Postato da giovanni.porcella in Sport
Le strade del mercato sono infinite e quindi non parlero’ di questo. Aspettiamo al fine di questa sessione di compravendite. Le novità  che tiro in ballo nel titolo il giorno dopo la vittoria di Udine sono di campo: difesa a quattro, gioco diverso sebbene appena abbozzato, piu’ personalità nei singoli (vedi Eduardo e non solo), maggiore fisicità soprattuto nella retroguardia e conferme splendide da parte dei senatori Rossi, Criscito, Sculli e Milanetto. Mesto ha fatto il resto con una prodezza che se l’avesse fatta Ibrahimovic o qualcun altro ne avremmo le taschje piene di peana e replay.Ha ragione da vendere il Gasp quando dice che c’è molta pressione, ha ragione ancor di piu’ quando chiede tempo. In venti giorni non si inseriscono seppure degli ottimi giocatori come Rafinha e Veloso in un quadro tattico consolidato in piu’ in un nuovo campionato per loro. Eppoi Toni che fino a quando è rimasto in campo aveva anche due marcatori da portarsi a zonzo e ha provato spesso ad aprire varchi per Sculli e Palacio. Buona la prima, dunque senza smarrire l’umiltà palesata, altro indice di maturita’.
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Rieccomi. Considerato che in queste due settimane non mi sono perso niente ecco che si ricomincia.
Un occhio al debutto, l’altro al mercato. Il Genoa di Gasperini è concentrato sull’esordio ad Udine dove i bianconeri sono ringalluzziti dalla permanenza di Toto’ Di Natale che ha rifiutato le avanse della Juventus. Ambiente non facile per i rossoblu’ e per i suoi circa mille tifosi al seguito che troveranno allo stadio Friuli anche un botteghino aperto per reperire  i biglietti, ma le ambizioni del Grifone sono reali dopo gli arrivi di Toni, Rafinha, Veloso e tanti altri, Ci vuole tempo, ma sabato si fa già sul serio. Per questo Gasperini  sta pensando di blindare la squadra con quattro difensori. Saggia prudenza anche perché nella scorsa stagione il Genoa lontano da Marassi ha raccolto pochissimo, la miseria di tre vittorie. Due nel girone di andata a Bergamo e a Bologna, una nel ritorno, a Parma contro la formazione allenata proprio da Guidolin che ora siede sulla panchina friulana. L’ultimo pareggio a Siena il 28 marzo, poi solo sconfitte che fuori casa furono in totale una dozzina precisa. Troppe.
Ma sullo sfondo, nemmeno poi tanto, c’è ancora il mercato. Intanto Gasperini da tempo ha chiesto alla società un difensore in piu’. Fermo restando che Bocchetti ogni giorno viene sempre accostato ad un club diverso, la juve pero’ dovrebbe essere a posto con Burdisso, ecco che risulta il nome di Santacroce del Napoli. Il giocatore nato in Brasile era stato offerto dai partenopei per lo scambio con Bocchetti, ma poi non se ne fece nulla. Ora se ne riparla solo per Santacroce a Genova. Lo scambio sarebbe con Modesto che Mazzarri vorrebbe rilanciare. Inutile dire che Preziosi sarebbe felice di fare questa operazione. Da segnalare che è rispuntata la pista Konko del Siviglia, ma il procuratore del calciatore ha decisamente raffreddato l’eventualità del ritorno del suo assistito alla corte di Preziosi. In uscita, oltre ai casi spinosi legati a Vanden Borre, Modesto e Zigoni per il quale c’è anche il Pescara, si registra l’accelerazione del Bologna per Mesto che quest’anno rischia di avere meno spazio. Ancora da comprendere la situazione di Rudolf, mentre Sculli ufficialmente tolto dal mercato resta comunque l’alternativa interista a Kuit. Ma finito il circo delle amichevoli ora a contare non sono piu’ saltimbanchi, ballerine, procuratori e personaggi vari. Parla il campo e i punti cominciano a contare.
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Un saluto a tutti e un rin graziamento di cuore ai tifosi rossoblu’ incontrati in Auistria: il vostro calore mi ha aiutato tantissimo. Premesso che il campo dirà se questo Genoa che sta nascendo è piu’ forte o meno, di quello dell’anno scorso, mi sento di affermare solo una cosa: ora il quadro è molto chiaro e si puo’ serenamente fare un primo attendibile bilancio del mercato, che peraltro non è ancora finito. Io, la mia amica Cinzia e pochi altri, su questo blog abbiamo professato un sereno ottimismo. Ci siamo presi pure delle “gnere” ma ci sta. Io pero ora chiedo a voi un giudizio dopo l’arrivo di quei giocatori che probabilmente servono molto e possono spingere il Grifone piu’ in alto. Se anche voi vi rileggete i violenti post (isteria al potere) scritti a giugno sarà utile per riflettere. Ma, ripeto, ora voglio un vostro giudizio, perchè è solo in questo momento che si puo’ cominciare a parlare, nel bene o nel male, esattamente come sostenevo. Di questo me ne dovete dare atto. Un ringraziamento al Genoa per la collaborazione fornitami e nuovamnte un abbraccio a tutti, proprio tutti. Ottimisti, pessimisti, moderati, catastrofisti, ecc….
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Per circa due settimane mi devo assentare. Ci rivedremo fra un po’. Continauate voi ad aggiornare il blog con colpi, notizie, mugugni, polemiche, critiche ed elogi. Lo spazio è vostro. Lo aggiornero’ appena rientro e sarà divertente rileggerlo facendo un passo indietro.
Ciao
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Ho telefonato a Luca Chiappino subito dopo il trionfo suo e dei ragazzi per fargli i complimenti, la sua risposta è stata: “Sì. stavolta l’abbiamo fatta grossa”. Il grande slam, coppa, supercoppa e adesso scudetto nel campionato Primavera, fanno di Luca una sorte di eroe genoano. Umilta’, competanza, chiarezza le sue doti migliori che aggiunte al valore dei talenti che la società gli ha messo a disposizione hanno creato un mix esplosivo che sta alla base di questi grandi successi conditi dalla estrema vitalità di tutto il settore giovanile. Quello rossoblu’ è un club che non ha mai visto nulla di simile e questi risultati non sono certo frutto del caso. Due milioni di euro spesi bene, che sono tornati alla base in quanto a immagine e valore dei calciatori messi in vetriona: Perin, il portiere volante, Grea, il capitano, Cofie, il metronomo, El Shaarawi, il talento, Ragusa, la grinta, Chinellato, la potenza, Polenta, la tecnica…ecc. ecc. Giusto tributare a loro tutti un plauso enorme, anche perchè come accadde anni fa nella vittoria del Viareggio dei baby di Torrente, pure stavolta questo successo farà  da molla per tutto il Grifone verso una stagione importantissima. Serviva una spinta emotiva ed è errivata. Non so cosa sia nel calcio un progetto, ma in 5 anni dal disastro il Genoa ha conosciuto tre stagioni di serie A a buoni livelli, con tanto di Europa conquistata, una grandinata di successi della Primavera e a seguire giu’, fino all’attivissima scuola calcio, ha l’idea di costruirsi un centro sportivo nuovo e moderno e scusatemi, ha una dirigenza che dopo tanti schiaffoni presi si è data una certa credibilità che era impensabile avere dopo certe situazioni. In momento di crisi spaventosa generale, i finanziamenti nobn si sono interrotti e c’è voglia di fare bene con un allenatore che è un altro valore aggiunto in fatto di serietà e anche di come interpreta il calcio. Certo, porsi obiettivi prestigiosi e cercare di salire anche piu’ su è sacrosanto chiederlo, ma guardare con razionalità a cio’ che è stato fatto è esercizio di comprensibile soddisfazione. Almeno credo io.
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Finita la stagione, ma non dimentichiamoci i mondiali, ecco che parte ufficialmente il mercato. Il Genoa cambierà molto, ci saranno partenze ed arrivi, ma penso che potrà uscire una formazione competitiva per la prime otto posizioni. Ogni stagione ha la sua storia, i suoi svincoli che possono deciderla in un senso o in un altro, ma concordo con chi nei post precedenti ha chiesto alla società di avere la volontà di fare un Genoa ambizioso. Preziosi anche nelle nostre trasmissioni ha parlato di non avere fretta, quella avuta l’anno scorso che ha portato ad alcuni errori, mi pare motivato a fare bene in sintonia con Gasperini malgrado voci nazionali lo vogliano a Firenze. Ma val la pena ricordare che in fondo 51 punti sono stati messi assieme e non è stato un bottino così negativo. La sensazione è che tutto il Genoa, tifosi compresi, dopo aver vissuto 4 anni sul filo dei nervi, su tutti la promozione in A e il braccio di ferro lungo mesi con la Fiorentina per la Champions, abbia staccato un po’ la spina. Ora serve ripartire, tutti assieme con quella fiducia che in questo giorni sembra un po’ mancare.
E in questo senso devo aggiungere e riportare le dichiarazioni di Gasperini a Novara. Un Gasperini sereno ma molto determinato a dire che resta comunque qualunque sarà il mercato che ne verrà fuori. Un elogio a questo tecnico va fatto, dunque, perchè è rimasto a parlare con noi cronisti fino a mezzanotte fuori dallo stadio Piola per mettere le cose in chiaro. Il messaggio? Quello che aveva dichiarato a Gradinata Nord qualche settimana fa: “Chiarezza sugli obiettivi, perchè un altro anno come questo non lo sopporto. Alleno chiuunque, ma non diciamo che puntiamo su questo o su quel piazzamento. Se restano Criscito, Bonucci e Boccheti, io sono felicissimo. Se ho dieci milioni da spendere comincio a tenere quello che ho già di buono in casa. Con quei tre partiamo da una base solida e sicura e si puo’ parlare di progetto e di piazzamenti piu’ o meno ambiziosi. So che il presidente ha queste intenzioni e gli credo. Ma bisogna fare presto perchè ora  trattare con la Juve non sarà facile. Non chiedo nulla di piu’. Poi sono pronto a recuperare Kharja e cerchiamo un attaccante, con calma. Intanto partiamo bene, poi si vedrà . Non facciamoci prendere dalla frenesia. Il Catania.per esempio, chiede 13 milioni per martinez? Secondo me sono troppi, ma con questo non scarto il giocatore, mica sono scemo. Il problema è che se ho quei soldi punto sul sicuro, vale a dire Criscito e Bonucci. Il portiere? Si possono fare molte scelte, non c’è problema. Io sono a disposizione della società perchè qui si puo’ fare bene, l’importante è avere la spinta giusta e ragionare”. Gasperinio vuol bene al Genoa come raramente ho visto in tanti anni fare da parte di un allenatore. Ma non per questo è disposto a non dire la sua. Ha fatto bene. Ha fatto una richiesta pubblica su cui si basa il lavoro di tutti. Lui ci ha messo la faccia.
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Per fortuna il campionato è finito. Lo ha detto Gasperini ed è il pensiero anche mio. L’agonia è terminata e francamente i 23 punti nel ritorno devono far riflettere molto. Come il nono posto finale che non puo’ essere accettato se non a fatica e usando molto cervello per metabolizzare i tanti infortuni che pero’ significa che molto è stato sbagliato in seno alla preparazione. Ora servono rinforzi forti anche perchè con la cessione di Floccari e di un altro giocatore, ma forse due, potrebbero entrare nelle casse oltre venti milioni di euro. Portiere, centrocampista e un attaccante centrale. Colpi che non si possono sbagliare e in questo sono d’accordo con la società perchè la fretta è cattiva consigliera. Scaricate le pile serve ripartire. Dopo 4 anni vissuti intensamente, questo è scivolato via così, senza grossi sussulti soprattutto da gennaio in poi. Ma è tutto l’ambiente a dover ripartire con l’entusiasmo giusto e la voglia di lottare per obiettivi importanti. Un anno così ci sta, ogni stagione ha la sua storia. L’importante aver la voglia, società giocatori, pubblico, di scriverne subito un’altra, possibilmente migliore.
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Si sono sentite le urla nel deserto del Ferraris. Non solo quelle di Sculli che ha segnato il gol vittoria contro il Milan, mai una partita qualunque. Un successo che è un riscatto morale e chiude all’insegna dell’orgoglio rossoblu’ una settimana vissuta tra tensioni e preoccupazioni per quello che avrebbe potuto succedere con l’arrivo dei tifosi milanisti scelleratamente sdoganati dal casms. Il Prefetto ha poi fatto chiudere le porte del Ferraris a tutti, genoani compresi in una decisione notturna che ha scatenato la rabbia di tanti. Appunto, le urla nel deserto sono state anche quelle dei tifosi fuori della Nord e quelle di chi è rimasto a casa ma che al passaggio del corteo si è affacciato ai balconi applaudendo e sventolando una bandiera rossoblu’. Ma petrsonalmente dalle 23,30 di sbato scorso dopo l’ordinanaza delle porte chiuse ho ricevuto tantissime telefonate di sdegno per come è stata gestita tutta la vicenda. Altre urla nel deserto. Anche da personaggi noti non certo usi a seguire il calcio con il prosciutto sugli occhi. Insomma, è come se avessero squalificato il campo al Genoa per ripicca visto il misero fallimento della tessera del tifoso, ammeso che la card rossonera lo sia.  Ci hanno perso tutti, anche se per fortuna nessuno si è fatto male ed e’ quello che mi premeva di piu’. Pero’, vedere il Ferraris vuoto per colpa dell’osservatorio è stato come un pugno nello stomaco. Un dolore forte e immeritano. Il Genoa ha subito questa decisone come molte da parecchi anni sulla propria pelle. Il tutto mentre a Roma la fanno sempre franca e a Torino persino col Parma è successo il finimondo con tanto di partita sospesa. Ma voglio chiudere con la speranza che l’appello di Preziosi a Galliani abbia un seguito: facciamo qualcosa per la prossima stagione al fine di non arrivare a questo punto con costi sociali per la città intera troppo elevati. Facciamo in modo che chi governa il calcio cerchi di farlo seriamente senza boutade vergognose come questa alla faccia di 27.000 tifosi del Genoa che hanno dovuto ingoiare amaramente l’imposizione dall’alto, privandosi di una partita di calcio che avevano tutto il diritto di vedere e soprattutto vivere senza dover urlare nel deserto in cui si sono trovati.
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Di fronte ad un finale così, tre sconfitte nelle ultime 4 partite, pur mettendoci tutti gli alibi possibili e immaginabili, a me non viene da scrivere nulla perderei del tempo io, lo perdereste voi a leggere. Non mi va neppuire di andare nell’ovvio con sfoghi e commenti che lascio ovviamente a voi. Basta. Una squadra stracotta non merita considerazioni di alcun tipo, positive o negative che siano. Spero solo che col Milan ci sia in campo un pizzico d’orgoglio in piu’ di quello visto da un mese a questa parte. Poi finalmente si dovrà guardare al futuro tenendo ben presente cosa ha detto questa stagione.
Complimenti a Bocchetti e Criscito per la convocazione in azzurro. Questo mitiga la delusione.
Postato da giovanni.porcella in Sport
Sconfitta brutta e pericollosa, di sicuro inaccettabile. Il Genoa con la Lazio si giocava non tanto un piccolo spazio verso l’Europa, ma soprattutto la faccia. La vittoria di Parma era stata salutata all’unanimità come prova d’orgoglio. Sette giorni dopo ecco la battuta d’arresto con al Lazio (e tre!!!) che modifica ogni benevolo aggettivo sulla stagione rossoblu’. Va bene che la squadra è cotta, ma non riuscire piu’m a vincere al Ferraris e vedere certe prestazioni della quasi totalità dei giocatori fa male e fa fare cattivi pensieri. In questa ottica si legge il faccia faccia tra qualche tifoso della gradinata e Preziosi a fine gare e si devono interpretare le parole di scuse e scoramento di gasperini che pero’ rifiuta i cori di “venduti” arrivati dalla tribuna. E stesso pensiero ha espresso con amarezza Beppe Sculli. Tutto questo si capisce che è grave e che puo’ rovinare un rapporto tra tifoseria-squadra e società che è vitale per disegnare scenari futuri migliori di questo (comunque il Genoa è sempre all’ottavo posto, ma è chiaro che non basta a zittire i piu’ che legitimi mugugni).  La gente allo stadio era nera e ha ragione. Non si puo’ perdonare una cosa così perchè lo spettro di una stagioen come quella di due anni fa è dietro l’angolo. Peccato perchè a sorpresa il Napoli aveva pareggiato in casa e la Fiorentina perduta. Signuifica che il Genoa è in buona compagni e finisce sulle ginocchia, ma questo forse fa ancora piu’ rabbia. Si è salvato solo Palacio, il resto è da dimenticare in fretta. Ma ho paura che questa sconfitta peserà e molto. Insomma così non va e per la prossima stagioen servirà intervenirev pesantemente perchèp dal portiere al cventravanti ci sono da fare altro che quattro innesti se si vuole terminare sempre nela parte sinistra della classifica. Illudere qualcuno che si possa ottenere di piu’, oggi, mi pare un esercizio pericoloso.