Postato da giovanni.porcella in Sport
Il gol di Marco Rossi è piu’ di un semplice seppur meraviglioso gesto tecnico. Lì c’è tutto il suo amore per il Genoa. Ci voleva lui a chiudere ogni discorso sul mercato, ci voleva lui a giocare una partita così, francamente fantastica. Chievo piegato, classifica ottima se consideriamo che Roma e Napoli sono già state affrontate e che dopo la Juve ci saranno altri due match in casa. Rossi, che in settimana aveva usato parole autentiche nel confronti del Grifone, è stato premiato con una rete bellissima, da bomber quale lui non è, che è piena di segnificati per tutto l’ambiente. Insomma lui è il Genoa che ci crede sempre e che ha doma un avversario forte fisicamente e mai arrendevole. Anche col Chievo l’arbitro non ha visto due rigori per il Genoa, ma avete sentito qualcuno lagnarsi? No. Il Genoa è questo, una cosa che purtroppo ancora molti tifosi non hanno capito. Si è rivisto Palladino, si è capito che Sokratis non è una pippa, si è visto un Moretti che nel suo ruolo va. Acquafresca? Ha gambe, ha movimenti da attaccante di valore e Suazo non è un brocco. Appena prenderà un pizzico di ritmo ci sarà da divertirsi. Ma il sigillo di Rossi è una garanzia per tutti. Pensate che questo ragazzo rivitalizzato da Gasperini in carriera aveva sempre avuto mile problemi. C’era il sospetto che fosse ipocondriaco. Da quando ha messo la maglia rossoblu’, corre, corre, lotta, suda e non si ferma mai. Poche parole e tanti fatti. Un signor professionista. raramente ho dedicato in questo blog un peana ad un calciatore, perchè ho imparato a fidarmi poco. Ma per Marco mi sento di farlo e il suo gol mi ha dato forti emozioni.
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Era ora. Difesa d’altri tempi e tanta corsa. Fuori casa inutile presentarsi con la cavalleria leggera e i supi piumazzi, tanto non arrivavano risultati e neppure complimenti. Tutti indietro appassionatamente come ha insegnato Rocco, il “paron” e pedalare. Giampiero Gasperini non è nato ieri e a Napoli si è presetato con una squadra muscolare attenta. Ha chiesto sacrificio e pochi fronzoli e di fronte ad una squadra assatanata ha portato via un punto e ha tenuto, bravo Amelia, la porta inviolata. Un punto e tanto morale con la classifica che è sempre interessante tenuto conto che come all’andata anche in queste gare di inizio sono dure (il Genoa si è tolto la Roma e il Napoli e in complesso si è misurato fin qui con un monte punti avvesario di 97 punti compresa la fragilissima Atalanta) fra èoco fuori ci saranno Juve, Inter e Fiorentina, ma a Marassi arrivano pure Chievo e Udinese che all’andata avevano giustiziato i rossoblu’. Insomma si puo’ tenere botta per poi giocarsi le proprie chance che non sono pochissime nelle ultime 11 partite. A Napoli è girato tutto benissimo, pure un po’ di buona sorte ma lssciamo stare l’arbitraggio: in fondo su Suazo c’era probabilmente un rigore (trattenuta di Aronica) e Campagnaro con un pugno da saloon a Sculli avrebbe dovuto essere espulso e prendere tre giornate d squalifica come minimo. Ma come si sa il Genoa e i suoi tifosi degli arbitri non ne parlano quasi mai neppure dopo la serie incredibile di topiche a proprio danno cominciate col gol annullato a Mianetto con il Parma, un rigore non dato clamoroso sempre con gli emiliani, la rete di mano di Barretto del Bari pe non dire della grottesca direzione di Velotto Coppa Italia: in tutti i casi giustamente si è piu’ pensato a dire che la difesa del Genoa faceva acqua e che col Catania Gasperini ha sbaglato formazione. Meglio così, aumentano gli anticorpi, ma passare per fessi sentendo le giaculatorie del pur bravo Mazzarri mi viene da ridere. Chiuso l’inciso. Dunque un Genoa catenacciaro ha imparato la lezione e attende di conoscere meglio Acquafresca che mi dicono molto motivato. Suazo? Farà al sua parte perfettamente. Intanto Palladino è mpronto Jankovic quasi e Kharja ra 4 partite otrà dare una mano. Se la procesone di infortuni si fermerà ci sarà l’imbarazzo della scela avendo una partita a settimana, basti guardare in difesa che con Dainelli e Moretti al posto giusto ha alzato il livello elle prestazioni. Questo è un campionato che non riesci a decifare a parte a zona Champions. Da lì in giu’ tutto è possibile e il Genoa l’ho visto finalmente incazzato come sarebbe piaciuto al paron.
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Se con un pizzico di fortuna e con arbitri meno distratti fossero arrivati due punti in piu’ con Parma e Bari oggi il Genoa sarebbe dove nessuno avrebbe immaginato potesse arrivare all’inizio della stagione. I trentuno punti di oggi sono comunque un buon bottino (a metà tra il picco dell’anno scorso e il buon rendimento di 2 anni fa) ma bisogna sottolineare come questo sia frutto del fattore Ferraris: 24 punti in casa, solo sette in trasferta. All’orizzonte ci sono viaggi a Napoli, a Firenze, a Torino e a Milano con l’Inter, difficile cambiare registro eppure dal mercato potrebbero arrivare notizie importanti con l’arrivo di un paio di giocatori di personalità per migliorare fiori casa; Preziosi le sta provando tutte. Il sucesso con l’Atalanta ha dato tranquillità e ha consacrato ancora una volta le scelte vincenti di Gasperini che compie 52 anni, auguri. Il tecnico sarà a avolte pure ruvido ma come ho già scritto io onestamente non riesco ad immaginarmi un altro allenatore su quella panchina. In attesa di capire del destino di questo o quel giocatore, voglio elogiare Palacio che non solo ha segnato ma per almeno quattro vol si è visto al limite della propria area di rigore a difendere. Per questo gioca e er questo sta diventando un beniamino della Nord che domenica ha sospitato i tifosi del Boca. Un po’ di Argentina non guasta.
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La prima di Dainelli in difesa finisce come nell’ultimo match in trasferta a Milano con Bocchetti e compagnia bella. Cambiano gli interpreti ma il Genoa formato trasferta è il solito: impalpabile e battuto pesantemente. La Roma vince tre a zero e mette a nudo soprattutto col redivivo Toni, doppietta per lui, tutti i mali dei rossoblu’ che ora si devono aggrappare alle prossime due gare a Marassi per risalire dall’anonimato e respingere ansie non preventivate. Ma visti Rossi e compagni a Roma c’è da preoccuparsi. Eppure le scelte di Gasperini che si è suicidato in Coppa Italia col Catania, potevano indurre ad un Grifone battagliero almeno in campionato, ma è stata una pia illusione. Già dopo pochi minuti Amelia su Perrotta è reattivo e anche quando Suazo e compagni provano a far male alla difesa giallorosa è chiaramente piu’ per i pasticci di Julio Cesar, portiere saponetta che per le giocate proprie. Così tocca ad Amelia dire di no a Vucinic con un volo plastico, ma poco dopo pure lui si arrende al tapin vincente di Perrotta dopo un’altra smanacciata disperata. Nell’occasione da Criscito a Bocchetti e Biava, tutti di marmo. Poco piu’ di un quarto d’ora e match, dunque, tutto in salita. Ci prova ancora il portiere giallorosso a rianimare il Genoa con un’uscita grottesca che potrebbe dare a Mesto l’occasione del pareggio, ma l’esterno cincischia e l’azione sfuma. Il sipario si chiude alla mezz’ora quando Sculli per problemi muscolari abbandona lasciando il posto a Fatic che appare un pesce fuor d’acqua. La Roma pur giocando sotto ritmo rischia di raddoppiare con Toni ma c’è ancora Amelia a tenere l’interruttore dell’ossigeno aperto. Ormai l’inerzia del match è evidente e dopo ulteriori pressioni allo scadere Toni ce la fa a segnare su intuizione di Vucinic. Sul Genoa apparso pure sulle ginocchia e stavolta anche senza mordente è notte fonda. Si va al riposo così. La ripresa è malinconica e stucchevole anche perché Gasperini non inserisce Crespo insieme a Suazo che sta facendo la stessa fine di Floccari, cioè abbandonato a se stesso. La Roma non vede l’ora di andare a casa, il Genoa pare in gita turistica e quando neppure una dormita di Burdisso che lancia Fatic tutto solo davanti a Julio Cesar permette ai rossoblu’ di segnare è giusto togliere il disturbo. Nell’occasione la conclusione di Fatic è disarmante. La Roma pero’ seppur tra uno sbadiglio e l’altro trova facilmente il terzo gol con Toni che di testa umilia tutta la difesa. Esce Suazo, entra Crespo, spazio pure a Tomovic. Così per la cronaca. Non c’è piu’ nulla da raccontare, servono analisi non schizofreniche ma profonde. Tocca a Gasperini agire mentre la società è impegnata ancora sul mercato (in prospettiva ottimo l’acquisto di Aleksic) che pero’ si chiuderà piu’ in avanti. E intanto i punti bisogna farli, subito
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Mercato, campionato e Coppa Italia. E’ un gennaio decisivo per le ambizioni del Genoa che inizia l’anno con una scoppola col Milan ma che puo’ vedere ancora il bicchiere mezzo pieno grazie a due sfide a Marassi di campionato che potrebbero fargli tornare il sorriso. Serve pero’ una reazione forte: Catania e poi il recupero col Bari in casa. Certo c’è la Roma fuori c’è la coppa Italia sempre con i siciliani, ma oggi il Genoa deve guardare la gradutaoria in funzione del giro di boa. Fare sei punti e quindi arrivare a trenta è possibile. Non sarà semplice, ma l’occasione c’è. Il problema sono le ultime due prestazioni. A Roma con la Lazio e a Milano col Milan la squadra rossoblu’ è apparsa poca cosa, troppo fragile per competere a certi livelli. L’ultima sconfitta pesante ha fatto dire a Gasperini che bisogna guardarsi alle spalle con umiltà. Vero, ma insomma si puo’ fare qualcosa di piu’, ne sono convinto, lasciando perdere i paragoni con l’anno scorso che non hanno davvero senso. Ogni stagione ha la sua storia. E’ arrivato Suazo, o, ora devono arrvare un altro paio di tasselli. E’ il momento di tenere duro consapevoli che occorre dare di piu’. Vincere col Catania è la prma tappa per ripartire in attesa ance di rientri eccellenti.
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Il 2009 se ne va con una partita ancora da giocare. A proposito e allucinante lo scaricabarile sulle responsabilità sul fatto che non si è disputato il match col Bari. Un anno irripetibile col Genoa che ha sfiorato la Champions ed è uscito amaramente dall’Europa lottado col Valencia fino al 93. Squadra con limiti, con qualche problema interno, vedi Amelia che pero’ ha ricevuto assicurazioni dall’alto e probabilmente rimarrà qui, ma con carattere, con la voglia di correre sempre. La classifica con un turno da recuperare è decente e chiude un anno solare in cui il Grifone se no sbaglio è al quinto o sesto posto in fatto di punti conquistati. Certo, il mercato estivo è stato al di sotto della resa attesa ma neanche fallimentare. E’ difficile giudicare quando Jankovic non ha mai giocato e Khraja mentre stata recuperando bene è finito ko senza dimenticare la ricaduta di Palladino. Ora c’è un assise invernale e penso che almeno due o tre giocatori di qualità arriverannoa rinforrzare una rosa ora molto stanca. Si riparyirà con la trasferta di Milano rossonera. Non un inizio semplice, ma in casa ci sarà il Catani e poi la Coppa Italia sempre col Catania, qui ancora in Coppa se si passa arriva la Roma e quindi il recupero col Bari. Insomma un gennaio bello tosto. Difficile insomma nel 2010 ripetere quanto fatto nello zeronove, ma credo che il bicchiere possa essere ancora mezzo pieno. Ma piedi per terra.
Ora passo agli Auguri di vero cuore a tutti. Agli amici di questo blog in modo speciale e a chi mi vuole bene e a chi mi vuole male solo perchè non mi conosce, lo spero. Un abbraccio forte davvero per il vostro sostegno in un anno che per me non ha sempre portato buone notizie, ma come il Genoa ho imparato a non arredermi mai.
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Della traversa, del palo, del rigore non dato dal casalingo Celi per un fallo di mano, non me ne frega proprio niente. E’ come non vedere un prete nella neve ovvero un Genoa irriconoscibile, versione Babbo Natale, anzi versione “Fate bene fratelli”. Dopo il Livorno ecco che i tre punti vengono serviti alla Lazio che è da fine agosto che non vinceva. Il gol subito per opera di Kolarov è insopportabile e imperdonabilene quanto le scelte di Gasperini che stavolta proprio sono state sbagliate. In attacco Sculli va bene nel ruolo di centravanti per alcune partite, ma così si bocciano e bruciano Floccari e Crespo che contro la difesa della Lazio avrebbero potuto essere determinanti. Il primo è costato dieci milioni di euro, il secondo va gestito.. Così si sconfessa platealmente tutto, se poi ci si aggiunge il caso Amelia il cerchio si chiude. Ancora una volta fuori casa il Genoa è risultato imbarazzante, svuotato. In piu’ mettiamoci pure la malasorte, ma non parliamo di “prestazione che c’è stata” come ho sentito dire da alcuni giocatori. A Marassi il Genoa è una squadra, lontano diventa un’altra realtà che certo non può competere per i primi sette posti della classifica. Urge un chiarimento, compreso per le scelte effettuate (dimenticavo Palladino sostituito) tenendo presente a parzila giustificazione il match di giovedì in coppa. Intendiamoci nulla è compromesso e personalmente penso che questi risultati siano in linea con quelle che potevano essere attese. Ma tra Livorno e Lazio il Genoa come minimo ha buttato via due se non quattro punti al cospetto di formazioni infarcite di problemi. E alla fine della fiera questi risultati pesano. Ora c’è il Valencia. Io penso che non ci siano molte chance di passaggio del turno soprattutto se si gioca come all’Olimpico e poi gli spagnoli sono forti, ma spesso il Genoa sa come reagire. L’importante per me sarà poi la gara successiva col Bari da vincere a tutti i costi. Stringere i denti e mettere da parte, Gasperini per primo, la propria cocciutaggine. Forza, caro Genoa regalati un buon Natale, la beneficenza l’hai già fatta. Se poi ci sarà qualche arbitro migliore tanto meglio, ma prima sarebbe esercizio buono e giusto fare un po’ di sana e bella autocritica.
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Caro dottor Sconcerti.
Sono un umile cronista di provincia e con stima e ammirazione sincera, la sua carriera parla chiaro, le chiedo solo una cosa. Lei che sa tutto sul campionato avendo grazie a Sky un punto d’osservazione importante, mi sa dire con certezza la seguente informazione? Mourinho l’anno prossimo sarà allenatore dell’Inter? Ferrara sarà ancora alla Juve? Leonardo al Milan? Marino all’Udinese? Del Neri alla Sampdoria? E Prandelli, sarà ancora nella sua Fiorentina? Per non parlare di Ballardini, dello stesso Ranieri e di tanti altri. Insomma perchè da un mese la sua ricerca ossessiva è sul futuro di Gasperini e sulle liti quotidiane, invidio le sue talpe all’interno della società perchè a me tutta sta guerra non mi risulta, in seno al Genoa? Purtroppo non potrò contare sulla sua collaborazione, ma sappia che qui siamo tutti un po’ incuruiositi e pure un po’ sbalorditi.
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Non c’è stata la svolta auspicata da Gasperini ma il 2-2 col Parma non è nemmeno da disprezzare. Un buon risultato contro una formazione sicuramente in gran forma, eppure i rimpianti sono soprattutto dei rossoblu’. Gol falliti sull’1-0 e la rete del definitivo 3-2 di Milanetto in fondo era regolare. Ma ad onor del vero anche il Parma ha dato la sensazione a tratti di poter vincere la partita. Un punto che dà continuità alla classifica aspettando la trasferta con la Lazio e il turno col Valencia. Inanto pero’ non mi convince del tutto la scelta di far giocare Scarpi al poso di Amelia perchè sono equilibri delicati e sono convinto che Gasperini lo abbia capito e che all’Olimpico toccherà di nuovo ad Amelia malgrado Scarpi abbia meritato di giocare a praga e pure col Parma. In difesa si sono riviste cose negative, ma occorre anche sottolineare i meriti degli avversari, mentre a centrocampo Juric è apparso stanco. Infine in attacco la scelta di Sculi come prima punta ha dato ancora buone risposte, ma lasciare fuori Floccari che a me è piaciuto quando è entrato mi pare un po’ pericoloso. Infine sulla bagarre finale tra Preziosi e tra lo stesso Preziosi e Panucci dico che sono affari loro. Mi è piaciuto tutto l’ambiente che malgrado un gol regolare annullato e un rigore non concesso non ha dato in escandescenze.
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Inutile girarci intorno.Il derby vinto largamente dal Genoa è merito esclusivo dei rossoblu’ perchè stroncare una squadra in salute e così in alto in classifica come la Sampdoria è stata davvero un’impresa. Piu’ facile del previsto, ma questo non toglie nulla al match. Io sono qui solo a sottolineare oltre alla qualità del Genoa, Gasperini non raccontava balle quando diceva “a questa sfida ci arriviamo bene”, prorio le intuizioni di questo allenatore che anche stavolta ha stupito tutti e con coraggio ha schierato centravanti Sculli, lasciando fuori Crespo, Floccari e Figueroa. Insomma ci vuole due palle così perchè se ti va male non so cosa sarebbe accaduto. Invece quella mossa aveva una logica immensa. Niente punti di riferimento, capacità di tagli continui di Palladino e Palacio che hanno messo in difficoltà la formazione blucerchiata. E’ difficile dire se è bastato questo a far pendere di nuovo il derby in favore del Grifo, ma un allenatore è lì per trovare soluzioni e il Gasp le ha trovate. Poi possiamo parlare di un Moretti feroce, di un Bocchetti che si è esaltato ed è tornato quello che concorre per andare in Sud Africa con gli azzurri, del ritorno superlativo del “pirata” Juric, della grinta di Rossi, della qalità di Criscito e della regia dell’inossidabile Milanetto e della fantasia di Palladino che ha impressionato per fantasia sbagliando solo ad esultare eccessivamente in occasione del terzo gol e poteva lasciar perdere ma nessuno è una macchina in mezzo ad un catino con migliaia di persone e puo’ succedere. Io ho in diretta censurato questo comportamento come ho appaludito quando Cassano ha spedito fuori la palla con Sokratis a terra, pechè ci vuole testa e coraggio. Così come mi auguro l’abbiano altri piu’ auteroveli commentatori di me riguardo ad altri episodi che sono accaduti che non fanno onore a qualcuno. Di sicuro un derby così non lascia interperatzioni e a proposito giudico senza voto Amelia perchè ha fatto parte degli spettatori. Un successo in definitiva che dà gioia alla tifoseria, che carica l’ambiente tutto in vista di impegni delicati. Non è mai facile vincere tre derby di fila, soprattutto a questi livelli, ma questo gruppo ha carattere e delle idee tattiche che sviluppa soprattutto nei momenti piu’ intensi. Era giusto, come ha accettato il Gasp, criticare il Genoa per la gara inguardabile di Livorno, ma sono stati ingiuste certe vautazioni affrettate e frutto dell’emotività generale che parlavano già di crollo e così via. Io non l’ho mai fatto perchè conosco un po’ l’andazzo e so che no è così, anzi.Ci vuole equlibrio da parte di ogni componente e lo sa anche la squadra che in trasferta non ha lo stesso passo che ha in casa. E qui forse gioca un ruolo decisivo la tifoseria che anche nella stracittadina ha saputo fare la sua parte rispettando iniziative del Comune e il minuto di raccoglimento per Pinella Baldini che pur avendo vestito la maglia anche rossoblu’da tutti era sempre stato ricordato con affetto come grande giocatore della Samp e dell’Andrea Doria. Il 101esimo derby va in archivio, ora sotto con lo Slavia, ma soprattutto col Parma. Dobbiamo abituarci all’ottovolante ma penso che la stagione già ora abbia al sicuro una grande e legittima soddisfazione: una stracittadina stravinta con umiltà.