperta. Merito di Gasbarroni che accende il Genoa. E nel finale dirà che lui si snte bene e si candida per essere titolare. E io penso che dovrebbe essere così. Il fantasista obbliga Antonioli all’intervento, poi tira pochissimo sopra la traversa e al 9’ dopo che riceve uno splendo pallone da Milito azzecca il cross in area che per Sculli è oro colato. Per lui quinto gol stagionale. Il Bologna è un pugile alle corde e per altri cinque minuti se la cava sempre al limite del ko. Ma al 17’ in contropiede Adailton serve Di Vaio che non sbaglia. Insomma la coppia di ex rossoblu’, protagonisti della promozione in A del Genoa mettono il freno a Rossi compagni che si trovavano in quel momento al quarto posto. Poco alla volta le squadre si perdono. Il Genoa si esaurisce anche per il calo fisico comprensibile di Milanetto e il Bologna sfiora il secondo gol con Colho, bravo Rubinho. E  nel recupero succede di tutto. Allo scadere Di Vaio colpisce il palo esterno e all’ultimo secondo Milito lanciato a rete viene murato da Antonioli. Occasione persa ma non c’è tempo per troppi calcoli. Domenica c’è il derby e servirà il miglior Genoa di sempre  a Marassi.


Nov
24

RIMPIANTI E SOGNI

Postato da giovanni.porcella in Sport

Il Genoa ha gettato via la vittoria. Non solo un errore di Rubinho, il primo del campionato, non ha consentito ai rossoblu’ di ottenere il successo fuori casa tanto inseguito e meritato contro la Lazio, ma penso anche al gol annullato a Milito, roba da piangere, e penso pure al rigore sbagliato dallo stesso argentino. Episodi, casualità, tutto o quasi ha girato storto. Ma la prestazione resta ed è positiva come la classifica che ora, a parte il derby che è una partita durissima, potrebbe essere rimpinguata ulteriormente da un calendario, almeno sulla carta, piu’ agevole dovendo la squadra di  Gasperini affrontare formazioni piu’ abbordabili. Insomma, tra recriminazioni e sogni il Genoa va tascinato dal suo capocannoniere dal cuore nobile come ha testimoniato il gesto che Milito ha compiuto in occasione di un calcio d’angolo a nostro favore che non c’era. E’ stato lui a dirlo all’arbitro. Cosa rarissima in questo calcio. Un’altra perla come i suoi gol.


Nov
14

TROPPO FRAGILI

Postato da giovanni.porcella in Sport

Dopo sei risultati utili consecutivi il Genoa si ferma di fonte ad una Juventus che invece inanella la settima vittoria di fila tra campionato e champion’s. Quattro a uno per i bianconeri è un verdetto severo, ma la sconfitta i rossoblu’ l’hanno meritata, malgrado qualche attenuante,soprattutto nel primo tempo,per un paio di decisioni di Rocchi che hanno affossato le tenui speranze di riaprire l’incontro, vedi Milito fermato per un fuorigioco inesistente, così come Gasbarroni.
Gasperini sceglie a sorpresa Potenza per il centrocampo, inserisce  Gasbarroni in attacco per Sculli che va in panchina come Sokratis. Mosse che non daranno alcun frutto, tanto che in corso d’opera quando la situazione era compromessa, il tecnico è tornato all’antico, ma ormai la frittata era fatta. I bianconeri trascinati dal Del Piero ci hanno messo poco per indirizzare il match a loro piacimento complice una fragilità evidente di Rossi e compagni. Il primo gol di Grygera è un regalo alla Juve che ringrazia. Di qui in avanti è stato come scalare una montagna. Thiago Motta è affondato insieme a tutti gli altri in mezzo al campo, in difesa l’urto di Amauri’ è stato devastante e in avanti (Rocchi e il suo assistente a parte) si poteva meritare un gol in piu’ (Milito comunque è arrivato a 10),ma Chiellini là dietro è proprio forte. Quattro sberle e via. Ci sta, eccome se ci ci sta. Ora si volta pagina e c’è la Lazio. Il campionato del Genoa non cambia di una virgola malgrado questa trasferta iniziata male e finita peggio.


Nov
9

TANGO, CHE PASSIONE

Postato da giovanni.porcella in Sport

C’era uno striscione allo stadio, nella curvetta della Nord (parlo del vecchio Marassi), che reciutava piu’ o meno: “Genoa bailando a ritmo do samba”. Ora il Grifo piace da impazzire col suo irresistibile tango, condotto da Diego Milito. Mosse e movenze che catturano e fanno amare. Il Principe di Baires è il capocannoniere del campionato con nove gol dopo la tripletta siglata alla Reggina a cui occorre aggiungere l’assist per la rete di Sculli. Milito ha lanciato un avvertimento al suo ct Maradona e soprattutto al campionato: il Genoa c’è. Giampiero Gasperini non vuole prendersi meriti, ma l’anno scorso Borriello è stato a lungo in testa ai bomber e quest’anno c’è Milito. Significa che, oltre alle indubbie qualità dei giocatori in questione, il Genoa corre, gioca e pensa a segnare. E’ il terzo miglior attacco della serie A. Sognare? Non è il momento. Undici partite sono un buon parametro di giudizio, ma il fatto di aver collezionato sei vittorie (tutte in casa) due pari e tre sconfitte con il settimo posto occupato vuol dire che il torneo è difficile. C’è un bel solco dalla zona retrocessione che Rossi e compagni non devono neppure guardare, ma vivere alla giornata è la miglior filosofia possibile. Di sicuro è quella suggerita. E poi dietro l’angolo c’è la tasferta di Torino (giovedì) con la Juve a cui seguirà il viaggio a Roma co la Lazio. Esame trasferta, si dirà, ma poi ne verranno altri con la consapevolezza, pero’, che il Genoa con Milito ha la sua anima (rileggetevi quanto avevo scritto a settembre, consentitemi questo) e ora pure la statura di formazione matura per traguardi piu’ elevati di quanto qualcuno l’aveva pronosticata, perchè saper attendere con calma il mmento in cui travolgere una buona Reggina mi ha dato sensazioni positive. E qui mi fermo, in attesa di altri riscontri che solo il campo puo’ dare.


Nov
2

COL MARCHIO DI FABBRICA

Postato da giovanni.porcella in Sport

Tra Udinese e Genoa c’è il marchio di fabbrica: quello del gol. L’anno scorso al Friuli vinsero i rossoblu’ per 5-3 ed anche in casa all’andata l’ex Borrello lascio’ il segno per il 3-2. Stavolta finisce 2-2 ma lo spettacolo e le emozioni in altalena non sono mancate. E a recriminare per il risultato è soprattutto il Grifone che tra l’altro ha giocato in piena emergenza. Sì, perché anche Sokratis ha alzato bandiera bianca insieme a Mesto, Rossi e Biava che hanno giocato nella ripresa. In piu’ la lista degli assenti contemplava pure Palladino, Olivera, Modesto e Milanetto. Gasperini ha così lanciato in difesa Potenza (dopo alcuni momenti di sbandamento ha disputato un ottimo match facendosi trovare prontissimo), Vanden Borre, risultato quasi decisivo a centrocampo, e in avanti utilizzando per la prima volta Jankovic dal primo minuto con Gasbarroni e Milito. Squadra acora una volta inedita, ma se cambiano i fattori il prodotto non cambia. Sotto di un gol si è vista una grande reazione che solo Handanovic ha portificato con quattro super parate. Nella ripresa dopo il pareggio è stato un monologo rossoblu’, tradott in soldini da Sculli Peccato per non aver resistito un po’ di piu’. Il pareggio è comunque oro colato perché mantiene il Grifone in una classifica importante malgrado un calendario tremendo e tanti infortunati. Qualcosa significa. Cinue risultati utili consecutivi. E ora c’è la Reggina che ha fatto trenare l’Inter. Questo campionato non ammette distrazioni. Ma il Genoa è una protagonista assoluta per i gioco che ha.