Postato da betta.biancalani in Varie
buongiornosera a tutti,
l’altro giorno in televisione sentivo parlare una ragazza bella, alta, bionda, con il collo lunghissimo, giovanissima, credo 21 anni, vestita in modo elegante, indubbiamente molto ricca. era intervistata da daria bignardi in una trasmissione che adoro, “le invasioni barbariche”, che talvolta ospita personaggi che hanno veramente qualcosa da raccontare. questa ragazza parlava “bella convinta” cioè come se fosse enzo biagi, dava sue opinioni in prima persona: “io… qua… io là….” dava giudizi sui politici, su questioni d’attualità
se poi cambio canale me la ritrovo 8anzi l’avevo già vista prima!!) da santoro come quella che di nuovo è chiamata a raccontare le proprie impressioni, talvolta sbagliando anche certi nomi importanti ecc. ecc.
trattasi di tal beatrice borrmoeo di non so che … figlia di un nobile (come non esserlo con quel cognome??) scelta da santoro nella sua trasmissione. racconta di come suo padre abbia tot figli da due donne e poi che vive in una bella tenuta non ricordo dove, circondato dai sui dieci cani da caccia, dai suoi adorati cavalli…
ora mi chiedo: “ma che storia ha questa ragazza per essersi “meritata” di essere OPINION LEADER nella trasmissione di santoro? lei, studentessa e modella? nulla, mi rispondo. solo perchè è figlia di suo padre. non trovo altro merito”
ovviamente non ho nulla contro di lei, che è entrata a pieno titolo nella parte che sta recitando, ma ce l’ho contro chi l’ha scelta, santoro in questione.
qualcuno mi faccia cambiare idea, altrimenti penserò che santoro sia vittima di quel solito meccanismo dei figli dei figli dei figli di… (e perchè non dovrebbe esserlo, santoro, mi direte voi??, non è mica dio!!)
(perché se voleva simboleggiare una ragazza qualunque che dà il proprio punto di vista sul mondo non ha scelto veramente una ragazza qualunque?)
bye bye
Postato da betta.biancalani in Varie
La storia è degna di essere raccontata perché rende l’idea del disastro tragicomico in cui vivono le ferrovie italiane e i pendolari: tutto è successo sul binario nove della stazione di Genova Brignole: treno espresso per Palermo delle 18.54. Tutti salgono, come sempre, pieni di bagagli e con bimbi al seguito, addii strappalacrime. Il treno parte ma non fa neppure un metro che si sente un forte fischio e una frenata. Qualcuno ha tirato , per l’appunto, il freno a mano, si aprono le porte, di fronte agli occhi dei pendolari incuriositi, fermi sulla pensilina in attesa del treno successivo. L’autrice del gesto è una donna salita sull’espresso per Palermo insieme al figlio. Peccato che il marito sia rimasto a terra, con tanto di passeggino, forse perché si è attardato al bar, forse perché è rimasto in coda in biglietteria chissà. Fatto sta che riesce a salire, le porte si richiudono e il treno parte. Fino a qui tutto abbastanza normale se non che a rimanere a terra, dopo questa scenetta, è il capotreno. Inizia a urlare, agita la sua torcia con lucetta rossa per tentare di imporre un disperato alt al macchinista. Che però non lo vede, e procede la sua marcia e si lascia piano piano la stazione di Brignole alle spalle. Mentre il povero capotreno corre per una quindicina di metri inseguendo il treno e urlando come un forsennato. I pendolari ridono a crepapelle e una scena così se la ricorderanno sempre. Epilogo: il povero capotreno appiedato verrà imbarcato sul treno successivo per Firenze, in ritardo di 25 minuti. Per poi prendere la coincidenza con il suo treno per Palermo che lo aspetterà in qualche stazione intermedia.