PRIMOCANALE TV all news dalla Liguria
« IL CENTRO STORICO SECONDO VOI
LE MAGRE CONSOLAZIONI DEI PENDOLARI »


Nov
6

QUELLE PAROLLE IN ZENEIZE…

Postato da betta.biancalani in Varie

Quando ero bambina e mia mamma mi diceva che a scuola parlavano in genovese, mi veniva da ridere. immaginando i bambini che parlavano in genovese. i miei genitori hanno sempre parlato in genovese tra di loro ma quando parlavano a me mi arrabbiavo e dicevo: “Parlatemi in italiano”. ora ho capito quanto sia importante mantenere le radici dialettali. io quano provo a parlare genovese vengo presa i giro, dicono che sembro una milanese che ci prova… però ci sono parole che in genovese rendono tantissmi e sono buffissime. ve ne dico qualcuna e spero che farete altrettanto. ci sono proprio temrini che diversamente sono quasi intraducibili.

PREMETTO CHE SCRIVO LE PAROLE SENZA SAPERE COME SI SCRIVONO, MA SOLO PER IL LORO SUONO.

Eccone alcune curiose e buffe, secondo me

FIGIUAMME (un gruppo di ragazzini)

FIGIUASSI (quasi come sopra)

FANTE - FANTINNA (giovinetta) FANTELA (se non sbaglio in spezzino)

per ora basta così ma dite anche voi!!!!

grazie

Â

37 Risposte a “QUELLE PAROLLE IN ZENEIZE…”

  1. Aggiunta da Garro su Novembre 6th, 2006 at 16:56

    Pensa io all’ asilo dove andavo in Carignano nel primo anno io parlavo solo genovese:poi quando parlando con altri bambini,qualcuno mi ha chiesto che lingua straniera parlassi ho dovuto imparare a parlare italiano.
    Però cerco quando posso di continuare a parlarlo con i miei zii o cugini più grandi:certo qualche strafalcione da “furesto” non manca,ma io ci provo lo stesso poichè in un Paese sempre più globalizzato mantenere le proprie radici è fondamentale.

  2. Aggiunta da patrizia su Novembre 6th, 2006 at 23:13

    ciao betta, vediamo cosa mi viene in mente…..
    RATTAPANUGA : pipistrello
    SGRIGUA : lucertolina
    LOUGU : gabinetto
    BIBIN : tacchino ( o genoano come me)
    FRETTUELLU: sporcizia
    PISCIUELLU: piccola fontana
    PATAELLO: pannolone
    GROUZZU: straccio
    SGROUZZO: sgarbato, gretto
    SCAPPIN: calzino
    SCITU: terreno
    MACCAIA: tipica languida umidità ligure
    …e chissà quanti altri, per ora basta così, la famigliola va a nanna. Ciao a presto. buonanotte

  3. Aggiunta da Luca ge su Novembre 7th, 2006 at 00:00

    Acatta’, Acuegase, Adesciàse, Ame’, Bibìn, Botiggia, Bratta, Bricchetti, Bricòcallo, Bulacco, Demoase, Êuio, Faxêu, Fënha, Fiamenghilla, Friscêu, Gumio, Lalla, Pulìn, Stachetta, Xiambón… devo continuare :-)

  4. Aggiunta da simple su Novembre 7th, 2006 at 04:34

    Ciao Betta.
    In effetti quando qualcuno prova a parlare di argomenti tipo il recupero delle proprie radici, o l’amore per le proprie tradizioni, di norma viene dipinto di verde e assoggettato alla causa leghista. Anche se devo dire che ultimamente la sinistra zeneize qualche timido tentativo per (ri)appropriarsi di qualcosa che sa di nostalgicamente tradizionale lo sta facendo.
    Beh… io ho la fortuna di avere alcuni amici che frequentano e portano avanti un gruppo folkloristico che canta in genovese. Uso il termine “fortuna” perchè un trentasettenne come me ha vissuto proprio le tue stesse esperienze familiar/scolastiche nell’uso del dialetto genovese, tanto che con grande insicurezza ogni tanto tento qualche approccio con la nostra lingua natale.
    Ma, oltre agli amici del gruppo folk, ho anche altre conoscenze con miei coetanei che hanno lavorato in età giovanissima al Mercato Orientale, altra “zona franca” dove si riesce ancora a sentir parlare in zeneize.

    Infine, ed è proprio quì che volevo arrivare, c’è il porto.
    Beh, io lavoro a Voltri, dove della cultura portuale “storica” c’è davvero molto poco …se non un pizzico di “contaminazione” che i CAMALLI della Compagnia Unica ed alcuni ex-consortili dell’Autorità Portuale riescono a fare tramite alcuni termini portuali detti in genovese.
    Esempi? Appunto CAMALLI, eppoi il REBUFFO.
    Cos’è il REBUFFO?
    Eeeeehhh…. cara Betta… perchè non viene con la tua trasmissione una notte a fare un giro in porto? Vedrai che oltre ad aprire una finistra nella “città nella città“, ovvero un luogo che solo i portuali conoscono anche se è lì davanti a tutta la nostra Zena, anche se grazie alle gru di banchina si muove tutta l’economia della nostra provincia, dicevo vedrai che scoprirai il significato della parola REBUFFO.
    Tranquilla… non è una parola dal significato indicibile… bensì è un certo tipo di turnistica.

  5. Aggiunta da Luigi su Novembre 7th, 2006 at 13:10

    FANTINNA vuol dire Zitella.
    FANTINNOTU è lo scapolo, avanti con gli anni,un pò misogino.
    BATTUSI sono i ragazzi di strada un pò scapestrati.
    Ciao

  6. Aggiunta da Luciano Gandini su Novembre 7th, 2006 at 16:56

    Anch’io non parlo genovese, ma mi piace moltissimi e non mi perdo un cd dei Buio Pesto! Sono gli unici che cercano di trasmettere il dialetto ai giovani. Di certo non ci può riuscire, che so io, Franca Lai: target troppo diversi.
    E a quelli che ci considerano milanesi solo perché amiamo il genovese e lo vorremmo conoscere meglio, rispondiamo con un fragoroso BELINUN!!!

  7. Aggiunta da Vittorio su Novembre 7th, 2006 at 17:13

    REBELLU (cosa di poco valore, da gettare)
    FRISCIULA’ (uomo da poco)
    SGARZULIN (ragazzetto)
    SCIARBELLA (ragazza poco seria)
    BACCAN(padrone)
    ARENSENIU (raggrinzito)
    BERTUELA (scemotto)

    Per ora basta. Le traduzioni in Italiano non rendono purtroppo bene il significato originale.
    Ciao

  8. Aggiunta da FRANCESCO su Novembre 7th, 2006 at 19:07

    U L’A’ IN NASU CU PA IN PICCU DE NA PORTA.
    HA UN NASO CHE ASSOMIGLIA ALLO STIPITE DI UNA PORTA.
    CIAO A MIO PARERE IL DIALETTO GENOVESE SI DOVREBBE
    INSEGNARE A SCUOLA.
    SALUTI DA FRANCESCOPAOLO

  9. Aggiunta da enry su Novembre 8th, 2006 at 10:54

    macadàm: schiacciasassi o rullo compressore.
    trovo sia bellissimo, quasi onomatopeico nei rumori di ferraglia e nel botto che fa il radiatore all’avvio. sembra di sentirlo e di vederlo disegnato come in un fumetto di paperino
    baci
    enry

  10. Aggiunta da paolo su Novembre 8th, 2006 at 11:49

    cara Betta,
    eccoti qualche altro vocabolo.
    La lingua è il chiavarese dell’entroterra, ci tengo a sottolinearlo, e lo spelling è casereccio:

    PICCAGETTA: salvietta
    SCOSA’: grembiule
    LOPPIA: sonnolenza
    TOPPIA: pergolato
    SCIACCABRATTA: fante
    BRACCHEBULLE, BULICUGGE: persona poco affidabile
    LEGGERA: intraducibile, è forse il più bello
    IN SINQUE: inclinato
    IMBUCCA’: intonacare
    SPEGASSIN: imbianchino
    LATTUNE’: idraulico
    CAIGA’: calzolaio

    Mi fermo qui, per adesso, a risentirci e complimenti!

  11. Aggiunta da betta.biancalani su Novembre 8th, 2006 at 13:41

    INANDIARE (prepararsi a fare qualcosa, fare qualcosa)

    SCHITIMIRI (persona piccola, magrolina, elettrica, un po’ come me!!!)

  12. Aggiunta da Edmond Dantès su Novembre 8th, 2006 at 16:40

    In realtà macadàm non è una parola genovese, bensì italiana (si fa per dire): indica un tipo di pavimentazione stradale, e prende il nome dal suo inventore, lo scozzese John Loudon McAdam.

    Come non citare, in proposito, Paolo Conte e la sua strepitosa descrizione delle rotaie del tram, che in “Sparring partner”, in un’impareggiabile ambientazione esotico-metropolitana, definisce “Vecchia pista da elefanti stesa sopra il macadàm”.

  13. Aggiunta da maus su Novembre 10th, 2006 at 02:17

    bellissimo, come tante cose che fai! Prova anche tramite i liguri nel mondo a stimolare un blog mondiale!!! Potresti farci anche una trasmissione magari con foto dal mondo e parole che ci propone un genovese in america o in australia.
    potresti anche pubblicare per favore un vocabolario in zeneize?
    Ciao

  14. Aggiunta da claudio f su Novembre 10th, 2006 at 22:42

    ciao eli…hai visto che a striscia la notizia capitan ventosa ha fatto il servizio sulla tratta ferroviaria voltri brignole?eheheh sei stata intuitiva complimenti ancora per tutto!!!!!!

  15. Aggiunta da MarcoGE su Novembre 13th, 2006 at 02:08

    …ma avete idea di come si dica “PERSIANA” ?! Non saprei come scriverlo, ma credo sia una delle parole più assurde!

  16. Aggiunta da betta.biancalani su Novembre 13th, 2006 at 14:42

    caro marcoge, mi sembra che persiana, si dica GIOUSCIIA o GIOXIA (ovviamente non si scrive così).
    invece poi ci sono ARVESCUE che sono quelle di legno, interne, che ormai non si trovano praticamente più e che servono per oscurare, appunto, la luce che passa atraverso le persiane!!!!!!

  17. Aggiunta da Luciano Gandini su Novembre 13th, 2006 at 18:03

    Arvescue: non è vero che non si trovano più! Io che abito nei carruggi ce le ho e come me tutti i condomini! Originali d.o.c.! :-)

  18. Aggiunta da CristinaSP su Novembre 14th, 2006 at 13:44

    noi spezzini abbiamo diverse influenze, c’è quella in AO (es: Falcao i è caìto ‘n’ter canao i n’è s’è fato manco mao) e altre più “cinesi” tipo la battuta sull’autobus “scendi qui? no, scendo più in là” che suona più o meno così:”te chini chi? no, a chino ‘n’po’ ciù′nlà” …non ho idea di come si scrivano, ma sono contenta che i miei parlassero in dialetto in casa, qui è quasi sparito. ciao

  19. Aggiunta da Shaddy su Novembre 15th, 2006 at 06:10

    CHE TRISTEZZA!

    Non credo che sia importante stabilire in questo Blog quale sia il termine più corretto per definire la “persiana” (gioüxìa, secondo me) ma ipotizzare una rivalutazione del dialetto in funzione di una appropriazione di identità. Anche chiamarlo dialetto mi sembra riduttivo. Il Poggi ne dava altra interpretazione. I Celtici meridionali sono una unità culinaria e linguistica avvertibile ancora ai giorni nostri. La bouillabaisse marsigliese è identica alla zuppa di pesce ponentina. Barba (zio) è identico nella “Langue d’Oc” come nel genovese.
    Forse andrebbero ridinegnati i confini di questa strana Euopa. Di sicuro non vorrei più provare la risata generale quando in prima elementare dichiarai: me sun casüé e braghe.

  20. Aggiunta da VecchioEnri su Novembre 15th, 2006 at 17:57

    credo di essere una delle poche eccezioni che confermano la regola….ho 21 e da quando sono piccolo parlo il genovese a casa con i miei…pensate che quando sono andato all’ asilo non sapevo l’ italiano ma soltanto il nostro meraviglioso dialetto…..

    le maestre, quasi impietrite, ricordo che dicevano a mia madre…”ma signora non si rende conto che quando dovrà andare a scuola si troverà in grandi difficoltà“….tutte balle…..ora sono iscritto all’ università……se avessi avuto davverpo tutti questi problemi avrei finito a malapena le elementari…per dimostrarvi che è vero scriverò lo stesso discorso in genovese….

    Mi pensu d’ ese una de poche ecceziuin che cunferman a regula…ho vintun anni e da quande sun piccin parlu u zeneize a cà cui me…pensae che quande sun anetu all’ asilu
    nu seivu mancu l’ italian ma sulu u nostru meravigliuso zeneize..

    e mestre, ghean areste de pria, me ricordu che divan a me mue…”ma scignua a nu se rende cuntu che stu figin quande u duvioa anoa a scoa u s’ atruvioa in ta bratta??….musse ciù grosse nu ghe nea….oua vaggu all’ universitè…se eise avuo davei tutti sti prublemi no avie finiu mancu e scoe elementari…

  21. Aggiunta da enry su Novembre 16th, 2006 at 09:04

    macadàm deriva da mc adam
    così come
    fiammenghilla non è genovese ma deriva dalla spagnola fiammenquila
    e pure
    sgroeusso deriva dall’italiano sgrossare
    ecceziun deriva da eccezione
    staziun da stazione o dall’inglese station?
    lattunè da latta o dal milanese lattunè
    e possiamo andare avanti tutta la vita… per dire che nn ho capito la precisazione (precisasiùn) di dantes sull’unica parola (parolla in genovese) che ho segnalato visto che TUTTE le parole indicate dagli amici del forum derivano da altre, italiane e non.
    baci, in italiano (baxi in genovese) da genova, ianua in latino, giano/a in italiano medioevale.
    enry

  22. Aggiunta da betta.biancalani su Novembre 16th, 2006 at 11:34

    avete mai sentito dire BARLUGASSU ????
    penso che voglia dire tipo SCIUPPUN DE FUTTU cioè quando non stati tanto bene…?

  23. Aggiunta da Nicoletta su Novembre 16th, 2006 at 13:08

    Sciuppun de futta, se non sbaglio, significa….mi girano tanto le scatole!! mi fa venire un nervoso!!! ed è una delel espressioni favorite di Govi nel suo “I manezzi pe’ maità na figgia”… “lengua de savatta” e “se ti picchi pe tera u lastregu u fa sangue”, sono altre due sue chicche!!
    Barlugasso invece non lo conosco…
    Non parlo molto bene il genovese, però mi piace…pensa che ho un’amica romana che sostiene che il nostro accento è terribilmente dolce!!!
    In effetti, però, certe parole sono impossibili da tradurre:
    lepegu
    bulesumme
    nescio
    inciua’
    affrignocase
    remena’

    ora ci penso poi se mai ritorno!

    Ciao e grazie a te, bello questo spazio!

    Nicoletta

  24. Aggiunta da betta.biancalani su Novembre 16th, 2006 at 15:42

    Nicoletta, che cosa vuol dire “affrignocase”???

  25. Aggiunta da silvio su Novembre 16th, 2006 at 18:35

    Ciao carissima.

    Oggi ho visto il servizio che hai fatto a Cornigliano con un paio di scarpe scollate e col tacco… Complimenti… anche se non con l’”attrezzatura” adatta ti sei precipitata sull’avvenimento con ottimo tempismo.

    Continua così!!!

  26. Aggiunta da Davide Vaccarezza su Novembre 17th, 2006 at 03:06

    Ciao,
    la parola che piu’ ho in mente è sicuramente LEGERA…lo diceva spesso (ma anche tutt’ora) mia mamma sia a me che a mio fratello Nicola, chissà forse qualche volta c’eri anche tu quando ci apostrofava con queso intercalare…
    Un saluto e buon lavoro!!!!!!

  27. Aggiunta da Shaddy su Novembre 17th, 2006 at 05:51

    Verissimo! La nostra stoica ed eroica Betta era oggi immersa sin sopra al malleolo a Cornigliano. Forse percepiva anche l’odore “de rinfrescumme” (quello degli effetti del’uovo a posteriori). Qualcuno saprebbe suggermi la stessa defininizione, in italiano, in una sola parola?

  28. Aggiunta da enry su Novembre 18th, 2006 at 09:09

    bravo/a shaddy, a proposito di “rinfrescume” ti suggerisco di andare a cercare nel sito del corsera, negli “scioglilingua” di de rienzo: diverso tempo fa ci fu un lungo dibattito nazionale proprio sul nostro rinfrescume.
    baci da genova
    enry

  29. Aggiunta da M.P.Ravera su Novembre 20th, 2006 at 17:26

    partirei dal presupposto che il genovese è una lingua anche se le regole grammaticali non sono chiarissime,e grazie al nostro colonialismo repubblicano viene parlata in Sardegna in Corsica,in Francia e nel principato di Monaco, l’unico posto dove non si parla quasi più è per assurdo dove questa lingua è nata e si è sviluppata e cioè Genova!
    Pensate quando scompariranno le generazioni degli anni 40-50
    sarà la fine! non si sentirà più parlare spontaneamente per strada o al mercato!
    cosa vogliamo fare, aspettare che ciò inevitabilmente accada
    o porre rimedio? il comune può far parlare il genovese nelle
    scuole,ma non una tantum che non serve a nulla, i politici possono attuare una proposta di legge tesa a salvaguardare la nostra lingua!
    sarà solo un’illusione la mia, visto che i vari personaggi televisivi nazionali(che non andando a scuola di dizione palesano tutto il loro accento), non fanno altro che sbagliare congiuntivi e parlare o romanesco o napoletano…
    voglio dire con questo che non ce l’ho coi romani o coi napoletani ma che ho l’impressione che non si voglia salvaguardare la lingua italiana figuriamoci la nostra!

    la frase che mi viene in mente per prima in questo momento
    è quella che usava mio nonno quando lo facevo arrabbiare:
    mìa che pìggiu na “trappettinna” e dappeu a và a fegnì màa!
    Trappetta= ramoscello o simile usato a mo di frustino…

    Vai così Biancalani, …insistisci!

  30. Aggiunta da Luigi su Novembre 30th, 2006 at 15:10

    C’è un termine dialettale che non sono mai riuscito a tradurre pienamente in italiano: “renfrescumme”.

    “Spussa de renfrescumme”, diceva mia madre, ed era l’odore dei piatti mal lavati, oggi ( a parte che ci sono le lavastoviglie) non saprei come dire in italiano: rancido?, ma non è così..

  31. Aggiunta da Paolo su Dicembre 1st, 2006 at 21:14

    Rinfrescume, neanch’io saprei tradurlo diversamente: l’assocerei all’odore di pesce andato a male o dell’uovo marcio (pèscio anou a mâ o êuvo março).
    Per il resto son d’accordo con M.P.Ravera: bisognerebbe insegnare con costanza il Genovese nelle scuole, promuovere manifestazioni in dialetto e infine non vergognarsi di parlarlo! Del resto se non si vergognano i vari personaggi che appaiono in tv che non sanno manco parlare l’italiano! Senza contare l’inquinamento di napoletano, romano.
    Tornando al Genovese, una volta c’erano quei bei programmi alle radio locali di folk genovese con dediche, ora ci son sti belin di network che parlano inglese e fanno notiziari in spagnolo per gli immigrati!
    Concludo con questa strofa di Marzari: “A Zena a parlâ zeneize ghe semmo arrestei ciû in trei: mì, o Bergamo e o Bologna”.
    Salûi.

  32. Aggiunta da giovanni su Dicembre 21st, 2006 at 18:57

    Son contraio a-o zeneize in te schèue…
    O no saje ciù ‘na forma de libertae!
    Basta commença a parlalo e o se peu parlà (chi stà a Zena o Zeneize o-o capissce). A mi han insegnòu a parlà Italian e quande parlavo zeneize da figgièu me rieivan apròu (son do 1973). A chinz’anni ho deciso de commença a risponde in zeneize a chi me parlava in zeneize e ho imparòu a pronunsia (e anche a grafìa scìta ciù o meno, anche se in scia-a tastea a no pèu ese precisa).

  33. Aggiunta da Giuseppe su Gennaio 14th, 2007 at 12:41

    Bellissimo anche se intraducibile è MANIMAN.
    Il genovese presenta poi alcune parole di derivazione turca tipo MANDILLU (MENDHIL) LALLA (LEHL) BARBA (BERB) CAMALLO (HAMAL) CABIBBO (HABIB)

  34. Aggiunta da Ilaria su Giugno 25th, 2007 at 23:14

    Bellissimo blog! Oltre ai gia’ detti ‘maniman’, ‘lepego’, ‘legera’ e ‘refrescume’ che trovo rendano molto l’idea e siano pressoche’ intraducibili, c’e’ un modo di dire che in genovese rende molto l’idea: nu ghe n’ho (ciu’) coae :)

    Segnalo inoltre la versione genovese di wikipedia:
    http://lij.wikipedia.org/wiki/Pagina_prin%C3%A7ip%C3%A2

    Sarebbe bello se gli anziani genovesi potessero raccontare le loro storie ai nuovi figeu, manterrebbero in vita la loro storia e la nostra bellissima lingua :)

    Un’ultima cosa: e’ stato bellissimo andare in Corsica e scoprire che era piu’ facile parlare e capirsi con i Corsi in Genovese che in Francese :D
    Saluti a tutti!

  35. Aggiunta da giovanni B su Febbraio 18th, 2008 at 18:19

    se si ntende persiana parte della finestra
    si dice josia (gelosia)è un tipo di finestra importata dal mediterraneo orientale dove le donne potevano vedera la strada senza essere viste

  36. Aggiunta da liguria indipendente su Dicembre 16th, 2008 at 12:39

    la nostra bellissima lingua genovese-ligure non vine tutelata in quanto cio è visto da tutti i politici filo italiani che ci governano(e ahimè da molti liguri) come un pericolissimo stimolo all’indipendenza, che sarebbe sacrosanta.
    In realtà si puo mantenere il nostro spirito di popolo e nazione ligure anche parlando italiano (pensiamo agli Scozzesi che parlano al 95% inglese e sono a un passo dall’indipendenza), ma certo avere almeno il bilinguismo ligure-italiano sarebbe meglio.
    Saluti zeneizi

  37. Aggiunta da Lydia su Febbraio 25th, 2009 at 20:33

    Una meraviglia trovare un po’ di parole genovesi. Un vero piacere. Grazie!

Lascia un commento
I commenti vengono limitatamente moderati dalla redazione. Invitiamo chiunque ritenga che alcuni di questi contengano termini od pinioni offensivi, o comunque tali da ledere la dignità di terzi, a segnalarlo allo staff redazione@primocanale.it. L'inserimento delle opinioni non richiede login, in ogni caso, primocanale.it, per tutto il periodo di pubblicazione di un commento, conserva le informazioni minime necessarie all'identificazione dell'utente. In caso di commenti contenenti minacce ed insulti, Primocanale provvederà a segnalarli all'Autorità competente.

Commento